CAP. XV.

_Come il legato parlamentò a Siena con l’imperadore._

Messer Gilio cardinale di Spagna, a cui il papa e’ cardinali aveano

commesso il procaccio e la legazione di riacquistare la Marca, e ’l

Ducato, e la Romagna occupata per messer Malatesta da Rimini e per

gli altri tiranni Romagnuoli, avendo molto premuto e dirotto messer

Malatesta, l’avea condotto in parte, ch’e’ tentava di volere accordarsi

col cardinale per le mani dell’imperadore, e avea detto di venire

a Siena per questa cagione all’imperadore; e ’l legato per questo

fatto, e per vicitare l’imperadore, si mosse della Marca, e a Siena

giunse a dì primo di Maggio; e ivi, con l’altro cardinale d’Ostia

ch’avea coronato l’imperadore, furono a parlamentare con lui de’ fatti

d’Italia ch’apparteneano a santa Chiesa, attendendo messer Malatesta

per pigliare accordo con lui: ma il tiranno mutato consiglio, non vi

volle andare. In questo attendere, l’imperadore trattò con loro de’

fatti di Perugia, che a lui aveano proposto ch’erano immediate sotto

la giurisdizione di santa Chiesa, come del ducato di Spuleto, per

liberarsi da lui, e al legato non rispondeano in alcuna ubbidienza per

nome di santa Chiesa; e per questa cagione deliberarono tra loro, che

l’imperadore senza offendere santa Chiesa potea trattare con loro, come

con l’altre città d’Italia, e così si pensava l’imperadore di fare, ma

sopravvenendogli altre novitadi, come noi diviseremo appresso, feciono

dimenticare i fatti di Perugia, e partire il legato in animo forte

adirato contro a messer Malatesta, da cui si tenea deluso a questa

volta.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 19 / 289 题