_Come la gente del legato presono quattro castella di Malatesta._
Dopo la sconfitta e la presura di messer Galeotto narrata poco
addietro, messer Malatesta andò a Pisa all’imperadore, perchè
l’acconciasse in pace col legato e con la Chiesa; nondimeno avea alle
frontiere della gente e delle terre della Chiesa tutta la forza della
sua gente d’arme a cavallo e a piè ragunata quivi, avvisando che là
si facesse la guerra, e così dimostrava di volere fare il capitano
della gente della Chiesa; ma come uomo avvisato ne’ fatti della guerra,
avendo condotto certo trattato per le mani del conticino da Ghiaggiuolo
il quale era de’ Malatesti, ma nimico di messer Malatesta e de’ suoi
per la morte di suo padre, questi avendo ordinato il suo trattato,
fece col capitano della Chiesa che subito mandò della Marca in Romagna
cinquecento cavalieri e altrettanti e più masnadieri, i quali furono
prima in su le porte di Rimini ch’e’ terrazzani sprovveduti senza
avere gente d’arme alla guardia se n’avvedessono, e funne la città
in gran pericolo; e per questo subito avvenimento, non essendo gente
nella terra da potere soccorrere di fuori nè riparare al trattato
del conticino, presono e rubellarono a’ Malatesti il castello di
sant’Arcagnolo, e ’l Verrucchio, e due altre castella intorno e di
presso alla città di Rimini, le quali fornirono di gente da cavallo e
da piè che faceano guerra a Rimini e nel paese, ed erano come bastite
che teneano assediata la terra. Di questa cosa si conturbò tutta la
Romagna, e fu cagione di recare i Malatesti più tosto a rendersi alla
volontà del legato, come al suo tempo appresso racconteremo; e questo
fu del mese di maggio del detto anno.