V.

La donna negli impieghi.

Una delle aspirazioni della fanciulla moderna che possiede una discreta

istruzione e pochi mezzi di fortuna, sarebbe di poter ottenere un

impiego governativo o in qualche grande amministrazione privata.

In questo modo potrebbe avere indipendenza, l'avvenire assicurato e

maggiore soddisfazione morale; ma i pubblici uffici stentano ad aprire

alla donna le loro porte, e fu un vero miracolo se tutto ad un tratto,

quasi inaspettatamente si sono vedute le donne invadere gli uffici

telegrafici dei piccoli paesi. Forse fu perchè il telegrafo, scoperta

affatto moderna, è stato all'altezza dei tempi, oppure perchè quei

piccoli posti relegati in qualche lontano villaggio o nascosti fra le

montagne non erano molto ambiti dagli uomini che se li sono lasciati

prendere senza far opposizione. Ma intanto le donne penetrate negli

uffici telegrafici hanno fatto cammino, ed ora se ne trovano in gran

numero negli uffici delle città più importanti e pare che i superiori

non ne siano malcontenti, visto che adempiono il loro incarico con

precisione e diligenza. Anche il pregiudizio che le teneva lontane dal

contatto col pubblico va scomparendo, perchè coll'educazione aumenta

il rispetto per la donna, la quale procura col contegno serio e severo

d'ispirare fiducia e di far che non si abbia a dire che in Italia non è

possibile fare quello che si fa in Francia e in Inghilterra.

È vero pur troppo che in genere il popolo italiano non e molto serio,

vuol ridere e divertirsi a qualunque costo, e alla signorina che porge

la mano, per ricevere un telegramma, non sa alle volle trattenersi

di fare un complimento e dire qualche parola per attirare la sua

attenzione. Se la fanciulla educata alla scuola del dovere, sa la

responsabilità che le incombe, e non gli dà retta, l'altro avrà avuta

una buona lezione e gli passerà la voglia di scherzare; e in poco tempo

nelle ore d'ufficio non vi sarà differenza fra gli uomini e le donne,

e quando queste con un contegno severo sapranno farsi rispettare, non

accadrà alcun inconveniente anche se si trovino unite ai colleghi di

sesso diverso.

Il telefono, istituzione ancor più moderna, impiega quasi tutte donne

e non è certo colpa loro se il servizio non procede come sarebbe

desiderabile.

Dove in Italia la donna ha trovato maggior opposizione ad ottenere un

impiego fu nelle ferrovie. Ogni volta che si riuniva un congresso,

veniva in campo la questione di ammettere le donne agli impieghi,

questione che aveva dei partigiani da una parte e oppositori

dall'altra; tutti trovavano delle ragioni abbastanza plausibili, ma per

molto tempo la questione rimase insoluta, ora invece le donne furono

ammesse nelle ferrovie, ma non ancora alle stesse condizioni degli

uomini.

Si dice che in Italia e in Austria nelle ferrovie del Sud s'è fatto

un esperimento di mettere le donne come telegrafiste ed hanno fatto

cattiva prova; però bisogna vedere come l'esperimento è stato fatto; se

quelli che dovevano farlo erano liberi da ogni prevenzione riguardo a

simile innovazione, e se fu fatto su larga scala così da poter averne

l'animo tranquillo e non pensarci più per molto tempo.

In Russia una quantità di signorine che hanno il diploma d'istitutrici,

preferiscono cercare un impiego nelle ferrovie piuttosto che collocarsi

presso qualche famiglia, e lo ottengono facilmente, con molto piacere

dei superiori che se ne lodano e trovano che specialmente nei lavori

di statistica le donne sono più esatte, riescono meglio e si prestano

molto più volontieri degli uomini, i quali lo fanno di mala voglia e

dicono che s'incretiniscono in quel lavoro troppo paziente e materiale.

Le donne, benchè abbiano avuta un'istruzione superiore, ci si adattano

più facilmente, forse perchè abituate fin da bambine ai lavori pazienti

e ad allineare punti uguali, non sembra loro troppo monotono allineare

cifre.

In Danimarca e in altri paesi nordici le donne fanno parte di tutte

le amministrazioni e lavorano accanto agli uomini senza che accada

alcun inconveniente, forse si potrebbe dire che in questo influisce

il clima e l'educazione diversa dalla nostra. Però vediamo che nella

Francia che ha pure costumi o clima poco dissimili da noi, tutto

procede regolarmente; questo ci fa sperar bene per l'avvenire. Anzi

fu in Francia che dopo aver fatto l'esperimento d'impiegare le donne

nelle ferrovie dell'Est, l'amministrazione se ne trovò tanto contenta

che in breve l'innovazione fu estesa anche nelle altre ferrovie, e si

trovò che in tutti i rami la loro opera fu uguale, e in certi casi

migliore di quella degli uomini. È da molto tempo che le donne in

Francia poterono concorrere agl'impieghi delle compagnie ferroviarie,

e a poco a poco, da guardiane, telegrafiste, entrarono negli uffici

d'amministrazione dove si occupano di corrispondenza e di contabilità e

sono anche capistazione.

E lo possono fare perchè sono rispettate dal pubblico e sanno

farsi rispettare, anzi spesso in casi di folla e di agglomeramento

straordinario di gente nelle stazioni a loro soggette, hanno saputo

imporsi e mantener l'ordine cosa che in certi casi non riesce tanto

facile nemmeno agli nomini.

Anche in Germania, molte stazioni sono affidate a donne, e nell'Austria

si concede che la moglie del capostazione possa aiutarlo nelle sue

funzioni e farne le veci; così con una piccola paga concessa per

questo scopo alla donna, la famiglia del capostazione può vivere

più largamente e l'amministrazione risparmia un assistente che le

costerebbe certo di più.

In Italia per molto tempo le donne non furono ammesse che negli uffici

molto umili come quelli di guardiana e anche questo fu concesso

in vista che la donna abbandona raramente la casa e i figli, per

conseguenza la strada è certo guardata meglio; ora sono pure ammesse

come straordinarie, ma mentre hanno gli stessi incarichi dei loro

compagni e lo stesso lavoro, possono venire licenziate da un momento

all'altro e non hanno diritto a pensione. Questa ingiustizia fu

rilevata e facendo un po' d'agitazione per l'equo trattamento degli

impiegati ferroviari, si è ottenuto che donne a parità di lavoro

possano avere gli uguali diritti dei loro compagni.

Forse alcuni rami delle ferrovie implicano una responsabilità troppo

importante per una dorma, avvengono casi, nei quali è necessario

imporsi alla folla e c'è bisogno della forza fisica oltre a quella

morale, per cui c'è da esitare ad affidare ad una donna interamente una

stazione, ma il posto d'assistente al capostazione, mi pare ufficio

molto adatto a lei, e se fa da telegrafista nelle città e paesi, non

so perchè non potrebbe farlo anche negli uffici delle ferrovie, e

perchè non potrebbe essere ammessa negli uffici d'amministrazione,

purchè sappia tener in ordine i registri ed abbia la coltura necessaria

all'ufficio a cui è chiamata.

Se si teme che una madre di numerosa prole non possa più accudire con

diligenza all'ufficio, si diano i posti alle ragazze e alle vedove

favorendo quelle degli impiegati, così potranno trovare un compenso

alle gioie della famiglia di cui sono prive.

Non si venga a dire la solita frase fatta, che la donna è nata per

la casa e la famiglia. Prima di tutto ho già fatto notare che al

giorno d'oggi l'ufficio di massaia si riduce a poca cosa, e poi non

tutte possono avere una casa e una famiglia, e tutte hanno diritto di

guadagnarsi da vivere. Vuol dire che non potendo conciliare la casa

e l'impiego, possono lasciarlo quando hanno trovato un marito che

le mantenga col suo lavoro; infatti all'estero, molte impiegate una

volta trovato marito lasciano l'impiego, e questo è tutto vantaggio

delle amministrazioni, che hanno poi meno pensioni da pagare, hanno un

elemento giovane che si rinnova, invece di uomini che s'incretiniscono,

diventano automi invecchiando nell'amministrazione, con un

considerevole aumento di pensioni a carico dello Stato.

Nelle amministrazioni private, senza bisogno di congressi e di permessi

superiori, il proprietario è libero d'impiegare uomini o donne a

volontà, e molte banche e molti industriali, per economia, appunto

perchè la donna si contenta di un salario minore, hanno ammesso le

donne nelle loro amministrazioni e si sono trovati contenti al punto

che dopo fattone l'esperimento le hanno preferite. A Parigi, alla Banca

di Francia hanno incominciato ad impiegarne una dozzina, ed ora ne

contano più di trecento.

Ma la guerra che si fa alla donna non è perchè la si creda incapace, ma

per timore della concorrenza. Questa, è vero, è una cosa seria, poichè

spesso la donna si contenta di minor retribuzione; ma speriamo che

se oggi fece questo sacrificio, per vincere la resistenza e mostrare

la sua capacità, in seguito avrà pretese a seconda dei servigi che

rende; poi la concorrenza se può essere un danno per l'individuo,

è sempre stata a vantaggio del pubblico; infatti, senza rivali una

persona non farebbe nessun sforzo per migliorare le sue attitudini e si

contenterebbe di rinchiudersi in un'aurea mediocrità, sicchè è sempre

vantaggioso ciò che può risvegliare nuove energie che giacevano latenti

e inoperose.

Poi col progredire della civiltà altri campi si aprono all'operosità

maschile, assai più degni di quello di starsene tutto il giorno ad

allinear cifre o incretinirsi a redigere delle note astruse o simili.

Ad essi lasciamo i commerci d'espansione, le esplorazioni in paesi

lontani, le grandi imprese industriali. La donna può bellissimo al

giorno d'oggi non trascurare la famiglia, e mentre i figliuoli sono

alla scuola, passar le giornate all'ufficio; ma ad una cert'ora ha

bisogno di andare a casa e dedicare ai figli le ore della sera, e

perciò non può scegliere le occupazioni che la terrebbero assente e

lontana dal proprio paese.

La necessità, che spinge la donna a cercare fuori di casa un campo

per poter essere d'aiuto alla famiglia, farà sì che quando gli uomini

troveranno gli impieghi che richiedono ordine e vita sedentaria

occupati dalle donne, studieranno di cercare altri campi più vasti ad

esercitare la loro operosità, vi troveranno nuove fonti di guadagno e

il paese ne avrà un sensibile vantaggio.

Visto che ancora non siamo in quell'epoca tanto desiderata, in cui chi

guadagna farà parte del suo salario con chi non può guadagnare, ognuno

deve pensare ai casi suoi e non e giusto che una metà del genere umano

aspetti la protezione dell'altra metà.

Le donne che lavorano · 第 9 / 28 题