CAP. VI.

_Come il capitano di Forlì sconfisse gente della Chiesa._

Del mese d’aprile del detto anno, il capitano di Forlì cavalcava

nella Marca, e avea in sua compagnia dugento cavalieri i più gentili

uomini giovani, i quali erano con lui per amore a sua provvisione. Il

capitano della gente d’arme della Chiesa seppe l’andata del capitano

di Forlì, e di notte gli si fece incontro, e misegli un aguato di

quattrocento cavalieri. Il capitano di Forlì, innanzi che fosse al

passo dell’aguato, per sue spie seppe come i nemici in quantità di

quattrocento cavalieri l’attendeano di presso; egli era in parte

ch’el si poteva tornare addietro salvamente, ma pensando che ciò gli

tornerebbe a vergogna, avendo l’animo grande, e giovani cavalieri con

seco pro’ e arditi, diliberò con loro d’andare ad assalire i nemici,

non ostante che gran vantaggio avessono del numero della gente e del

terreno; fece cento feditori ch’andassono innanzi a cominciare la

zuffa, i quali si mossono in un fiotto, e dirizzaronsi al cammino

verso l’aguato, a modo come se ’l capitano fosse tra loro. I nemici

pensandogli raccogliere a mansalva uscirono loro addosso, credendo

che vi fosse il capitano di Forlì. I cento cavalieri, vedendo venire

verso loro tutto l’aguato, strettamente con grande ardire, sì fedirono

tra loro sì virtuosamente, che gli feciono invilire; e vedendo come

francamente sosteneano contro a loro, temettono che il capitano con

maggior forza non venisse loro addosso; e vedendo dalla lunga apparire

gente al loro soccorso, e che questi cento cavalieri tanto francamente

si sosteneano, innanzi che il capitano giugnesse ruppono; e giugnendo

il capitano di Forlì al soccorso de’ suoi, trovò rotti i nemici, e

perseguitandoli, prese dugento cavalieri e più di quell’aguato, e

raccolta la preda, vittoriosamente fornì il suo viaggio.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 10 / 289 题