CAPITOLO SECONDO.

Egli è sbandito il becco, e 'l magaluffo;

E pillottami dentro a chicchirlera:

Non traligno, e stordito non l'acciuffo.

=Magaluffo:= quasi =magaluppo=. Si dice =galuppo= ad uomo di vil

canaglia e mal in arnese.

=Pillottami:= pillottare è gocciolare sull'altrui carne grasso o

cera bollente. =Chicchirlera:= beffa, burla. Colle sue bajate mi

fa arder di rabbia.

=Non traligno ec.= io la fo da par mio ; è per certo che non da

sbalordito o da messere io l'afferro pel ciuffo.

Deh! non ne far così gran sugumera,

Ch'io ho pieno il bustaccio a maccabeo:

Aggaffala, ch'ell'è buona gemmiera;

=Sugumera:= è una boria caricata; oggi =sicumera=. Per amor di Dio

non ne menar tanta boria.

=A maccabeo:= io ne son pieno a crepapelle, fino a non poterne

più. =A macca:= in abbondanza.

=Aggaffala:= acchiappala. =Egli è pure una strana cosa, che

questi poveri mariti non posson trarre un peto, che non abbian sei

persone che gliene ricolgano=. Firenz. Luc. =Gemmiera:= per gemma.

Io non starò più punto al batasteo;

Non ne farei un tomo in su la paglia:

Tu t'hai a dar pacin, fa voto a Deo.

=Al batasteo:= in gergo secondo il Salvini per dire: Io non istarò

più punto a batostare, a contrastare.

=Tomo:= capitombolo. Tanto poco me ne curo, che non farei un

capitombolo sulla paglia.

=Dar pacin:= darti pace. Il Boccaccio ne derivò un nome per un suo

personaggio.

Ardingo, 'l nuoto andrà ben di rigaglia,

Or va di notte; e non menare il cane,

Ghiotto tralinto a bilenco sparpaglia.

=Il nuoto ec.= andrà il negozio a maraviglia bene e

vantaggiosamente. Si dice: =io nuoto nel grasso=. Significa poi

=rigaglia= quell'utile che si ricava dalle possessioni oltre al

pattuito, e di là da quel che si potea aspettare.

=Or va di notte:= si legge Esposiz. di Vang. =Notte si è detta da

nuocere=. Quindi potrebbe intendersi: Or va male.

=Non menare il cane:= crederei potesse equivalere a =non menare i

denti=; non menar tanto le gengive, non mangiar tanto.

=Tralinto:= ghiotto bisunto. =A bilenco:= a gambe storte e

squatrasciate. =Sparpaglia:= disperge. =Chi per se raguna, per

altri sparpaglia=. Sacch. N. 188.

Battisoffia, bedame, e berghinzane,

Ciurmati baldamente il bugigatto:

E scocossato a pian passo rimane.

=Battisoffia:= è quel batticuore cagionato da improvvisa paura:

qui per uomo pauroso; come se dicesse: O poltrone vigliacco.

=Bedame e berghinzane= son titoli d'ugual significato, di cui

carica pure questo codardo. =Bedame:= forse bedale secondo il

Ridolfi, soldato di poco conto. =Berghinzane:= da berghinella, vil

femminetta.

=Ciurmati:= fatti un incantesimo al =(bugigatto)= pertugio; quasi

buco di gatto.

=Scocossato:= sbattuto e ribattuto; Lat. =succussatus=. =A pian

passo rimane:= pur non gli va male, cade in piè com'i gatti.

Egli è una trombetta, egli è mal gatto;

Per Pentecosta rimese le penne,

Diviatamente e' fia da polli imbratto.

=È trombetta:= va dappertutto predicando i fatti altrui. =È mal

gatto:= è un furbo.

=Rimese le penne:= si rifece, si riebbe. =Diviatamente:= a

dirittura, ben presto. Oggi nel volgar Fiorentino =diviato=.

=Imbratto:= beverone di crusca che si dà a' porci, o a' polli.

Tornerà ad esser crusca da dare a' polli.

E genti senza senso dicon menne:

E' mi comincia a tremare i pippioni:

Non è transita l'otta, e non ci venne.

=Dicon menne:= come volesse dire: Un castrone dice castrone

all'altro. =Menno:= mutilato, o sbarbato.

=Tremare i pippioni:= aver gran paura; modo basso. =Pippione:= per

testicolo.

Saldi alla pettinella: scerpelloni,

E volta tema, e sta accoccolato;

Alzò le berze, e mostrolli i tornoni.

=Saldi alla pettinella ec.= stiam fermi al punto, teste

sbalestrate e volanti. =Pettinella:= è la fiocina, che si lancia

a' pesci dopo aver loro ben diretto il colpo.

=Scerpelloni:= spropositi madornali; dall'andar torto delle serpi.

Come dicesse: Vomita cento farfalloni; nè mai sta al proposito;

=volta tema=, cambia discorso.

=Berze:= le gambe. =I tornoni:= non può aver che un sucido

significato.

Pur bubbola starà a guaraguato:

E via vocata io feci del cocuzzolo:

Rannicchiati ricente, e bestrugiato.

=Bubbola:= uccello che perlopiù dimora fralle lordure; qui detto

ad uno per titolo ingiurioso. =A guaraguato:= stare a guaraguato,

vale star nascosto per espiare i fatti altrui.

=Via vocata=; via via, incontanente. Cosi =tutta vocata=

per tuttavia si ha nel volgarizzamento di Lucano. =Feci del

cocuzzollo:= feci capolino; essendo =cocuzzolo= la sommità del

capo.

=Bestrugiato:= non si può indovinar cosa significhi. Congettura il

Ridolfi che possa voler dire =strapazzato=.

Un botto caddi, ed uno stoscio al bruzzolo:

Rimorchi! tu non sai mezza la messa:

Deh non far grotte ch'io me ne scompuzzolo.

=Uno stoscio:= oggi uno =stroscio=, quel rumore che fa una cosa

cadendo. =Bruzzolo:= il crepuscolo della mattina o della sera.

Onde volgarmente: =Levarsi al bruzzolo=.

=Rimorchi:= il Ridolfi l'ha per una parola enfatica, come

=cappita!= Infatti si ha dal Varchi che =rimorchiare è verbo

contadino, e significa dolersi ec.=

=Tu non sai mezza la messa:= tu sei poco informato, tu non sai

quel che ti dica. È un modo di dire.

=Non far grotte:= non aggrottar le ciglia, non far faccia brusca.

=Scompuzzolo:= me ne sconcaco dalle risa.

Babbo mamma; Roma e toma, e Tessa;

Egli è un bizzocone, e un bacheco,

E 'n su le squille trovò la Contessa.

=Babbo ec.= è tutto un bisticcio per dir di uno, che non si sa in

che dia, che =non dà nè in busso nè in basse=. Pare un bambino che

cinguetti babbo e mamma; promette =(Roma e toma)= mari e monti,

poi finisce in ceci. =Tessa:= mona Tessa a presso il Boccaccio.

=Bizzocone:= un pinzocherone, uno stolido bacchettone. =Bacheco:=

un baccellone, un baggeo.

=Sulle squille:= sull'alba o sulla mezza notte, quando suonano le

campane. =La Contessa=; quella di Civillari, di cui il Boccaccio:

=Erano allora per quella contrada fosse, nelle quali i lavoratori

facean votar la Contessa a Civillari per ingrassare i campi loro.

Alle quali come Buffalmacco fu vicino, di netto col capo innanzi

il gettò in essa=. 8. 9.

Poi ricevette lo danajo dal Greco,

Per fisima, che venne al Zenzovino:

Pertinace la gongola sia teco.

=Danajo dal Greco:= un Fiorentino pronunzia =dana'=; donde la

giusta misura di quello verso. =Ricever danajo dal Greco= è

riportar danno, dove si dovea sperare utilità; solendosi avere

in mal concetto i doni de' Greci. =Timeo Danaos & dona ferentes=.

Virgil.

=Per fisima:= per capriccio. =Zenzovino:= crede il Salvini che

possa esser =zanzero=, giovine da solazzo.

=Gongola:= tumore che infesta la gola. =Pertinace ec.= ti

s'attacchi bene.

La favola mi par dell'uccellino

Se mai che sì; deh vienlo mazzicando;

Non ti darei un sol pelacucchino.

=La favola ec.= quel ripeter sempre lo stesso con un giro di

parole senza venir mai alla conclusione. Onde in prov. =La canzona

dell'uccellino, che non finisce mai: Se mai, che sì ec.=

=Vienlo mazzicando:= suonalo bene con una mazza, dagli bene.

=Pelacucchino:= non volerne dare un pelacucchino vale non volerne

dare nemmeno un'acca. =Lat. ne hilum quidem.=

E in dileguo spesso va frummiando,

Ed è nuovo arzigogol mal tecchito;

E per la niffa sta contrugiolando.

=In dileguo va frummiando:= va col pensire, errando per gl'immensi

spazj immaginarj, va freneticando.

=Arzigogol:= immaginazion fantastica, castell'in aria. =Mal

tecchito:= vano, infruttuoso. Onde si dice: =Non attecchisci

niente=.

=La niffa:= il muso, il grifo; onde =anniffare= per ingrugnarsi.

=Sta contrugiolando:= tutto finisce in trucioli, frutto del suo

mal umore. =Ridurre in trucioli= è ridurre una cosa in minuzzoli

inservibili.

Tu hai lasciato quel desco imbastito

Per ciccia coderina in gozzoviglia:

Del manico se' troppo riuscito.

=Desco imbastito:= tavola imbandita. =Ciccia coderina:= la carne

della coda stimata da' ghiotti pel miglior boccone. Hai rinunziato

a una buona tavola per rosicchiarti una coda co' tuoi compagnoni.

Hai lasciato il più per tenerti al meno.

=Del manico ec.= si dice ad uno che scappa in un'azione non

corrispondente all'idea, ch'aveasi del suo carattere.

Il cacastecchi e lagrima e bisbiglia;

E quest'è più che stajo su la chierma:

Egli è da Sciobbio, benchè s'arrubiglia.

=Il cacastecchi:= lo stitico, lo spilorcio. =Quest'Ilario mi

riesce fra mano una pillacchera e un cacastecchi=. Commed.

D'Ambra.

=Più che stajo:= quand'uno dopo una serie di spropositi cade in

qualche bestialità più madornale, si dice: =Oh questo ha colmato

lo stajo=. Forse =chierma= per =chierca=, capo. Come dicesse:

Adesso ha sul capo uno stajo piucchè colmo.

=È da Sciobbio:= usa la plebe Fiorentina per ispiegarsi

copertamente trar de' concetti da' nomi di alcuni luoghi. =Così

egli è da Levante= per dire che leva via quel d'altri. Non

altrimenti =è da Sciobbio=, che ha relazione e =scialbo=, pallido.

Ridolf.

=S'arrubiglia:= s'arrossisce. Il Boccaccio in lingua furbesca

disse =empiere il fiasco di vin rosso=.

Ella borbotta allo stecchetto ferma;

E sbonzola doman, ch'è berlingaccio.

Deh fistol venga a' rigattieri in ferma.

=Allo stecchetto ferma:= stando a stecchetto. Stare a stecchetto è

mangiar magramente, fare a miccino.

=E sbonzola:= e mangia poi a crepapancia dimani, che è

=(berlingaccio)= giovedì grasso.

=Terma:= contrada di Firenze, così detta dalle terme che diconsi

esservi state anticamente. Par che se la prenda co' rigattieri,

perchè comprando da costei, le dan campo di vendersi tutto per far

carnovale.

Io l'ho zombato com'un tovolaccio;

E zufolaigli dreto e zinghinaja,

E delle cacatesse in sul bustaccio.

=L'ho zombato:= l'ho battuto a più non posso, come si farebbe a un

tavolone, che non si risente.

=Zufolaigli dreto:= gli fischiai, gli dissi appresso cento male

parole; gli dissi esser come la =zinghinaja=, ch'è quella lenta

indisposizione, per cui non si è nè sano nè malato; e come le

=cacatesse=, cioè le male femmine, che struggono e consumano.

Pur domine mercè, Martin dall'aja,

Nè più mar nè più terra, e posa ciolo?

È mai sì, che no 'l farebbe naja.

=Nè più mar ec.= questo verso vuol esprimer l'inquietudine di

uno, cui paja che gli manchi sempre il terren sotto i piedi. Come

dicesse: Cosa è mai? Forse non vi sarà più nè mar nè terra, e

cascherà il =(ciolo)= cielo? Ma sì davvero, che niuno il farebbe

quel che tu fai.

Egli è diman post dì berlingacciuolo;

E voi vi dite il ver Madonna Uliva,

Chi non ha rocca s'impegni il figliuolo.

=Berlingacciuolo:= il giovedì che precede t giovedì grasso: oggi

=berlingaccino=.

Tu sei una covata assai cattiva;

La ritruopica non ti troverebbe.

A gambe alzate il vidi che tortiva;

=Una covata:= una nidata, cioè una cattiva razza. Del Greco: =Mali

corvi malum ovum=.

=La ritruopica:= l'idropica, qui presa per la versiera, che è un

diavolo ideale.

=Tortiva:= in lingua furbesca vale evacuava il corpo; dall'azion

di premere. Columella: =Vinum tortivum=, vino spremuto.

E la cavalla non men porterebbe,

Egli il volle grancire, ed uncicollo;

Dell'asciuga berrette e' mi darebbe.

=Porterebbe:= s'usa questo verbo per =aver nel ventre.= Onde

potrebbe intendersi, che costui tanto evacuava, quanto ne potea

esser nel ventre d'una cavalla.

=Grancire ed uncicare=; aggrappar colle granfie, come farebbesi

cogli uncini.

=Asciuga-berrette:= ladro. Mi darebbe del ladro. Oggi pure: =Egli

è stato rasciugato da' birri=; è stato preso.

Se piove a Palavanghi, e Davarcollo,

Io potrei ben avale appiccar brevi;

E chi non si spergiura fiacca il collo.

=Avale:= ora, adesso; voce antica. =Appiccar brevi:= appender

voti. =Breve= è propriamente quel sacro amuleto, che portano al

collo i bambini.

=E chi non ec.= proverbio equivalente a quell'altro: =Chi dice il

vero è impiccato=.

Nespola barattiera per le nevi

Rivela, sbusa, rabbuffa, cernecchia;

E pure i lecchettini mi dicevi.

=Nespola:= chiama questa barattiera una nespola in tempo di

neve, cioè cattivissima, una pessima truffarella: perchè le

nespole nell'inverno molto avanzato sono acide, e di sapore

disgustosissimo.

=Sbusa:= munge, carpisce gli altrui denari. =Rabbuffa:= imbroglia,

avviluppa. =Cernecchia:= sbroglia, sviluppa. Usa mille raggiri per

cavarne il suo conto.

=I lecchettini ec.= eppur mi vendevi paroluzze melate.

Sempre tu fai di mercatante orecchia;

Per barbagrazia il disse, e non fe zitto:

Mona Bertina, cala giù la secchia.

=Per barbagrazia:= per una grazia singolare, per non dir peggio.

=Mona ec.= questo verso, dice il Ridolfi, vuol esprimere il parlar

melato della persona, di cui si tratta; volendo come dare un

saggio delle leccate grazie, ch'avea sulla bocca.

Alle mulina degli Argenti ritto

Io vo, già capitato a mal tenore:

A scudo, ed a capel vi fu' confitto.

=Argenti:= famiglia nobile e antica di Firenze, di cui Dante e il

Boccaccio.

=A scudo ed a capel:= appuntino. Vi fui colto appunto, com'era

stato ideato.

Tu se' della porrata imbrattatore:

Marzocco avrà la tossa coccolina;

Per gramanzìa è grande ingannatore.

=Porrata:= vivanda fatta di porri. =Imbrattar la porrata= vale

sconcertar gli altrui disegni.

=Marzocco:= lione di pietra che sta per insegna avanti il palazzo

vecchio di Firenze: val quanto stolido. =Tossa coccolina:= catarro

grave da stare a capo nudo allo scoperto. Scherza sul detto lione,

che così sta: e intendesi d'uno ch'abbia in capo cattive idee.

Fonne fallo di questa man porcina,

Che non mi fece ancor motto nè totto;

Mi hai pur cinque; è merda in pezzolina.

=Fonne fallo:= questa mia mano è ben disgraziata nel giuoco; non è

buona ad altro che a far fallo. =Motto ec.= nè tanto nè quanto.

=Mi hai pur cinque:= par ch'accenni il giuoco della mora, in cui

fallandogli spesso la mano, il compagno gli ha già cinque.

=Merda in pezzolina:= termine di disprezzo di qualunque sia a

cosa.

Se tu gli affusolasti un mal rimbrotto,

E' par dalle convalle lembo e bretta:

Facciamo a bombajarda tutti in frotto.

=Gli affusolasti:= gli scaricasti addosso, gli facesti un bel

rabbuffo per farlo rimanere svergognato.

=Par dalle convalle:= si sta com'un balocco, un uomo di grossa

pasta. Così: =Egli è dalle vallade=, alludendosi alle vallade di

Bergamo, donde si fingono i zanni delle commedie. Ridolf.

=Lembo e bretta:= Dante usò =lembo= per lo più cupo fondo della

valle. =Bretto= significa sterile. Onde il senso sarà: Ei si sta

com'un balocco, e un balocco de' più torzoni e senza sugo.

=Bombajarda:= giuoco di fanciulli, che corrono a prendersi un

coll'altro; oggi =bomba=.

Egli ha fatta la fica alla cassetta

In ghermugio, in civeo; e delle cionti

Affibbia, bocca vecchia e giulivetta.

=La fica alla cassetta:= far le fiche alla cassetta è

approfittarsi de' denari avuti da altri in consegna. Potrebbe qui

Brunetto giocar d'equivoco poco onesto.

=Ghermugio:= da ghermire, come =gherminella=, giuoco di mano.

=Civeo:= può essere da =inciveare=, mettere in =civea=, che è una

specie di cesta. Ridolf.

=Delle cionti affibbia:= accocca, fiocca randellate; Lat.

=contus=, bastone. =Rosel tu toccherai di molte cionte=. Burchiel.

=Bocca:= chi sa che non abbia a leggersi =a bocca=, seguitando

l'equivoco d'aver =fatta la fica alla cassetta=, e corrispondendo

a quel che segue: =In questa porta ec.=

In questa porta Cavaliere apponti:

O Gianni, che vai tu pur rimberciando?

Egli è un capessonchio dalle Fonti.

=Rimberciando:= rattoppando, racconciando come si fa a' panni

laceri.

=Un capessonchio=; un duro capassone, e villano; essendo =le

Fonti= un luogo della campagna di Firenze.

Bilocco e' par sempre vada corbando

Al basiasco; e ito colà entro,

Egli è sbusato, e vaffi infrancescando.

=Corbando:= andando com'un corvo, che gira o gracchia intorno alla

carne.

=Basiasco:= il Ridolfi l'ha per nome di luogo particolare, oggi

incognito; da cui però si tragga qualche concetto scherzoso.

=È sbusato:= rimane scusso di forze. =Infrancescando:=

imbrogliandosi nella sui confusione.

Che rileva ponzar quand'e' v'è dentro?

E non è ognindì pon là pon là?

E 'l Belzebubbe è frugato nel centro.

=Ponzar:= fare sforzo affin d'intromettere o d'espellere una cosa.

=Frugato:= frugare è tasteggiare con un randello o altro qualche

luogo segreto ed oscuro, qual appunto sarebbe il =centro= di uno.

Arri al somiero, ed al caval giò là;

Le gasdie maritate a' bigolloni

Scuteggia, ed a Capalbio sempre va.

=Arri ec.= queste voci son tolte dall'uso de' contadini, che le

dicono agli animali per istimolarli al corso. =Va il caval per

giò; Per andà va il bo, e l'asino per arri=. Sacchi, Rim.

=Gasdie a' bigolloni:= bigollone uomo grossolano; perciò =gasdia=

sarà denominazion di femmina, che faccia buona coppia con tali

uomini. Ridolf.

=Scuteggia:= verbo ora ignoto, ma probabilmente frequentativo di

=scuotere=. Ridolf.

=Capalbio:= luogo delle maremme di Toscana; quasi =caput alvei=.

Ma qual sarà la sua allusione?

Voi siete di guaime due melloni:

Egli è un miccingogo, e piglia 'l grillo;

E sempre n'ha pisciato maceroni.

=Di guaime due melloni:= modo frizzante; due sciocchi in sommo

grado. =Baccei di guaime= disse il Burchiello.

=Miccingogo:= uomo grande e grosso com'un miccio, goffo di

fattezze, e di pochissima attitudine; oggi =maccianghero=.

=Piglia 'l grillo:= alza sopracciglio. Qui però par che equivalga

a quel di Plauto: =Supercilium salit=; che diceasi di uno, che

fosse giunto a farsi solleticare da qualche dolce speranza.

=N'ha pisciato maceroni:= n'è stato sempre ardente e bramoso; Lat.

=amore macerari=. Il macerone è un'erba aromatica.

Ed il purlente sempremai titrillo;

E' avviluppa, e scardina la tigna,

Perch'è un tristo al fuoco, ed ha l'assillo.

=Purlente:= forse quasi =prudente=, cioè che prude, che dà

prurito. =Titrillo=; quasi titillo, solletico. Salvin.

=Scardina:= scardassa. =Scardassar la tigna= dicesi per malmenare

alcuno, farne straccio.

=Tristo al fuoco:= volgarmente =un dormi al fuoco=, che fa vista

di dormire per furberia; =fa la gatta di Masino=.

=Ha l'assillo:= smania punto dalla sua passione. =Assillo= è un

animaletto alato, che punge aspramente.

La prugnola trangugio, ch'è arcigna.

Deh cacciate le passere ti sieno:

E' non ha una bogia, e sempre ghigna.

=La prugnola ec.= mi tocca ad inghiottire un aspro e cattivo

boccone; proverb.

=Le passere:= cacciar le passere s'intende tener lontani i molesti

e gravi pensieri.

=Non ha una bogia:= è sano com'un pesce, non v'ha in lui vestigio

di rogna o d'altro malore.

Risciacquale il bucato almeno almeno;

Non ha per certo di che Dio lo 'mpicchi;

Per questa barba tu farai di meno.

=Risciacquale il bucato:= falle una lavata di testa, una sonora

strapazzata.

=Non ha certo ec.= nemmeno ha tanti quattrini che bastino a

comprare una fune per impiccarsi. =Restim volo emere qui me faciam

pensilem=, dice in Plauto quel Calidoro, che non avea come pagare

le sospirate notti.

=Per questa barba:= tocca la barba in atto di giurare; Lat. =Si

vir sum.= Mentre non hai quattrini, ti giuro che passerai vedove e

meste le notti.

Di ferro in ferro, ed è tra vinchio e vinchi;

E' casca, e tiensi al palo e a guascherie:

Tu se' incerrato che non ti sviticchi?

=Di ferro ec.= egli è alle strette, non sa come uscirsene.

=Guascherie:= congettura il Ridolfi, che possano essere arnesi

di legno, a cui appigliarsi, come =gualchiere=. Potrebbesi anche

trarne la derivazione da =guaraguasco=, sorta di pianta.

=Se' incerrato:= gli antichi usavano =incerrare= per commettere

insieme sì strettamente, che fosse impossibile il separarsene. Sei

in sì stretto impegno da non riuscirti di disbrogliartene? Ridolf.

Gatta tien'a parete, e druderie:

La mostra tu ne fai di bucherello:

Lodata sia la campana del die.

=Gatta ec.= scherza alludendo a' gatti in fregola. Gatti si

chiaman quelli che son molto tristi ed accorti. Ne' tuoi amori

l'hai da fare con chi sa ben pelare i merlotti. =Parete= per casa

l'usò nel Tesoretto.

=La campana ec.= la campana dell'alba, quando i gatti finiscono il

lor fregolio.

Farà di gazzafistol mocon bello:

Bozzacchio parve il manico, e spulezza:

E' gli vuol rasi, lì inerti centello.

=Farà ec.= di questo verso tante son le varie lezioni, che vano

è cercare che cosa abbia detto e inteso M. Brunetto. Chi legge

=farà=, chi =tara=, e chi =darà=. Chi =mocone=, e chi =macone=.

=Bozzacchio:= il bastone parve =bozzacchiuto=, cioè corto ma

grosso; che perciò si facea ben sentire: e =spulezza=, cioè caccia

la polvere, come intende il Salvini. Del resto: =Spulezzare, volar

via come la pula al vento=. Davanz. Post.

=Gli vuol rasi:= vuole i bicchieri ben pieni e colmi; mettivi un

altro poco di vino. Forse metaforizza sulle bastonate, e dice che

gliene dia in buona misura.

Grignaccola pericol sempre lezza;

Sciorina al centopel, ti pasca l'occhio

La pazza al pozzo menando la pezza;

=Grignaccola=; forse =frignaccola= da =frigna=, natura della

donna. =Cento pel:= l'ano.

=La pazza ec.= è da credersi che non v'abbia se non la

superficiale significazione d'un bisticcio, simile a quel d'oggi:

=Al pozzo di Messer Pazzin de' Pazzi v'era una pazza che lavava

pezze=.

In mo' d'archetti, e' non è morto Bocchio.

=In mo' d'archetti:= è una maniera di rispondere con qualche

amarezza, quando non si vuol rendere adeguata risposta.

Interrogati: =In che modo fareste voi?= Duramente rispondesi: =In

mo' d'archetti=.

Pataffio - Tesoretto · 第 16 / 66 题