_Come i Provenzali s’accolsono per porre l’assedio al Balzo._
Essendo questa cosa divolgata per la Provenza, i baroni del paese
ch’amavano la casa del Balzo, e temeano delle loro castella per lo
male esempio, senza essere richiesti da altro signore fece catuno suo
sforzo, e trassero con cavalieri e fanti che poterono fare al Balzo,
e in pochi giorni vi si trovarono ottocento cavalieri e gran popolo:
e dato ordine tra loro, tennono assediato il castello e la gente che
dentro v’era. La novella andò di subito a Napoli al conte d’Avellino
signore del Balzo, il quale di presente il disse al re; ond’egli
si turbò forte, e incontanente licenziò il conte, e rimandollo in
Provenza, profferendogli il suo aiuto: il conte si mise in fretta al
suo viaggio. Il papa e’ cardinali erano in turbazione colla setta
di quelli di Pelagorga, la qual cosa conturbava non poco la corte
e tutta la Provenza. Lasceremo al presente la materia del Balzo, e
trapasseremo alle novità che occorsono in Italia innanzi che il Balzo
si racquistasse.