La donna negli impieghi.
Una delle aspirazioni della fanciulla moderna che possiede una discreta
istruzione e pochi mezzi di fortuna, sarebbe di poter ottenere un
impiego governativo o in qualche grande amministrazione privata.
In questo modo potrebbe avere indipendenza, l'avvenire assicurato e
maggiore soddisfazione morale; ma i pubblici uffici stentano ad aprire
alla donna le loro porte, e fu un vero miracolo se tutto ad un tratto,
quasi inaspettatamente si sono vedute le donne invadere gli uffici
telegrafici dei piccoli paesi. Forse fu perchè il telegrafo, scoperta
affatto moderna, è stato all'altezza dei tempi, oppure perchè quei
piccoli posti relegati in qualche lontano villaggio o nascosti fra le
montagne non erano molto ambiti dagli uomini che se li sono lasciati
prendere senza far opposizione. Ma intanto le donne penetrate negli
uffici telegrafici hanno fatto cammino, ed ora se ne trovano in gran
numero negli uffici delle città più importanti e pare che i superiori
non ne siano malcontenti, visto che adempiono il loro incarico con
precisione e diligenza. Anche il pregiudizio che le teneva lontane dal
contatto col pubblico va scomparendo, perchè coll'educazione aumenta
il rispetto per la donna, la quale procura col contegno serio e severo
d'ispirare fiducia e di far che non si abbia a dire che in Italia non è
possibile fare quello che si fa in Francia e in Inghilterra.
È vero pur troppo che in genere il popolo italiano non e molto serio,
vuol ridere e divertirsi a qualunque costo, e alla signorina che porge
la mano, per ricevere un telegramma, non sa alle volle trattenersi
di fare un complimento e dire qualche parola per attirare la sua
attenzione. Se la fanciulla educata alla scuola del dovere, sa la
responsabilità che le incombe, e non gli dà retta, l'altro avrà avuta
una buona lezione e gli passerà la voglia di scherzare; e in poco tempo
nelle ore d'ufficio non vi sarà differenza fra gli uomini e le donne,
e quando queste con un contegno severo sapranno farsi rispettare, non
accadrà alcun inconveniente anche se si trovino unite ai colleghi di
sesso diverso.
Il telefono, istituzione ancor più moderna, impiega quasi tutte donne
e non è certo colpa loro se il servizio non procede come sarebbe
desiderabile.
Dove in Italia la donna ha trovato maggior opposizione ad ottenere un
impiego fu nelle ferrovie. Ogni volta che si riuniva un congresso,
veniva in campo la questione di ammettere le donne agli impieghi,
questione che aveva dei partigiani da una parte e oppositori
dall'altra; tutti trovavano delle ragioni abbastanza plausibili, ma per
molto tempo la questione rimase insoluta, ora invece le donne furono
ammesse nelle ferrovie, ma non ancora alle stesse condizioni degli
uomini.
Si dice che in Italia e in Austria nelle ferrovie del Sud s'è fatto
un esperimento di mettere le donne come telegrafiste ed hanno fatto
cattiva prova; però bisogna vedere come l'esperimento è stato fatto; se
quelli che dovevano farlo erano liberi da ogni prevenzione riguardo a
simile innovazione, e se fu fatto su larga scala così da poter averne
l'animo tranquillo e non pensarci più per molto tempo.
In Russia una quantità di signorine che hanno il diploma d'istitutrici,
preferiscono cercare un impiego nelle ferrovie piuttosto che collocarsi
presso qualche famiglia, e lo ottengono facilmente, con molto piacere
dei superiori che se ne lodano e trovano che specialmente nei lavori
di statistica le donne sono più esatte, riescono meglio e si prestano
molto più volontieri degli uomini, i quali lo fanno di mala voglia e
dicono che s'incretiniscono in quel lavoro troppo paziente e materiale.
Le donne, benchè abbiano avuta un'istruzione superiore, ci si adattano
più facilmente, forse perchè abituate fin da bambine ai lavori pazienti
e ad allineare punti uguali, non sembra loro troppo monotono allineare
cifre.
In Danimarca e in altri paesi nordici le donne fanno parte di tutte
le amministrazioni e lavorano accanto agli uomini senza che accada
alcun inconveniente, forse si potrebbe dire che in questo influisce
il clima e l'educazione diversa dalla nostra. Però vediamo che nella
Francia che ha pure costumi o clima poco dissimili da noi, tutto
procede regolarmente; questo ci fa sperar bene per l'avvenire. Anzi
fu in Francia che dopo aver fatto l'esperimento d'impiegare le donne
nelle ferrovie dell'Est, l'amministrazione se ne trovò tanto contenta
che in breve l'innovazione fu estesa anche nelle altre ferrovie, e si
trovò che in tutti i rami la loro opera fu uguale, e in certi casi
migliore di quella degli uomini. È da molto tempo che le donne in
Francia poterono concorrere agl'impieghi delle compagnie ferroviarie,
e a poco a poco, da guardiane, telegrafiste, entrarono negli uffici
d'amministrazione dove si occupano di corrispondenza e di contabilità e
sono anche capistazione.
E lo possono fare perchè sono rispettate dal pubblico e sanno
farsi rispettare, anzi spesso in casi di folla e di agglomeramento
straordinario di gente nelle stazioni a loro soggette, hanno saputo
imporsi e mantener l'ordine cosa che in certi casi non riesce tanto
facile nemmeno agli nomini.
Anche in Germania, molte stazioni sono affidate a donne, e nell'Austria
si concede che la moglie del capostazione possa aiutarlo nelle sue
funzioni e farne le veci; così con una piccola paga concessa per
questo scopo alla donna, la famiglia del capostazione può vivere
più largamente e l'amministrazione risparmia un assistente che le
costerebbe certo di più.
In Italia per molto tempo le donne non furono ammesse che negli uffici
molto umili come quelli di guardiana e anche questo fu concesso
in vista che la donna abbandona raramente la casa e i figli, per
conseguenza la strada è certo guardata meglio; ora sono pure ammesse
come straordinarie, ma mentre hanno gli stessi incarichi dei loro
compagni e lo stesso lavoro, possono venire licenziate da un momento
all'altro e non hanno diritto a pensione. Questa ingiustizia fu
rilevata e facendo un po' d'agitazione per l'equo trattamento degli
impiegati ferroviari, si è ottenuto che donne a parità di lavoro
possano avere gli uguali diritti dei loro compagni.
Forse alcuni rami delle ferrovie implicano una responsabilità troppo
importante per una dorma, avvengono casi, nei quali è necessario
imporsi alla folla e c'è bisogno della forza fisica oltre a quella
morale, per cui c'è da esitare ad affidare ad una donna interamente una
stazione, ma il posto d'assistente al capostazione, mi pare ufficio
molto adatto a lei, e se fa da telegrafista nelle città e paesi, non
so perchè non potrebbe farlo anche negli uffici delle ferrovie, e
perchè non potrebbe essere ammessa negli uffici d'amministrazione,
purchè sappia tener in ordine i registri ed abbia la coltura necessaria
all'ufficio a cui è chiamata.
Se si teme che una madre di numerosa prole non possa più accudire con
diligenza all'ufficio, si diano i posti alle ragazze e alle vedove
favorendo quelle degli impiegati, così potranno trovare un compenso
alle gioie della famiglia di cui sono prive.
Non si venga a dire la solita frase fatta, che la donna è nata per
la casa e la famiglia. Prima di tutto ho già fatto notare che al
giorno d'oggi l'ufficio di massaia si riduce a poca cosa, e poi non
tutte possono avere una casa e una famiglia, e tutte hanno diritto di
guadagnarsi da vivere. Vuol dire che non potendo conciliare la casa
e l'impiego, possono lasciarlo quando hanno trovato un marito che
le mantenga col suo lavoro; infatti all'estero, molte impiegate una
volta trovato marito lasciano l'impiego, e questo è tutto vantaggio
delle amministrazioni, che hanno poi meno pensioni da pagare, hanno un
elemento giovane che si rinnova, invece di uomini che s'incretiniscono,
diventano automi invecchiando nell'amministrazione, con un
considerevole aumento di pensioni a carico dello Stato.
Nelle amministrazioni private, senza bisogno di congressi e di permessi
superiori, il proprietario è libero d'impiegare uomini o donne a
volontà, e molte banche e molti industriali, per economia, appunto
perchè la donna si contenta di un salario minore, hanno ammesso le
donne nelle loro amministrazioni e si sono trovati contenti al punto
che dopo fattone l'esperimento le hanno preferite. A Parigi, alla Banca
di Francia hanno incominciato ad impiegarne una dozzina, ed ora ne
contano più di trecento.
Ma la guerra che si fa alla donna non è perchè la si creda incapace, ma
per timore della concorrenza. Questa, è vero, è una cosa seria, poichè
spesso la donna si contenta di minor retribuzione; ma speriamo che
se oggi fece questo sacrificio, per vincere la resistenza e mostrare
la sua capacità, in seguito avrà pretese a seconda dei servigi che
rende; poi la concorrenza se può essere un danno per l'individuo,
è sempre stata a vantaggio del pubblico; infatti, senza rivali una
persona non farebbe nessun sforzo per migliorare le sue attitudini e si
contenterebbe di rinchiudersi in un'aurea mediocrità, sicchè è sempre
vantaggioso ciò che può risvegliare nuove energie che giacevano latenti
e inoperose.
Poi col progredire della civiltà altri campi si aprono all'operosità
maschile, assai più degni di quello di starsene tutto il giorno ad
allinear cifre o incretinirsi a redigere delle note astruse o simili.
Ad essi lasciamo i commerci d'espansione, le esplorazioni in paesi
lontani, le grandi imprese industriali. La donna può bellissimo al
giorno d'oggi non trascurare la famiglia, e mentre i figliuoli sono
alla scuola, passar le giornate all'ufficio; ma ad una cert'ora ha
bisogno di andare a casa e dedicare ai figli le ore della sera, e
perciò non può scegliere le occupazioni che la terrebbero assente e
lontana dal proprio paese.
La necessità, che spinge la donna a cercare fuori di casa un campo
per poter essere d'aiuto alla famiglia, farà sì che quando gli uomini
troveranno gli impieghi che richiedono ordine e vita sedentaria
occupati dalle donne, studieranno di cercare altri campi più vasti ad
esercitare la loro operosità, vi troveranno nuove fonti di guadagno e
il paese ne avrà un sensibile vantaggio.
Visto che ancora non siamo in quell'epoca tanto desiderata, in cui chi
guadagna farà parte del suo salario con chi non può guadagnare, ognuno
deve pensare ai casi suoi e non e giusto che una metà del genere umano
aspetti la protezione dell'altra metà.