_Come il nuovo tiranno di Bologna mandò a Firenze ambasciadori a
richiedere i Fiorentini._
Messer Giovanni da Oleggio avendo novellamente tolto e rubato la
città di Bologna a’ suoi signori de’ Visconti, e trovandosi povero
d’aiuto a sostenere il fascio di quella città e de’ potenti avversari,
incontanente mandò lettere per suoi messaggi, e appresso solenni
ambasciadori al comune di Firenze, offerendo di volere essere singulare
amico de’ Fiorentini, e di governare e reggere quella città alla
volontà e piacere del comune di Firenze. E i detti ambasciadori con
molte suasioni e larghe promesse da parte di messer Giovanni pregarono,
ch’almeno in privato, se non volesse in palese, il nostro comune
il dovesse consigliare, acciocchè potesse quella città mantenere in
amore e in fratellanza, come anticamente era costumata d’essere co’
Fiorentini, e difenderla da’ tiranni di Milano, originali nemici del
comune di Firenze. I Fiorentini conobbono chiaramente, ch’essendo
Bologna in loro amistà e lega, sarebbe a modo che forte muro alla
difesa del nostro comune contro a ogni potenza tirannesca di Lombardia;
ma per osservare lealmente la promessa pace a’ Visconti signori di
Milano, per niuno vantaggio che conoscessono, o per promesse che fatte
fossono loro, poterono essere recati a fare in segreto o in palese
cosa, che sospetto potesse essere alla pace promessa a’ Visconti. E
avendo gli ambasciadori trovata ferma costanza nel comune a mantenere
sua fede, si tornarono mal contenti al loro signore a Bologna a dì 4
mese di maggio del detto anno; e questo fu chiaramente manifesto a’
signori di Milano, che molto l’ebbono a bene, e offersonsi largamente
al comune di Firenze.