Nel commercio e nell'industria.
Il commercio è un campo libero e vasto dove uomini e donne possono
trovare un pronto lavoro, discreto guadagno e forse raggiungere
un'insperata ricchezza. Non bisogna però credere che tutti possano
dedicarsi al commercio colla certezza di raggiungere una meta elevata,
che sia una carriera per quelli che sono poco intelligenti e non
riescono negli studi. È vero, non è cosa molto difficile vendere
dieci quello che è costato cinque, servire una clientela già formata
e rifornirsi ai soliti mercanti; non c'è bisogno d'essere arche di
scienza, nè d'aver studiato i classici, per dedicarsi al commercio,
ma occorrono delle qualità di prontezza di mente, di attività, di
conoscenza del genere del quale ci si occupa e dell'ambiente in cui
deve svolgersi la propria operosità; poi occorre conoscenza degli
uomini, facilità di parola onde suggestionare il compratore; mentre
alcuno possiede in alto grado queste qualità, in altri mancano
assolutamente, e spesso una signorina graziosa che sa far valere
la sua merce e sa dire a tempo una parola efficace farà più affari
di una che abbia sudato parecchi anni sui libri. In ogni commercio
c'è la concorrenza, ciò che costituisce una lotta in cui vince chi
è più accorto e ben armato, sicchè non lo consiglierei a chi ama la
vita tranquilla e senza rischi, a chi è troppo ingenua e credulona.
È un campo che la donna ha invaso da molto tempo e dove è riuscita
a superare l'uomo; nei magazzini, nelle botteghe della città e dei
villaggi non si vedono che donne o come impiegate o come proprietarie
dei negozî, le quali, trattandosi del proprio interesse, adempiono
molto bene al loro ufficio. Per quelli che si contentano di rifornirsi
alle solite fonti e servire la solita clientela con qualche profitto,
riesce un'occupazione monotona, stagnante, della quale si contentano
specialmente le donne che amano il quieto vivere e non hanno altre
aspirazioni che quella di aumentare a poco a poco la loro clientela e
arrotondare il piccolo gruzzolo.
Vorrei che la donna al giorno d'oggi aspirasse anche nel commercio più
grandioso su vasta scala, ad una posizione superiore o potesse essere
alla testa di grandi imprese. Naturalmente che per raggiungere questo
scopo ha bisogno di una mente equilibrata e d'una coltura commerciale
superiore, che può ottenere facilmente frequentando le scuole superiori
istituite a questo scopo. Molte cognizioni ci vogliono per riuscire
ad affermarsi in un campo dove esiste molta concorrenza, però si
può ricavarne oltre che soddisfazione morale, anche molti compensi
materiali. Ma ci vogliono molte qualità, che non è facile possedere;
prima di tutto conoscere il mercato per poter provvedere ai generi
migliori di cui c'è richiesta ai prezzi più convenienti, poi i paesi
dove potrà venderli a migliori condizioni, i bisogni secondo la moda
e le stagioni, la concorrenza straniera, gli usi dei diversi paesi,
i diritti di dogana, le leggi vigenti nel proprio paese, i mezzi di
trasporto; poi aver prontezza e chiaroveggenza per poter creare nuovi
centri di affari, essere sempre vigili ad ogni mutamento di regime per
cogliere al volo l'occasione di creare nuovi sbocchi per far conoscere
la propria merce, saper distinguere con mente pronta ed occhi attenti
gli affari da coltivare e quelli trascurabili, e sopratutto vedere di
non essere ingannate, perchè il campo commerciale come quello della
guerra, è esposto alle insidie del nemico, cioè dei concorrenti. Se
esiste un difetto nel commercio è che trattandosi del proprio interesse
qualche volta si va a scapito del senso di giustizia; ma io credo che
la donna la quale in fondo possiede alto il sentimento altruista potrà,
pure non trascurando il proprio interesse, apportare negli affari quel
senso di probità e di giustizia tanto apprezzato nel mondo commerciale,
e colla sua opera potrà contribuire alla prosperità e alla ricchezza
del suo paese.
Anche il campo dell'industria è aperto alla donna, la quale dovrebbe
essere coraggiosa e se si sente abbastanza forte ed armata da non
badare ai vecchi pregiudizî, entrare nella lotta industriale dalla
quale riceverà grandi soddisfazioni, aumentando la ricchezza del suo
paese e riuscendo ad essere circondata di stima e d'ammirazione.
Ci vogliono qualità speciali e mezzi di fortuna abbastanza rilevanti
per dedicarsi all'industria, ma poter trasformare la materia bruta
in prodotti utili all'uomo, dar lavoro a tutta una schiera di operai,
studiare di far bene e con minor spesa del vicino, vigilare su tutti
i progressi di fabbricazione e adattarli con saggio criterio, saper
spendere a tempo, far conoscere i propri prodotti fuori del proprio
paese e migliorarli sempre è un'occupazione, un pensiero costante che
può occupare tutta la vita. La donna si è mostrata maestra in molte
industrie femminili, ma vorrei che potesse affermarsi anche nella
grande industria come si sono affermate le operaie nel loro lavoro più
modesto.
Con tanti aiuti recati dalle scoperte scientifiche l'industria ha un
grande avvenire, perchè i bisogni aumentano colla civiltà, ognuno
vuol viver meglio, e io vorrei che la donna capace potesse aver
la soddisfazione di creare il lavoro, spargerlo per il mondo e con
lotte e sacrifici affermarsi anche in questo campo; ma per riuscirvi
dovrà essere molto forte, perchè deve lottare colla diffidenza che la
circonda, coi pregiudizî inveterati e non basta che dia prova tutti
i giorni del suo valore, deve fare sforzi inauditi per poter vincere,
attirare l'attenzione sulla sua opera e fare in modo di esser tenuta
nella considerazione che merita.