_Come la fama della liberazione di Lucca si sparse._
Avvenne in questi dì, all’entrante del mese di maggio del detto anno,
essendo l’imperadore libero signore di Pisa, di Lucca, di Siena, di
Sangimignano e di Volterra, e dell’altre terre loro sottoposte, e in
amore e pace co’ Fiorentini e’ Perugini, Pistoiesi e Aretini, senza
alcuno avversario in Italia, onde che la cosa muovesse, una fama corse
per tutta Italia ch’egli avea fatto accordo con gli usciti di Lucca, i
quali si dicea che gli doveano far dare in Francia centoventimigliaia
di fiorini d’oro quand’egli liberasse la città di Lucca della signoria
de’ Pisani; e questo si dicea ch’avea promesso di fare finito il
termine ch’e’ Pisani aveano promesso di liberarla; e doveala lasciare
in libertà al reggimento del popolo e rimettervi tutti gli usciti,
la quale suggezione de’ Pisani dovea seguire il secondo anno. Il
divolgamento di questa fama non si trovò ch’avesse fondamento da
trattato fatto dall’imperadore, o se fatto fu, altrove che in Toscana e
per altri che per la persona dell’imperadore ebbe movimento. Trovossi
bene, che grandi ricchi mercatanti usciti di Lucca intendeano a fare
colta di moneta. Ma come che la cosa si fosse o si spirasse, a tutti
parve che così dovesse essere, e in segno di ciò furono revoluzioni e
gravi novità ch’appresso ne seguitarono, come leggendo nostro trattato
si potrà trovare.