CAP. XX.

_Come l’imperadore diede Siena al patriarca._

Nel soggiorno che l’imperadore facea a Siena trattò di volere che

il patriarca suo fratello fosse libero signore di quella città, e’

Sanesi avendosi condotti nel reggimento non però fermo dell’ignorante

popolo vacillante nello stato, per volere accattare la benivolenza

dell’imperadore consentirono d’avere il patriarca per loro signore,

e di volontà dell’imperadore di nuovo feciono la suggezione e ’l

saramento al patriarca, e a lui furono assegnate tutte le terre e

castella della loro giurisdizione, nelle quali confermò suoi castellani

e vicari, cosa strana all’antico governamento della loro libertà, e

di matto consentimento: e l’imperadore per la sua autorità e pe’ suoi

privilegi gli confermò la libera signoria di quella terra, e del suo

contado e distretto. Il patriarca volendo confermare la sua signoria

s’accostò col minuto popolo, e di quelli fece uficiali a’ reggimenti

comuni dentro nella città, e per lo loro consiglio si reggea, essendosi

accorto che per lo favore di quella minuta gente era venuto alla

signoria, e per questo avea schiusi gli altri maggiori popolani, e

abbattuto in tutto la setta dell’ordine de’ nove per modo, che non

ardivano in palese a comparire tra gli altri cittadini,

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 24 / 289 题