_Come il legato parlamentò a Siena con l’imperadore._
Messer Gilio cardinale di Spagna, a cui il papa e’ cardinali aveano
commesso il procaccio e la legazione di riacquistare la Marca, e ’l
Ducato, e la Romagna occupata per messer Malatesta da Rimini e per
gli altri tiranni Romagnuoli, avendo molto premuto e dirotto messer
Malatesta, l’avea condotto in parte, ch’e’ tentava di volere accordarsi
col cardinale per le mani dell’imperadore, e avea detto di venire
a Siena per questa cagione all’imperadore; e ’l legato per questo
fatto, e per vicitare l’imperadore, si mosse della Marca, e a Siena
giunse a dì primo di Maggio; e ivi, con l’altro cardinale d’Ostia
ch’avea coronato l’imperadore, furono a parlamentare con lui de’ fatti
d’Italia ch’apparteneano a santa Chiesa, attendendo messer Malatesta
per pigliare accordo con lui: ma il tiranno mutato consiglio, non vi
volle andare. In questo attendere, l’imperadore trattò con loro de’
fatti di Perugia, che a lui aveano proposto ch’erano immediate sotto
la giurisdizione di santa Chiesa, come del ducato di Spuleto, per
liberarsi da lui, e al legato non rispondeano in alcuna ubbidienza per
nome di santa Chiesa; e per questa cagione deliberarono tra loro, che
l’imperadore senza offendere santa Chiesa potea trattare con loro, come
con l’altre città d’Italia, e così si pensava l’imperadore di fare, ma
sopravvenendogli altre novitadi, come noi diviseremo appresso, feciono
dimenticare i fatti di Perugia, e partire il legato in animo forte
adirato contro a messer Malatesta, da cui si tenea deluso a questa
volta.