CAP. IV.

_Come i Provenzali s’accolsono per porre l’assedio al Balzo._

Essendo questa cosa divolgata per la Provenza, i baroni del paese

ch’amavano la casa del Balzo, e temeano delle loro castella per lo

male esempio, senza essere richiesti da altro signore fece catuno suo

sforzo, e trassero con cavalieri e fanti che poterono fare al Balzo,

e in pochi giorni vi si trovarono ottocento cavalieri e gran popolo:

e dato ordine tra loro, tennono assediato il castello e la gente che

dentro v’era. La novella andò di subito a Napoli al conte d’Avellino

signore del Balzo, il quale di presente il disse al re; ond’egli

si turbò forte, e incontanente licenziò il conte, e rimandollo in

Provenza, profferendogli il suo aiuto: il conte si mise in fretta al

suo viaggio. Il papa e’ cardinali erano in turbazione colla setta

di quelli di Pelagorga, la qual cosa conturbava non poco la corte

e tutta la Provenza. Lasceremo al presente la materia del Balzo, e

trapasseremo alle novità che occorsono in Italia innanzi che il Balzo

si racquistasse.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 8 / 289 题