CAPITOLO PRIMO.

Squasimodeo, introcque e a fusone

Ne hai ne hai pilorcio, e con mattana;

Al can la tigna; egli è un mazzamarrone.

=Squasimodeo:= per dio; voce contadinesca. =Squasimodeo, ch'ella

mi par pur bella.= Pulci Bec. 23. Il Salvini intende: =scusimi

Dio=, =salvo mi sia=.

=Introcque=; intanto; dal Lat. =intra hoc=. Dante Inf. 20. =E

andavamo introcque=.

=A fusone:= in gran copia, a bizzeffe; dal Lat. =ad effusionem=.

=Ne hai ne hai:= s'intende de' denari secondo il prov. =Chi non ha

non è=. Ne hai, e tanti ne hai che te ne vien la =mattana=; ch'è

una noja prodotta da non sapersi che fare. =Che mojam di mattana,

e crepiam d'ozio=. Malm. 1. 18.

=Al can la tigna:= prov. per significare che niuno dee lamentarsi

de' mali che derivano dal suo medesimo naturale, come ne' cani

la tigna. Gli sta bene che lo tormentino i denari; giacchè è così

=(mazzamarrone)= babbeo, che non se ne sa veder bene.

La difalta parecchi ad ana ad ana

A cafisso, e a busso, e a ramata:

Tutto cotesto è della petronciana.

=Difalta:= sproposito, bestialità. =Ad ana ad ana:= in ugual

porzione; termine medicinale. Vai manipolando le tue bestialità,

una non men grossa dell'altra.

=A cafisso= ec. vale tutto alla disperata, a botte da orbi.

=Cafisso:= capo fisso, basso. =Ramata:= pala di vinchi per colpir

gli uccelli al frugnuolo.

=Petronciana:= frutto perlopiù di color violaceo, detto ora

=petonciano=. Lat. =mela insana=. Leggesi Nov. Ant. 34. 1.

=Maestro Taddeo trovò che chi continuo mangiasse nove dì

petronciano, diventerebbe matto=. Dunque =tutto cotesto= è effetto

della tua pazzia.

Bituschio, Scraffo, e ben l'abbiam filata

A chiedere a balante, e gnignignacca

Punzone, e sergozzone, e la recchiata.

=Ben filata:= abbiam veramente fatto assai a stuzzicare questo

=gnignignacca=.

=Balante:= uomo inconcludente; forse dal Lat. =balans=, pecorone.

Balante è pure un soggetto romanzesco de' Reali di Francia.

=Gnignignacca:= vale pure uomo inetto. Avverte il Ridolfi che

volendosi significare l'inettitudine di uno, si dica: =E' mi fu

intorno du' ore, e gni gni gni non raccapezzava mai nè io nè esso

quel ch'ei volesse=.

=Sergozzone:= quasi soggozzone, pugno dato sotto il mento.

=Recchiata:= cioè orecchiata, tiramento d'orecchie.

Bindo mio no, che l'è una zambracca:

In pozzanghera cadde il muscia cheto;

E pur di palo in frasca, e bulinacca.

=Zambracca:= meretrice; da =zambra=, camera.

=Il muscia cheto:= quella gatta morta c'è già data dentro a

cotesto pantano.

=Bulinacca:= una delle più cattive erbe, che nasce da cipolla

puzzolente. Vuol dire ch'il merlotto girando e rigirando andò

giusto a cader nel peggio, cadendo in cotesta donna.

Io mi vo ciacchillando, e non fo eto;

In confrediglia andiam garabullando;

Pisciata l'ha chi fugge pe 'l faeto.

=Ciacchillando:= voltandomi e rivoltandomi come fa il ciacco, cioè

il porco. =Non fo eto=; non faccio un =et=, non ne cavo niente.

=Confrediglia:= combriccola di gente poco buona. =Garabullando:=

ingarbugliando, ingannando.

=Pisciata l'ha:= l'ha indovinata chi n'è fuggito =pe 'l faeto:=

cioè per mera paura; chi alla puzza s'è accorto subito dall'aria

cattiva.

Punta nel legno, e va dimergolando,

E no 'l farebbe nacchi; e a schimbeci

A dio riveggio va dirupinando.

=Dimergolando:= va dimenando il chiodo piantato nel legno, eppur

non gli farebbe far =(nacchi)= cricch; cioè non lo smuoverebbe un

tantino.

=A schimbeci:= a traverso, per le rotte. A =Dio riveggio=; in

precipizio; come a =babboriveggioli=, quasi andare a rivedere il

babbo nell'altro mondo.

Egli ha cotte le fave il lavaceci;

E sarà cuccuin: va egli al lecca?

Egli è 'l gran Ser Mazzeo, e Capodieci,

=Ha cotte le fave:= par ch'equivalga al prov. =addio fave=; il

caso è disperato, il botto è fatto. =Cuccuin:= forse dal Francese

=cocu=, cornuto, becco. Salvini.

=Al lecca:= il Ridolfi legge: =all'esca=; va dove lo tira

l'appetito.

=Ser:= titolo de' notari: =Mazzeo:= persona caratteristica nota

in que' tempi. Nel volgar Fiorentino è usitatissimo il trar de'

modi di dire dal carattere di certi soggetti noti fralla plebe.

Per esempio: =Il guadagno del Tinca=. Perchè costui, dice il mio

P. Paoli, vendea le frittelle allo stesso prezzo, che le comprava;

contentandosi di sol leccarsene le dita. Ma di molti se n'è poi

perduta memoria; e n'avrem diversi esempj nel Pataffio.

Borbotta, cionca, millanta, e contecca

Contorno cuticagna, e chiappuzino

Allichisato, che sempre la becca.

=Contorno cuticagna:= scherza sulle prime sillabe =co cu= per

ridargli del cuccuino.

=Allichisato:= da =allichisare=, perdere il tempo invano. Questa

terzina manca nel codice del Ridolfi.

Lasciam'andar giù l'acqua per lo chino:

Tu gli hai di bazza, non lo smozzicare

A bacchio, a micca, a gratta 'l cul Giannino.

=Hai di bazza:= gli hai fatto un colpo, che non era da sperarsi;

metafora tolta dal giuoco de' trionfini. Quando la carta =non è

presa nè con trionfo, nè senza, è di bazza:= Menag.

=A bacchio:= alla peggio; dal bacchiar le noci, che si fa senza

discrezione. Lo stesso valgono =a micca=, e =a gratta 'l cul=.

Catellon catellon non abbajare,

Che se' inciprignito, e stramazzato.

Vuomi tu gherbellir? non cespicare.

=Catellon catellon:= cagnaccio che se ne va quatto quatto facendo

il fatto suo. Quindi in prov. =Catellon catellone se ne va, e

torna al Piovano=. Sacch. Nov. 118.

=Inciprignito:= indiavolato, con faccia arcigna com'una capra.

=Stramazzato:= stralunato, fuor di se.

=Gherbellir:= ghermire, dar di mano. =Non cespicare:= non

inciampare, bada a te.

Tu se' fancel marin, garzon bollato:

Non tutti quei, che gridon sia sia:

Egli è un bebo, e fu aggratigliato.

=Fancel:= tu sei un fanticello di marina, o di galea. =Garzon

bollato:= una birbacchiola marcata dal boja, perchè tutti

t'abbiano a conoscere.

=Sia sia:= come =amen amen=. Non tutti que' che dicon =domine

domine ec.= e vi ci sottintende. =son buoni=. In fatti costui =è

un bebo=, cioè un becco; dal belar delle pecore.

=Aggratigliato:= fu ben serrato in una carcere. Detto dalle

graticole o ferrate delle prigioni.

Io non ho fior nè punto, nè calia,

Minuzzol, nè scamuzzolo: sta masso,

Ritenso con rimeggio, e ricadia.

=Io non ho fior ec. nè scamuzzolo:= tutti modi per significar la

minima parte di qualsisia cosa. Io non ho un briciolo di cervello.

=Sta masso:= sta sodo. Onde in modo basso: =Star sodo com'un

travertino=.

=Ritenso:= ritenuto; sta sulle tue =con rimeggio=, o sia

=remeggio=, quasi con remi tesi, con cui si rompe il corso

dell'acqua. =E ricadia:= e con ritegno. =Aver ricadia= si dice

di coloro, i quali perchè apprendono, così non operano se non con

ritegno.

E spalancato gli è di palo il passo;

Tu m'hai ben raffilata la ghiandaja;

Io non farei a parlacocco un asso.

=Spalancato ec.= dice il Ridolfi che il sentimento di questi due

versi è tale, che meglio sia il tacerne che il dirne. =Palo= è

anche un piccolo luogo di sbarco della spiaggia Romana.

=Io non farei ec.= son così sfortunato, che non mi riuscirebbe mai

un buon colpo. =Parlacocco:= sorta di giuoco.

Or tu ti mostri delle sei migliaja;

Egli è casalananna, e dice duto:

Non t'affannar, ch'egli 'l vedrebbe naja.

=Ti mostri ec.= vale quanto =delle cento miglia=. Fai il balocco,

come se non avessi capito. =Il Gonnella udendo la proferta

s'allegrò dentro; e di fuori si mostrò delle cento miglia=. Sacch.

Nov. 211.

=Casalananna:= egli non è mica un bambino. Vien forse, dice il P.

Paoli, da =sa la nanna=; cantilena delle balie. =Dice duto:= sa

dir Dio t'ajuti. Salvini.

=Egli 'l vedrebbe naja:= non ti pigliar pena: provar che l'è un

furbo, perchè lo conoscerebbe un nanni, un cieco.

Egli è cenato, e par pur un piovuto;

Più vago n'è, che la scimia de' granchi:

Pappa, diluvia, e io te ne rifiuto.

=Piovuto:= cotto fracido dal vino; Lat. =madidus=.

=Più vago n'è:= intendi del vino, di cui è tanto ingordo che si

cuoce come una bertuccia.

=Diluvia:= diluviare si dice d'un mangione, che divora.

Tre d'accia, e due di porro tu abbranchi;

E non gli crocchia il ferro a Vincolenza:

Egli è al verde con dolci arri granchi.

=Tre d'accia ec.= detto di chi avendo per le mani cose

disparatissime, ne confonde una coll'altra. =Accia:= matassa di

filo.

=Non gli crocchia il ferro:= detto di chi è bravo di sua persona,

e non teme. =Vincolenza:= forse un paese, in cui nell'occasioni

ben s'adoprasse il ferro. Ridolfi.

=Egli è al verde:= ha dato fondo a tutto il suo. =Arri:= arri

là, va là; voci de' vetturali per istimolare gli asini al corso.

=Granchi:= dicesi d'un avaro =ha il granchio alle mani=. =Egli è

divenuto miserabile con tanto pungolar l'avarizia=.

In un barlonco andai, e pesca' lenza;

Leal faina se', non far la ghega;

Or va moltoso, e schifo in contenenza.

=Barlonco:= specie di barile, qui per picciolo stagno. =Pesca'

lenza:= non presi niente; perchè lenza in gergo furbesco significa

acqua. Ho perduto il tempo.

=Leal faina ec.= non fare il sempliciano, che sei un tristo.

=Faina:= animal rapace e scaltro. =Ghega:= beccaccia, uccello

innocente.

=Contenenza:= per contegno. =Della statura e contenenza

dell'Imperadore=. Franc. Sacch. 18.

Egli è al cul del sacco, e là si frega;

Ne' bucini non entra il falimbello;

Ed in parroffia van ch'han fatto lega.

=È al cul del sacco:= è arrivato all'ultimo del mandar male la sua

roba. =E là si frega:= e là si spassa a scuoter questo sacco voto.

=Bucini:= sorta di reti da pescare, larghe a principio e strette

in fondo. =Falimbello:= sorta d'uccello, allusivo ad uomo vano e

leggiero. Vuol dire, chi chi non è messere non c'incappa.

=In parroffia van:= vanno in brigata; da parrocchia, unione di

molti. =Arcita entrò con tutta la parroffia.= Bocc.

Isceverare striscia e scartabello,

Tromba da Vico; il bizzarro scamoja,

E buffa all'aglio, e dagli un bucconcello,

=Isceverare:= metti pur da parte, va pur raccogliendo ogni

minuzzolo, ogni pel di notizia, o =tromba da Vico=. Il Boccaccio:

=Giovani di tromba marina=, susurroni, disseminatori di novelle

infamanti.

=Scamoja:= fugge a gambe levate. =Buffa=: fa delle baje.

=All'aglio:= giuoco de' fanciulli simile alla =cieca mosca=, oggi

=becca l'aglio=, in cui il fanciullo bendato corre dietro agli

altri per prenderli. Il preso si conduce in mezzo, e gli si dice:

=Che sei tu venuto a fare in piazza=? Ed egli risponde: =A beccar

l'aglio=. E quegli battendolo sopra una spalla, soggiunge: =O

beccati cotesto=. Quindi si può intendere: =dagli un bucconcello=,

cioè una percossa, forse sulla bocca.

E ne fa gran burbanza, e falamoja:

Da occhi abbiam fatt'acqua, eccoci frate,

E tu se' di cassetta una gran gioja.

=Ne fa gran burbanza:= e il peggio si è ch'ei se ne fa gran boria.

=Salamoja:= similmente nel Malm. 8, 26. =Acciocchè i versi suoi

sieno immortali Porgli fra sale e inchiostro in salamoja=.

=Da occhi abbiam fatt'acqua:= dicesi far acqua da occhi, quando

non riesce di rimediare a niente.

=Cassetta:= dove si raduna la spazzatura e l'immondezza. Quindi si

capisce che =gran gioja= si fosse costui; una gioja di cassetta,

uno stronzo.

Là oltre elle si son raffazzonate

Giubbo, tallero, e zugo tal festuco,

Iscalaverna, e l'oche impastojate.

=Raffazzonate:= raffazzonarsi con uno si dice talvolta per

accordarsi con lui, aprir seco corrispondenza

=Giubbo ec.= son quattro voci di disprezzo, con cui si denominano

que' tali, di cui non si fa stima. Si ha =andare al giubbetto= per

andare alla forca. =Zugo:= è propriamente una frittella avvolta

sopra un fuscello, che per la sua forma di baccello diede luogo al

modo di dire: =Rimanere un zugo=; cioè restar com'un minchione.

=Iscalaverna:= pensa il Ridolfi che possa essere un peggiorativo

di =caverna=. Ma qui non potrebbe aver luogo. Dico essere un

peggiorativo di =Laverna=, deità protettrice de' ladri; presa

anche pel ladro stesso.

=Oche impastojate:= uomini dappoco, ch'in qualunque minimo affare

si trovano intrigatissimi.

Brollo biotto egli è, brullo e caluco:

Deh pecora margiolla va costinci,

E cui frolle in canestro, e bruco bruco.

=Brollo e brullo:= arso; dal Franc. brulè: cioè arso e asciutto

di quattrini. Così =biotto e caluco=; quasi =bigotto e caloscio=,

cioè ch'è dato giù.

=Pecora margiolla:= pecora rognosa, marcia.

=Canestro:= con equivoco scherzoso è stato detto per brache. =Vede

le calze sfondate al maestro, E la camicia ch'esce del canestro=.

Bern. Rim. =Frolle:= che sia frollo, macero. =Bruco bruco:= mal in

arnese, cui cascan gli stracci da dosso.

Tu mi fai nefa, levati da quinci:

S'aggravò Screzio a gara, e schizzinoso

E' favella a Ser Poltro, e fa del pinci.

=Mi fai nefa:= tu mi dai noja, va via.

=Favella a ser Poltro:= parla con chi non si muove, con un

poltrone. =Fa del pinci:= fa il locco, da =pincio=. Lasc. Rim. =E

qui rimase alfin pincon pincone=.

Isbucciati, e non far dello stizzoso;

Egli mi porta broncio, e non ha zazza:

Digrigna un micolino smanzieroso.

=Mi porta broncio:= mi porta il muso, sta meco ingrugnato. =Non ha

zazza:= forse non ha niente. Presso il Boccaccio s'ha =zazzeato=

per ozioso, scioperato. =Andando il Prete di fitto meriggio or qua

or là zazzeato=. Nov. 72, 6.

=Digrigna:= quasi =digrugna=, cioè tempera un pocolino =(un

micolino)= il muso con un tantin di riso. =Smanzieroso:=

svenevole, con lezzi affettati.

Tu mi facesti bocchi, e non magazza:

Di non volere stimoli s'ingegna

La lima sorda vivendo di razza.

=Facesti bocchi:= tu mi facesti boccacce, piuttostochè bocca

graziosa, come mi farebbe =(magazza)= la mia ragazza; Franc. =ma

garce=. Salv.

=La lima sorda:= il ladro, che suol servirsi di siffatte lime. =Di

razza:= di rapina, di ratto.

E' calameggia, e sta 'n gota contegna;

Tra l'uscio e l'arca ciascun di lor fue:

Non piaccia a Dio, che 'l buon anno ti vegna.

=Calameggia:= sta a gote gonfie come chi suona il zuffolo, non

avendo altro che fare. =Sta 'n gora contegna:= significa pure sta

gonfio e pettoruto, sta in gravità.

=Trall'uscio e l'arca:= fu alle strette, fu trall'incudine e il

martello.

Cotesto non farebbe Cimabue,

Che dipinse nell'acqua il peto grosso:

Tre se ne dà Ser Guinizzo per due.

=Cimabue:= un degli antichi pittori. Ancor va in proverbio: =Non

la farebbe Cimabue, che avea gli occhi fodrati di panno=.

=Dipinse il peto:= uno che si bagni e che spetezzi, col far venire

le gallozzole dell'acqua a galla, fa visibile il peto. Salv.

=Tre se ne dà per due:= questo Ser Guinizzo è un notajo molto

accorto ne' fatti suoi. Comunemente =aver tre pan per coppia=

signifca saper trarre un notabil vantaggio da qualche affare.

Ridolf.

Ben avrei voglia de' botton dell'osso:

Tu se' in detta; deh pur pian barbiere

Quand'egli fiede nel bacino il cosso.

=Botton dell'osso:= aliossi, dadi. Avrei voglia di giuocare; ma

=tu se' in detta:= tu ti sei accordato a mettere in mezzo chi

giuoca.

=Cosso:= picciol tumore che viene in faccia.

Egli t'appiccò il fiasco il ciabattiere;

E pranzerebbe volentieri a squacquera;

Va in tregenda il cavalier micciere.

=T'appiccò il fiasco:= pose in pubblico i fatti tuoi, le tue

vergogne. Tolto dal fiasco, che si suol in Toscana appender per

segno delle cantine.

=Pranzerebbe a squacquera:= mangerebbe volentieri all'altrui

spese. Par che voglia dire, ch'ei sguazza quando può dir male

d'alcuno.

=Tregenda:= brigata notturna, che dal volgo credesi esser di

streghe o di morti. =Cavalier micciere:= cavalier che cavalca un

asino, un miccio.

Curra curra dicea la dolce pacchera,

Poi disse pica pica, e poi ve' tu;

E alla buona guelfa e fu suzzacchera.

=Curra curra:= voce con cui si chiamano le galline. =Pacchera:=

l'ho per soprannome di femmina detto per vezzo. Ridolf. Pacchera è

propriamente un uccello.

=Buona Guelfa:= donna de' Guelfi, del cui partito fu Brunetto;

=buona= perciò detta da lui. =Fu fuzzacchera:= le recò onta e

dispiacere.

La vaga forosetta disse: or du

Gotta, che dia a sta bestia felcina;

Ch'io ti farò, com'io fe' dianzi al bu.

=Or du:= or dunque =Bestia felcina:= bestia cornuta, avvezza a

mangiar felci.

Ben piscia Berta, ben pisciò Fiondina;

E gli cornan gli orecchi, e molto gracchia:

E l'ebbe appunto in su la beccatina.

=Ben piscia ec.= l'hanno indovinata, han fatto bene.

=Gli cornan gli orecchi:= gli fischian gli orecchi. Noi diciamo:

=Ben mi fischiavan gli orecchi=, quando ci accorgiamo che taluno

da noi lontano mormorava di noi.

=Su la beccatina:= averla sulla beccatina significa esser colpito

sul più vivo.

A gran gajaldo al barlume smiracchia

Al passo a Malamoco aggratigliato,

Alla ruffa alla raffa, ed abbatacchia.

=A gran gajaldo:= con gran gaudio, con brio. =Smiracchia:= aguzza

la vista per vedere, per ispiare quanto v'è di male.

=Passo a Malamoco:= luogo dell'Adriatico; vale passo cattivissimo.

=Aggratigliato:= imprigionato.

=Alla ruffa alla raffa:= è quando strappasi un all'altro una cosa,

intorno a cui son molti a pretenderci; che perciò =s'abbatacchia=,

cioè si sbatte qua e là alla peggio.

Cansati bizzocon, ch'e' t'ha alloccato:

Lodato sia San Pilpistro, e San Puccio;

Or non sellar, ma leva lo camato.

=Bizzocon:= fatti in là zotico ignorantone: giacchè =t'ha

alloccato=, t'ha allumato, t'ha adocchiato.

=San Pilpistro ec.= Santi inventati per dir nel burlesco un

equivalente di =lodato Dio=.

=Non sellar:= non metter la sella, ma deponi pur anche =lo

camato=, ch'è la bacchetta che s'usa da chi cavalca. È un modo

d'esprimer la sorte infelice di chi credendosi di migliorare

stato, peggiorò anzi dell'antica sua condizione.

Sonne fuor come Ughetto del Poltruccio:

Egli ha dato del culo in sul petrone;

Ben raccozzato egli è trezze e guarduccio.

=Del culo in sul petrone:= dicesi di chi è andato in rovina, è

caduto in miserie, ha fatto =cedo bonis=.

=Trezze e guarduccio:= pensa il Ridolfi dover dire =quartuccio=, e

che in gergo significhi =quattro=, come trezze valga =tre:= perciò

che siccome tre e quattro stan bene uniti, come numeri tra lor

vicini, così ben vadano insieme questi due malandati.

Facciamo a bella bargia, e a bel grillone:

Zoccoli in brodo! egli è Latin Calzari,

Agnardo, e Bella coscia di montone.

=Bella bargia ec.= sorta di giuochi insulsi. Giacchè oramai siamo

spiantati, spassiamoci per consumar il tempo. Di costoro nel

poem. intit. La compagnia di Belfiore: =Basta ch'e' sappian cantar

quella rima Di giorno e notte, di mattina e sera, Fa la là, li la

là, la li, la lera=.

=Zoccoli in brodo:= è un'esclamazione solita profferirsi al

sopraggiunger d'una persona, di cui si parlava male. Lat. =lupus

est in fabula=. Oggi: =Co' zoccoli=! per coprire un certo più

sconcio intercalare.

=Agnardo e Bella coscia ec.= secondo il Ridolfi sono soprannomi

plebei di due persone, che sopraggiungono insieme con Latin

Calzari.

Uno sfolgoro ci ha: pazzi e denari;

Egli trasogna, e sta a canna badata:

Fate agl'ingoffi, che siete di pari:

=Uno sfolgoro:= un'immensa sfolgorata distanza v'è tra =pazzi e

denari=; non potendo far roba se non chi ha senno. Così =spese

sfolgorate=.

=Trasogna:= farnetica. Sogna quattrini chi quattrini non ha. =Sta

a canna badata:= sta a bocca aperta come chi desidera, e sta a

bada.

=Agl'ingoffi:= a musoni, a pugni. Vedetevela insieme, che siete

spiantati e pazzi ugualmente.

Pisciaci su donna Berta arroncata.

=Pisciaci su:= dacci di naso, la cosa è fatta. Arroncata: forse

grinza, da =arroncare=, sarchiare; o storta, da =ronca=.

Pataffio - Tesoretto · 第 15 / 66 题