_Come l’imperadore diede Siena al patriarca._
Nel soggiorno che l’imperadore facea a Siena trattò di volere che
il patriarca suo fratello fosse libero signore di quella città, e’
Sanesi avendosi condotti nel reggimento non però fermo dell’ignorante
popolo vacillante nello stato, per volere accattare la benivolenza
dell’imperadore consentirono d’avere il patriarca per loro signore,
e di volontà dell’imperadore di nuovo feciono la suggezione e ’l
saramento al patriarca, e a lui furono assegnate tutte le terre e
castella della loro giurisdizione, nelle quali confermò suoi castellani
e vicari, cosa strana all’antico governamento della loro libertà, e
di matto consentimento: e l’imperadore per la sua autorità e pe’ suoi
privilegi gli confermò la libera signoria di quella terra, e del suo
contado e distretto. Il patriarca volendo confermare la sua signoria
s’accostò col minuto popolo, e di quelli fece uficiali a’ reggimenti
comuni dentro nella città, e per lo loro consiglio si reggea, essendosi
accorto che per lo favore di quella minuta gente era venuto alla
signoria, e per questo avea schiusi gli altri maggiori popolani, e
abbattuto in tutto la setta dell’ordine de’ nove per modo, che non
ardivano in palese a comparire tra gli altri cittadini,