CAP. XVIII.

_Come fu sconfitto, e preso messer Galeotto da Rimini da’ cavalieri del

legato._

Avendo poco addietro narrato come messer Malatesta da Rimini avea

cambiato l’animo dell’accordo con messer lo cardinale legato, seguitò,

che la sua gente d’arme capitanata e guidata per messer Galeotto suo

fratello, perocchè in pochi giorni due volte avea rotti i cavalieri

della Chiesa, avviliva tanto quella gente che poco se ne curava. E

però avendo per assedio e per forza preso un castello di Recanati,

con più di seicento barbute e gran popolo s’era posto ad assedio a un

altro, e nondimeno per buona provvidenza di guerra avea fortificato

il campo con un muro per modo, ch’entrare nè uscire per lo piano non

si potea se non per una sola entrata; e per questo stavano baldanzosi

all’assedio con minore guardia, non temendo per gente che il legato

avesse, per la qual cosa prima ebbono addosso la cavalleria del legato,

che di loro si fossono provveduti. Messer Ridolfo da Camerino capitano

della gente della Chiesa, con più d’ottocento cavalieri e con assai

buoni masnadieri, avendogli condotti al campo de’ nemici, gli fece

assalire agramente, e per due volte tolse loro l’entrata del campo,

e quelli di messer Galeotto combattendo virtuosamente catuna volta lo

racquistarono per forza d’arme. Infine avvedendosi il capitano della

Chiesa che un piccolo poggetto si guardava per lo popolo d’Ancona

ch’era sopra il campo, mosse i cavalieri e’ balestrieri contro a loro,

i quali francamente gli assalirono: e non potendo avere soccorso dal

campo, ch’erano combattuti dall’altra parte, per forza furono rotti:

e di quel poggetto senza riparo di muro cacciando e uccidendo i

nemici per forza entrarono nel campo, e l’altra parte di loro presono

l’entrata del campo e misonsi dentro. Messer Galeazzo si ristrinse

co’ suoi combattendo co’ nemici, dinanzi e di dietro assaliti, molto

vigorosamente a modo di valenti cavalieri, e per più riprese si

percosse tra’ nemici, e due volte preso fu riscosso dà suoi cavalieri.

Infine vincendo quelli della Chiesa, a messer Galeotto fu morto il

destriere sotto, e ricoverato un piccolo cavallo, volendosi salvare,

fu fedito di più fedite; e ritenuto prigione, e tutta sua gente rotta,

presa e sbarattata e morta; e liberato il castello, messer Ridolfo

detto con piena vittoria si tornò al legato: e questa fu la cagione

perchè poi messer Malatesta non potè fare retta contro al legato, come

appresso si potrà trovare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 22 / 289 题