CAP. XVII.

_Come il nuovo tiranno di Bologna mandò a Firenze ambasciadori a

richiedere i Fiorentini._

Messer Giovanni da Oleggio avendo novellamente tolto e rubato la

città di Bologna a’ suoi signori de’ Visconti, e trovandosi povero

d’aiuto a sostenere il fascio di quella città e de’ potenti avversari,

incontanente mandò lettere per suoi messaggi, e appresso solenni

ambasciadori al comune di Firenze, offerendo di volere essere singulare

amico de’ Fiorentini, e di governare e reggere quella città alla

volontà e piacere del comune di Firenze. E i detti ambasciadori con

molte suasioni e larghe promesse da parte di messer Giovanni pregarono,

ch’almeno in privato, se non volesse in palese, il nostro comune

il dovesse consigliare, acciocchè potesse quella città mantenere in

amore e in fratellanza, come anticamente era costumata d’essere co’

Fiorentini, e difenderla da’ tiranni di Milano, originali nemici del

comune di Firenze. I Fiorentini conobbono chiaramente, ch’essendo

Bologna in loro amistà e lega, sarebbe a modo che forte muro alla

difesa del nostro comune contro a ogni potenza tirannesca di Lombardia;

ma per osservare lealmente la promessa pace a’ Visconti signori di

Milano, per niuno vantaggio che conoscessono, o per promesse che fatte

fossono loro, poterono essere recati a fare in segreto o in palese

cosa, che sospetto potesse essere alla pace promessa a’ Visconti. E

avendo gli ambasciadori trovata ferma costanza nel comune a mantenere

sua fede, si tornarono mal contenti al loro signore a Bologna a dì 4

mese di maggio del detto anno; e questo fu chiaramente manifesto a’

signori di Milano, che molto l’ebbono a bene, e offersonsi largamente

al comune di Firenze.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 21 / 289 题