CAP. XIX.

_Come la fama della liberazione di Lucca si sparse._

Avvenne in questi dì, all’entrante del mese di maggio del detto anno,

essendo l’imperadore libero signore di Pisa, di Lucca, di Siena, di

Sangimignano e di Volterra, e dell’altre terre loro sottoposte, e in

amore e pace co’ Fiorentini e’ Perugini, Pistoiesi e Aretini, senza

alcuno avversario in Italia, onde che la cosa muovesse, una fama corse

per tutta Italia ch’egli avea fatto accordo con gli usciti di Lucca, i

quali si dicea che gli doveano far dare in Francia centoventimigliaia

di fiorini d’oro quand’egli liberasse la città di Lucca della signoria

de’ Pisani; e questo si dicea ch’avea promesso di fare finito il

termine ch’e’ Pisani aveano promesso di liberarla; e doveala lasciare

in libertà al reggimento del popolo e rimettervi tutti gli usciti,

la quale suggezione de’ Pisani dovea seguire il secondo anno. Il

divolgamento di questa fama non si trovò ch’avesse fondamento da

trattato fatto dall’imperadore, o se fatto fu, altrove che in Toscana e

per altri che per la persona dell’imperadore ebbe movimento. Trovossi

bene, che grandi ricchi mercatanti usciti di Lucca intendeano a fare

colta di moneta. Ma come che la cosa si fosse o si spirasse, a tutti

parve che così dovesse essere, e in segno di ciò furono revoluzioni e

gravi novità ch’appresso ne seguitarono, come leggendo nostro trattato

si potrà trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 23 / 289 题