_Come fu coronato poeta maestro Zanobi da Strada._
Era in questi dì in Pisa il maestro Zanobi, nato del maestro Giovanni
da Strada del contado di Firenze; il padre insegnò grammatica a’
giovani di Firenze e a questo suo figliuolo, il quale fu di tanto
virtuoso ingegno, che morto il padre, e rimaso egli in età di
vent’anni, ritenne in suo capo la scuola del padre; e venne in tanta
fecondità di scienza, che senza udire altro dottore ammendò e passò
in grammatica la scienza del padre, e alla sua aggiunse chiara e
speculativa rettorica; e dilettandosi negli autori ne venne tanto
copioso, che in breve tempo d’anni esercitando la sua nobile industria
divenne tanto eccellente in poesia, che mosso l’imperadore alla gran
fama della sua virtù, e da messer Niccola Acciaiuoli di Firenze gran
siniscalco del reame di Cicilia, alla cui compagnia il detto maestro
Zanobi era venuto, vedute e intese delle sue magnifiche opere fatte
come grande poeta, volle che alla virtù dell’uomo s’aggiugnesse l’onore
della dignità, e pubblicandolo in chiaro poeta in pubblico parlamento,
con solenne festa il coronò dell’ottato alloro; e fu poeta coronato
e approvato dall’imperiale maestà del mese di maggio del detto anno
nella città di Pisa; e così coronato, accompagnato da tutti i baroni
dell’imperadore e da molti altri della città di Pisa, con grand’onore
celebrò la festa della sua coronazione. E nota, che in questi tempi
erano due eccellenti poeti coronati cittadini di Firenze, amendue di
fresca età; e l’altro ch’avea nome messer Francesco di ser Petraccolo,
onorevole e antico cittadino di Firenze, il cui nome e la cui fama
coronato nella città di Roma era di maggiore eccellenza, e maggiori e
più alte materie compose, e più, perocch’e’ vivette più lungamente, e
cominciò prima; ma le loro cose nella loro vita a pochi erano note, e
quanto ch’elle fossono dilettevoli a udire, le virtù teologhe a’ nostri
dì le fanno riputare a vili nel cospetto de’ savi.