CAP. XVI.

_Come l’imperadore ebbe la seconda paga da’ Fiorentini._

Essendo l’imperadore in Siena, obbligato a molti baroni e cavalieri da

cui avea ricevuto servigio, mostrandosi povero di moneta, li nutricava

di promesse, e rimandavali nella Magna mal contenti: e volendogli i

Fiorentini fare la seconda paga, mandò a dire a’ signori di Firenze,

che glie la mandassimo segretamente. I Fiorentini innanzi al termine

promesso, all’uscita d’aprile gli mandarone contanti trentamila

fiorini: e fattogli in segreto sentire come i danari erano venuti, di

presente fece uscire dall’ostiere tutta sua famiglia, e rinchiusosi in

una camera, in sua presenza li fece contare al patriarca; e trovato

che uno di sua famiglia stava a vedere al buco dell’uscio, il punì

gravemente, temendo ch’e’ suoi baroni nol sentissono, perocchè più

amava di tenersi i danari in borsa, che l’amore de’ suoi baroni o il

loro contentamento.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 20 / 289 题