CAP. XIV.

_Come l’imperadore tornò coronato a Siena._

L’imperadore Carlo ricevuta la corona in Roma, come detto abbiamo, se

ne tornò verso Siena, e soggiornato a Montalcino, e appresso venuto a

Montepulciano; e in catuno luogo lasciati suoi vicari con alcuna gente,

domenica a dì 19 d’aprile in sul vespero giunse alla città di Siena;

e innanzi che entrasse nella città, fattoglisi incontro i cittadini

con gran festa in sull’ora del vespero, in quest’abboccamento otto

cittadini pomposi e avari per cessare la debita spesa alla cavalleria

si feciono a lui fare cavalieri, e appresso entrato nella città glie

n’accorreano molti senza ordine o provvisione, ed egli avvisato del

vano e lieve movimento di quella gente, commise al patriarca che in suo

nome gli facesse. Il patriarca non potea resistere a farne tanti quanti

nella via glie n’erano appresentati: e vedendone così gran mercato,

assai se ne feciono che innanzi a quell’ora niuno pensiere aveano

avuto a farsi cavalieri, nè provveduto quello che richiede a volere

ricevere la cavalleria, ma con lieve movimento si faceano portare sopra

le braccia a coloro ch’erano intorno al patriarca, e quand’erano a lui

nella via il levavano alto, e traevangli il cappuccio usato, e ricevuta

la guanciata usata in segno di cavalleria gli mettevano un cappuccio

accattato col fregio dell’oro, e traevanlo della pressa, ed era fatto

cavaliere; e per questo modo se ne feciono trentaquattro in quella

sera tra grandi e popolari. E condotto l’imperadore al suo ostiere,

fu fatto sera, e catuno si tornò a casa; e’ cavalieri novelli senza

niuno apparecchiamento o spesa con la loro famiglia celebrarono quella

notte la festa della loro cavalleria. Chi considera con la mente non

sottoposta alla vile avarizia l’avvenimento d’un novello imperadore

in cotanto famosa città, e tanti nobili e ricchi cittadini promossi

all’onore della cavalleria nella patria loro, uomini di natura pomposi,

non avere fatto alcuna solennità in comune o in diviso a onore della

cavalleria, può giudicare quella gente poco essere degna del ricevuto

onore.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 18 / 289 题