IV.

Le lavoratrici della casa.

Fin dai tempi più remoti, ogni anno, una quantità di fanciulle

abbandonano i lavori dei campi, la casa, i parenti per cercare

un'occupazione come domestiche nelle città presso le famiglie più

ricche.

Forse vi sono spinte dal disagio in cui vivono e dai lavori troppo

faticosi per le loro forze, ma più spesso dal desiderio di mutare

ambiente, di veder cose nuove e dalla speranza di migliorare la propria

condizione.

Quando la via delle officine non era ancora aperta alla donna, non le

rimaneva altro mezzo possibile per guadagnare un salario ed emanciparsi

della propria famiglia. Data l'attitudine che ha la donna per le

faccende domestiche non foss'altro per essersene sempre occupata, se è

intelligente, la sua opera può venire molto apprezzata nelle famiglie;

e se riesce a collocarsi bene, la sua sorte è molto più invidiabile

di quella delle sue compagne, che si logorano la salute lavorando

la terra o stanno tutto il giorno rinchiuse in un'officina occupate

costantemente in un lavoro meccanico.

Intanto le domestiche hanno un miglior nutrimento di quello al quale

erano abituate fin dall'infanzia, poi vivono in case ben riparate,

comode e qualche volta eleganti. Però prendono delle abitudini

superiori alla loro condizione, al punto che si troverebbero molto

male se non potessero continuare quella vita; si disamorano della loro

casa disagiata, dei cibi semplici a cui erano abituate, e questo è un

guaio come quello di prendere gusti raffinati, vivendo con persone più

istruite ed eleganti; poichè si troverebbero poi male se dovessero

lasciare la via incominciata e si troverebbero ad essere delle

spostate, vere naufraghe della vita.

Dopo che le donne sono state ammesse nelle officine, la parte più

operosa e più disciplinata, preferisce il lavoro dell'officina a quello

della casa, perchè in apparenza si trovano più indipendenti e restan

padrone del loro tempo, terminata la giornata di lavoro. Le signore si

lagnano, che non trovano più le domestiche docili e affezionate d'altri

tempi; ed esse si ribellano al dover star sottomesse ai voleri della

famiglia che le ospita e trascurano il loro dovere, lagnandosi spesso

d'una severità di trattamenti che non è conforme alla verità.

In questi tempi in cui si pensa tanto a rialzare le classi più umili,

in cui tanto si concede all'operaio, si dovrebbe far qualche cosa per

elevare la classe dei domestici e far in modo che non si sentissero

avviliti nel trovarsi in casa altrui, trattarli come lavoratori della

casa e abolire per sempre la parola servi, che rammenta uno stato di

schiavitù non in armonia col loro ufficio, nè coi tempi moderni.

Parliamo dunque delle lavoratrici della casa, le quali se vogliono

essere trattate con affetto da quelli che le ospitano, devono adempiere

puntualmente al loro dovere e saper stare al loro posto dignitosamente.

Vi sono diverse categorie di lavoratrici domestiche, quelle che non

hanno abbastanza intelligenza da elevarsi al disopra delle compagne

e devono contentarsi dei lavori rudi e materiali, ed altre più

intelligenti che possono essere adibite a lavori meno faticosi e fanno

una vita comoda, poco dissimile da quella delle loro signore. Alcune

si affaticano più delle operaie, perchè non avendo un orario fisso

possono esser chiamate a qualunque ora, e non sono padrone di disporre

del loro tempo; altre invece che abitano in case signorili dove ci

sono parecchi domestici, godono di una certa libertà, fanno poca

fatica, ma devono essere dotate di un buon carattere, per poter andar

d'accordo nella convivenza dei compagni di lavoro, ciò che non succede

tanto spesso. Però visto che nessuno è schiavo, nè obbligato a vivere

in un ambiente ostile, una persona onesta e capace, troverà certo da

collocarsi in un ambiente più confacente al suo carattere. Se poi una

lavoratrice ha trovato una buona famiglia, deve vedere di conservarla

e riguardarla come fosse la propria, esser docile, non parlar male

di quelli che la impiegano e fare in tutto e per tutto il suo dovere.

Una giovane inesperta, vedrà di collocarsi presso una signora paziente

che possa insegnarle il governo di una casa molto diversa da quella

della sua famiglia, ed esser riconoscente di poter aumentare il numero

delle cognizioni; dove manca l'ingegno, supplire colla volontà e non

ribellarsi ai rimproveri, ma esser utile a chi l'aiuta ad aumentare il

suo valore e la sua capacità.

Se potrà specializzarsi in qualche lavoro, migliorerà la sua

condizione, ma dovrà sceglierlo secondo le sue attitudini; se non ha

molta destrezza di mano pei lavori d'ago e poca intelligenza per poter

riuscire nell'arte gastronomica, si contenti di custodire i bimbi, ma

lo faccia con amore, con attenzione, in modo da dimenticare sè stessa

pel loro benessere, e riguardi il suo ufficio come una missione. Una

domestica alla quale si possa con piena fiducia confidare i bimbi, è

un vero tesoro per una famiglia. Ma non si dedichi ai bimbi chi soffre

delle distrazioni; in questo caso, si dedichi ai lavori d'ago, a porre

in assetto con precisione le stanze, a cose materiali, per le quali

ci vuol ordine e attenzione; nella scelta delle occupazioni ognuno

deve procurare di seguire la propria indole e di non andar contro alla

propria natura. Se ama la vita sedentaria ed è esperta nei lavori

muliebri, si dedichi a perfezionarsi nell'ufficio di cameriera, se

invece preferisce il moto ed ha abbastanza intelligenza per combinare

vivande gustose, scelga la scienza gastronomica e non le mancherà

occupazione, mentre di mangiare c'è bisogno tutti i giorni e un buon

pranzetto è sempre molto apprezzato.

Sia che si dedichi a un ramo o all'altro del lavoro domestico, deve

metterci tutta la sua intelligenza, cercare di perfezionarsi sempre

più e adempiere la sua missione con amore. Il lavoro più umile diventa

interessante quando ci si mette tutto il proprio zelo per riuscir bene.

Molte lagnanze si sentono continuamente da parte di lavoratrici della

casa che mutano sempre case, senza trovarne una ove si possano fermare,

e nè incolpano i signori e la loro incontentabilità; viceversa, le

signore si lagnano di non trovar buone domestiche. E di questo disagio

si devono incolpare più di tutto le esigenze del nostro tempo, la

volontà di migliorare la posizione a qualunque costo, l'abitudine di

considerare il lavoro come un peso, o per lo meno di riguardarlo con

indifferenza, senza apportarvi quell'entusiasmo che riesce a elevare il

lavoro più umile e a creare intorno ad esso un'aureola di luce.

Tutti domandano perchè non esistono più le domestiche fidate d'altri

tempi, che riguardavano la casa dove venivano accolte come fosse la

loro propria, ci si affezionavano ed erano certe di passarvi la vita,

nè si lasciavano sedurre ad abbandonarla da promesse di maggiori

guadagni.

È che il loro desiderio non andava oltre la casa che le ospitava, si

contentavano d'aver assicurato il mantenimento per tutta la vita; la

consuetudine di convivere in quella casa avea recato reciprocamente fra

loro e le loro signore legami d'affetto da non potersi sciogliere tanto

facilmente e senza provare uno strappo più forte di quello col quale

avevano lasciato la loro famiglia.

Ma pur avendo tutta la confidenza dei principali, sapevano stare al

loro posto, avevano forte il sentimento del dovere, erano fedeli alla

consegna, come sentinelle nel campo di battaglia, custodivano la casa,

la roba, i bimbi, a loro affidati, con un sentimento di responsabilità

che difficilmente si trova al giorno d'oggi, e non si curavano delle

altre case come se non esistessero. Non solo partecipavano alle gioie

e ai dolori della famiglia, con cui vivevano, ma in molte occasioni,

donne semplici e modeste fecero atti d'eroismo e d'abnegazione a

beneficio dei loro signori.

Ora il mondo è mutato, si vive più esteriormente che internamente, e

va sparendo il culto della casa e della famiglia, mentre i sentimenti

egoistici regnano sovrani; le domestiche sono le vere zingare della

società, passano da una casa all'altra colla massima indifferenza,

sempre seguendo il miraggio di guadagnare di più lavorando meno;

imbevute di false idee di uguaglianza sociale, scimmiottano le loro

signore e spadroneggiano nelle case, invece di custodirle e tenerle

ordinate e pulite; e viceversa le signore sono indifferenti, e non

si affezionano a ragazze che sanno esser nella loro casa soltanto di

passaggio, e che da un giorno all'altro se ne possono andare senza

una ragione plausibile, senza pensare che a furia di mutare ambiente

è molto facile che nessuno abbia più fiducia nella loro opera; sicchè

talvolta finiscono nella miseria, imprecando all'ingiustizia del mondo,

senza pensare che invece sono state le artefici della loro decadenza.

Fortunatamente questa non è la sorte di tutte, e ve ne sono di semplici

e operose che si contentano, trovata una buona casa, di lavorare

coscienziosamente, sono soddisfatte di avere assicurato un asilo e il

pane senza soverchie noie, e continuano la loro vita senza pensare a

mutamenti che forse peggiorerebbero la loro sorte. Però anche in questa

condizione, vi sono degli scogli, uno spirito indipendente, si ribella

qualche volta a dover stare soggetto al volere altrui; ma chi può

dire al mondo di non essere soggetto a qualche cosa o a qualcheduno?

L'impiegato che deve essere all'ora precisa all'ufficio, il medico che

deve notte e giorno essere disposto ad accorrere al letto d'un malato,

l'uomo d'affari che, travolto nell'ingranaggio del suo commercio,

non ha un minuto di riposo, e così via, coll'aggiunta di mille

preoccupazioni, che in confronto quelle delle lavoratrici della casa,

sono inezie da non calcolare e spesso sono preoccupazioni esagerate,

create da un'immaginazione malata.

Per quanto lavoro possa esservi in una casa, è difficile che non ci

sia pure qualche ora di libertà, e credo che una signora che abbia

il senso della giustizia l'accorderà certamente; e di quelle ore le

domestiche possono disporre liberamente, molto meglio che se fossero in

famiglia e dovessero renderne conto ai genitori. Altri inconvenienti

ci sono nel dover vivere in mezzo al lusso e alla ricchezza, che le

operaie e contadine non vedono che molto di lontano, e non ci pensano

perchè devono curarsi di cose molto più importanti come quelle di

procurarsi il vitto e l'alloggio; mentre le nostre cameriere, a furia

di aver in mano stoffe ricche, merletti preziosi e splendidi gioielli,

trovano ingiusto di non poter possedere quelle cose tanto attraenti,

diventano malcontente di tutto, invidiose, e invece di nutrire, per

quelle che le impiegano, sentimenti d'affetto, ed esser riconoscenti di

poter vivere in ambienti nuovi ed eleganti, essere ben nutrite, e non

aver come molte compagne, il bisogno di rompersi il cervello per fare

economie impossibili per mettere assieme il pranzo colla cena, nutrono

sentimenti d'odio per le loro signore, che vanno a divertirsi, mentre

esse sono obbligate a lavorare, e sfoggiano ricche vesti, mentre esse

si devono contentare di una vita più modesta.

E appunto perchè i tempi sono mutati e la società è più evoluta, e vi

sono molti più mezzi d'un tempo per guadagnarsi da vivere col lavoro

delle proprie mani, vorrei che la scelta d'una professione, d'un

mestiere, non fosse fatta a caso, ma dopo matura riflessione. Se una

donna è pel suo fisico portata a far una vita di moto, se si appassiona

per le cose della natura, si occupi dei lavori dei campi, e se ha

l'intelligenza sveglia, potrà elevarsi occupandosi di allevamento degli

animali domestici e di altre industrie agricole, chi ha bisogno di

disciplina e ama il lavoro in comune e meccanico, ed è abbastanza forte

per sopportare l'aria un po' chiusa delle officine, faccia l'operaia.

Se invece una ha bisogno di buon nutrimento e di una vita comoda e

sente di essere un po' altruista, diventi lavoratrice della casa, ma lo

faccia con amore dedicandosi interamente alla famiglia che la impiega,

alla casa che le è affidata, si renda utile, adempia con coscienza

la sua missione, non scordi di essere in casa altrui, e dimentichi sè

stessa per appagare i desiderî delle persone che la circondano; invece

di spadroneggiare, cerchi di appoggiarsi a quelli che possono darle in

caso di bisogno consiglio ed aiuto.

La convivenza crea delle abitudini che difficilmente si spezzano, e dei

legami d'affetto, che possono unire indissolubilmente anche persone di

diverse condizioni sociali, ma bisogna saper comprendere e perdonare.

Se coi tempi nuovi si procurerà di modificare i nostri rapporti colle

lavoratrici delle nostre case, ed esse colla maggiore istruzione,

vedranno più chiaramente quello che devono fare pel loro benessere,

e avranno un'idea più giusta del modo di comportarsi, invece di aver

in casa delle lavoratrici che ci disprezzano, ci criticano e ci sono

ostili, tutto sarà cambiato, e se non riusciremo a formare una schiera

di lavoratrici come nel buon vecchio tempo, almeno non avremo in casa

delle nemiche, ma donne che conscie dei vantaggi della loro posizione e

del benessere che le circonda, penseranno che per la loro tranquillità

avvenire, è meglio star contente, affezionarsi alla famiglia dove si

trovano e non chiedere al mondo cose impossibili. Infine se riescono ad

esser calcolate come di famiglia nella casa dove sono occupate, possono

viver tranquille senza preoccuparsi se i viveri e le pigioni rincarano,

se il governo mette nuove tasse, come avviene ad altre compagne che

hanno scelto una carriera diversa credendola meno faticosa e più

indipendente.

Le donne che lavorano · 第 8 / 28 题