Nell'insegnamento.
Una delle principali aspirazioni del piccolo borghese, dell'operaio
e del contadino è quella di avviare le figliuole nella carriera
dell'insegnamento. Avere un diploma è per esse, secondo loro, un mezzo
di elevarsi sulle compagne; e fanno spese e sacrifici affinchè le loro
figlie riescano ad ottenerlo, ma spesso quando finalmente vi sono
riuscite a furia di fatiche e rimettendovi qualche volta la salute
a conquistarlo, si trovano spostate perchè obbligate a seguire una
carriera per la quale non sentivano nessuna inclinazione, e devono
lottare con immense difficoltà per ottenere dei posti meschini e male
retribuiti. Sono molto più da compiangere delle contadine e delle
operaie perchè provano il bisogno di una vita più agiata alla quale
devono rinunciare per mancanza di mezzi, si logorano l'organismo in
una occupazione sedentaria, sprecando il fiato per infondere un po'
di scienza in cervelli ottusi, per disciplinare fanciulli irrequieti,
e tutto questo senza speranza di migliorare la loro condizione
nell'avvenire, specialmente per quelle destinate nelle scuole rurali.
De Amicis, nel _Romanzo d'un maestro_, ha descritto al vivo le
sofferenze delle insegnanti nelle scuole rurali e specialmente in
quelle sperdute nei villaggi alpestri.
Nelle città si trovano in condizioni più favorevoli, sono più stimate
e meglio retribuite, ma la vita è più costosa e le più intelligenti
mordono il freno nel dovere assoggettarsi ad una disciplina che
contrasta col loro carattere e le loro aspirazioni.
In ogni modo, la carriera dell'insegnamento è da molto tempo aperta
alla donna, è onorifica e può dare anche delle soddisfazioni, ma non
deve essere imposta dai genitori e deve esser scelta soltanto da quelle
che vi si sentono chiamate ed hanno disposizioni naturali per adempiere
il difficile còmpito come è richiesto dalla sua importanza.
L'insegnamento è una missione come quella del medico e dell'igienista.
Se questi si curano del nostro benessere fisico, la maestra
specialmente nelle scuole elementari agisce sullo spirito e sul
carattere degli allievi, ne plasma la mente al punto che ne può
derivare tutto il bene e tutto il male delle generazioni future.
Non è difficile trovare nella donna attitudini ad esercitarvi questa
missione perchè in ogni donna c'è in germe il sentimento materno; ma
non basta che sappia impartire l'insegnamento secondo il programma
stabilito, deve dimenticare sè stessa, immedesimarsi nell'animo dei
piccoli allievi a lei affidati, impadronirsi quasi della loro anima,
educarli, prima d'istruirli, usare modi diversi secondo la diversità
della loro indole e specialmente non avere preferenze per alcuno,
essere severa ed indulgente secondo i casi e più di tutto non mostrare
predilezioni e nei rimproveri essere severa ma giusta. Quelle che
si dedicano all'infanzia devono essere profonde conoscitrici della
psicologia del bambino, educarlo prima d'istruirlo, insegnargli a
tenersi pulito e ad esercitare i sensi divertendolo senza costringerlo
a troppa dura disciplina.
Lo studio del bambino è molto interessante, ma educarlo bene comporta
una grande responsabilità e non è cosa alla quale una si possa
dedicare senza una natura speciale. Nelle scuole rurali l'ufficio
dell'insegnante è ancora più ingrato perchè la maestra oltre che con
bambini indisciplinati e quasi selvaggi, deve lottare con genitori
che non apprezzano il vantaggio dell'istruzione, e quasi guardano come
nemica l'insegnante che si permette di rimproverare i loro figli e li
distoglie dal lavoro dei campi.
L'insegnamento nelle scuole secondarie e nelle scuole superiori non è
privo di soddisfazioni e se non e ancora retribuito come meriterebbe
di essere, la professoressa può con qualche ripetizione arrotondare
lo stipendio; ma anche in questo ramo d'insegnamento la donna ha molti
scogli da superare, vi regna molta confusione che forse cesserà quando
saranno attuate le riforme che da molti anni l'autorità superiore va
studiando senza riuscire finora ad un risultato concreto; poi la donna
in questo campo deve lottare colla concorrenza maschile che riserba
per sè i posti migliori e si vede ingiustamente esclusa da molte
scuole alle quali la sua istruzione e l'aver avuto nei concorsi punti
superiori, le darebbe diritto.
In ogni modo la parte morale può in certi casi compensare i sacrifici
fatti; sicchè la professoressa può essere stimata e diventare l'amica e
la consolazione delle sue allieve, certa di farsi amare più che temere.
Nel periodo dell'adolescenza, in cui si forma il carattere, i
giovanetti non sono più bimbi ma non ancora adulti, e sentono vibrare
nel loro animo delle forze che non possono esplicare, ciò che li rende
nervosi e ribelli. È un'età molto difficile da dominare e in questo
caso il còmpito della maestra può incontrare molte difficoltà. Per
adempiere la sua missione coscienziosamente l'insegnante deve avere
forza fisica, seria coltura, calma e serenità di mente, molto tatto,
molta pazienza e sopra tutto la facoltà di comunicare con chiarezza
agli altri il proprio sapere. Ci sono al mondo delle insegnanti vere
arche di scienza colla testa piena di dottrina, ma che non sanno
trasmetterla nella mente degli altri; ora una persona che non ha un
alto grado di facoltà di suggestionare gli allievi, non potrà essere un
buon maestro.
Vorrei che una ragazza, prima di scegliere la carriera
dell'insegnamento, facesse un esame di coscienza per vedere se ne
sente l'inclinazione e se dedicandosi ai piccoli prova tanto sentimento
materno da essere soddisfatta di spargere un buon seme in quelle menti
infantili e vedersi intorno un gaietto stuolo vispo e sorridente,
rallegrarsene e non chiedere di più; se invece aspira ai più alti
gradi dell'insegnamento, a cattedre nei licei e nelle università,
oltre all'aver la mente temprata a forti studi deve poter lottare
contro mille difficoltà per ottenere un posto, pel quale molti sono gli
aspiranti, ma pochi gli eletti, e sopportare talvolta un trattamento
ingiusto, perchè non è ancora del tutto scomparso il pregiudizio che
nega che una donna a parità d'istruzione possa valere quanto un uomo.
Vi sono parecchie signorine che pure avendo molta coltura e attitudine
all'insegnamento sono timide e delicate, non hanno la forza di
dirigere e di tener testa ad una numerosa scolaresca irrequieta,
mentre riuscirebbero benissimo come istitutrici in case private. Non
capisco come manchi in Italia il mezzo di poter nelle stesse scuole
normali, intensificare la conoscenza delle lingue moderne, e combinare
l'insegnamento in modo di poter far uscire dalle nostre scuole delle
signorine col diploma d'istitutrici, come si usa all'estero, ciò che ha
permesso un'invasione nelle nostre famiglie di istitutrici straniere,
portando durante la guerra molto scompiglio e anche il sospetto di aver
tenuto nell'intimità domestica delle nemiche. Spero che la guerra che
ha mutato molte cose, che ha fatto conoscere a noi stessi il nostro
valore, toglierà l'illusione che le straniere valgano meglio delle
signorine della nostra patria; sarebbe certo un bellissimo esempio
che nelle case signorili venissero accolte istitutrici italiane coi
gusti e costumi simili ai nostri le quali oltre alle lingue straniere,
insegnassero alle nostre figliuole l'amore al nostro paese e alle
nostre istituzioni, e che le madri trovassero in esse delle amiche e
collaboratrici per l'educazione delle loro figlie; come pure sarebbe
bene che una signorina italiana ben educata, sola al mondo, potesse
trovare quasi una nuova famiglia, e affezionarsi alla casa dove viene
accolta.
Riguardo alla questione delle lingue straniere ora s'insegnano mollo
bene nelle nostre scuole e quelle che vogliono perfezionarvisi possono
o coi propri mezzi o con borse di studio passare le vacanze in paesi
stranieri per famigliarizzarsi colla nuova lingua; questo sarebbe
certo per tutti un beneficio, prima perchè non si accoglierebbero nelle
nostre case persone quasi sconosciute che ci sfruttano per conoscere le
nostre abitudini, i nostri pensieri, la nostra lingua, e ritornarsene
poi a casa loro a congiurare contro il nostro paese. Sta a chi
sopraintende all'istruzione trovare il mezzo che fra le nostre ragazze
che si dedicano all'insegnamento possa avvenire una selezione, cioè
una parte possa esser dichiarata idonea per le scuole e un'altra come
istitutrici private, e così non solo potremo dire «va fuori d'Italia o
straniero» ma esso sarà bandito anche dalle nostre case.