_Come l’imperadore ebbe la seconda paga da’ Fiorentini._
Essendo l’imperadore in Siena, obbligato a molti baroni e cavalieri da
cui avea ricevuto servigio, mostrandosi povero di moneta, li nutricava
di promesse, e rimandavali nella Magna mal contenti: e volendogli i
Fiorentini fare la seconda paga, mandò a dire a’ signori di Firenze,
che glie la mandassimo segretamente. I Fiorentini innanzi al termine
promesso, all’uscita d’aprile gli mandarone contanti trentamila
fiorini: e fattogli in segreto sentire come i danari erano venuti, di
presente fece uscire dall’ostiere tutta sua famiglia, e rinchiusosi in
una camera, in sua presenza li fece contare al patriarca; e trovato
che uno di sua famiglia stava a vedere al buco dell’uscio, il punì
gravemente, temendo ch’e’ suoi baroni nol sentissono, perocchè più
amava di tenersi i danari in borsa, che l’amore de’ suoi baroni o il
loro contentamento.