Le lavoratrici della casa.
Fin dai tempi più remoti, ogni anno, una quantità di fanciulle
abbandonano i lavori dei campi, la casa, i parenti per cercare
un'occupazione come domestiche nelle città presso le famiglie più
ricche.
Forse vi sono spinte dal disagio in cui vivono e dai lavori troppo
faticosi per le loro forze, ma più spesso dal desiderio di mutare
ambiente, di veder cose nuove e dalla speranza di migliorare la propria
condizione.
Quando la via delle officine non era ancora aperta alla donna, non le
rimaneva altro mezzo possibile per guadagnare un salario ed emanciparsi
della propria famiglia. Data l'attitudine che ha la donna per le
faccende domestiche non foss'altro per essersene sempre occupata, se è
intelligente, la sua opera può venire molto apprezzata nelle famiglie;
e se riesce a collocarsi bene, la sua sorte è molto più invidiabile
di quella delle sue compagne, che si logorano la salute lavorando
la terra o stanno tutto il giorno rinchiuse in un'officina occupate
costantemente in un lavoro meccanico.
Intanto le domestiche hanno un miglior nutrimento di quello al quale
erano abituate fin dall'infanzia, poi vivono in case ben riparate,
comode e qualche volta eleganti. Però prendono delle abitudini
superiori alla loro condizione, al punto che si troverebbero molto
male se non potessero continuare quella vita; si disamorano della loro
casa disagiata, dei cibi semplici a cui erano abituate, e questo è un
guaio come quello di prendere gusti raffinati, vivendo con persone più
istruite ed eleganti; poichè si troverebbero poi male se dovessero
lasciare la via incominciata e si troverebbero ad essere delle
spostate, vere naufraghe della vita.
Dopo che le donne sono state ammesse nelle officine, la parte più
operosa e più disciplinata, preferisce il lavoro dell'officina a quello
della casa, perchè in apparenza si trovano più indipendenti e restan
padrone del loro tempo, terminata la giornata di lavoro. Le signore si
lagnano, che non trovano più le domestiche docili e affezionate d'altri
tempi; ed esse si ribellano al dover star sottomesse ai voleri della
famiglia che le ospita e trascurano il loro dovere, lagnandosi spesso
d'una severità di trattamenti che non è conforme alla verità.
In questi tempi in cui si pensa tanto a rialzare le classi più umili,
in cui tanto si concede all'operaio, si dovrebbe far qualche cosa per
elevare la classe dei domestici e far in modo che non si sentissero
avviliti nel trovarsi in casa altrui, trattarli come lavoratori della
casa e abolire per sempre la parola servi, che rammenta uno stato di
schiavitù non in armonia col loro ufficio, nè coi tempi moderni.
Parliamo dunque delle lavoratrici della casa, le quali se vogliono
essere trattate con affetto da quelli che le ospitano, devono adempiere
puntualmente al loro dovere e saper stare al loro posto dignitosamente.
Vi sono diverse categorie di lavoratrici domestiche, quelle che non
hanno abbastanza intelligenza da elevarsi al disopra delle compagne
e devono contentarsi dei lavori rudi e materiali, ed altre più
intelligenti che possono essere adibite a lavori meno faticosi e fanno
una vita comoda, poco dissimile da quella delle loro signore. Alcune
si affaticano più delle operaie, perchè non avendo un orario fisso
possono esser chiamate a qualunque ora, e non sono padrone di disporre
del loro tempo; altre invece che abitano in case signorili dove ci
sono parecchi domestici, godono di una certa libertà, fanno poca
fatica, ma devono essere dotate di un buon carattere, per poter andar
d'accordo nella convivenza dei compagni di lavoro, ciò che non succede
tanto spesso. Però visto che nessuno è schiavo, nè obbligato a vivere
in un ambiente ostile, una persona onesta e capace, troverà certo da
collocarsi in un ambiente più confacente al suo carattere. Se poi una
lavoratrice ha trovato una buona famiglia, deve vedere di conservarla
e riguardarla come fosse la propria, esser docile, non parlar male
di quelli che la impiegano e fare in tutto e per tutto il suo dovere.
Una giovane inesperta, vedrà di collocarsi presso una signora paziente
che possa insegnarle il governo di una casa molto diversa da quella
della sua famiglia, ed esser riconoscente di poter aumentare il numero
delle cognizioni; dove manca l'ingegno, supplire colla volontà e non
ribellarsi ai rimproveri, ma esser utile a chi l'aiuta ad aumentare il
suo valore e la sua capacità.
Se potrà specializzarsi in qualche lavoro, migliorerà la sua
condizione, ma dovrà sceglierlo secondo le sue attitudini; se non ha
molta destrezza di mano pei lavori d'ago e poca intelligenza per poter
riuscire nell'arte gastronomica, si contenti di custodire i bimbi, ma
lo faccia con amore, con attenzione, in modo da dimenticare sè stessa
pel loro benessere, e riguardi il suo ufficio come una missione. Una
domestica alla quale si possa con piena fiducia confidare i bimbi, è
un vero tesoro per una famiglia. Ma non si dedichi ai bimbi chi soffre
delle distrazioni; in questo caso, si dedichi ai lavori d'ago, a porre
in assetto con precisione le stanze, a cose materiali, per le quali
ci vuol ordine e attenzione; nella scelta delle occupazioni ognuno
deve procurare di seguire la propria indole e di non andar contro alla
propria natura. Se ama la vita sedentaria ed è esperta nei lavori
muliebri, si dedichi a perfezionarsi nell'ufficio di cameriera, se
invece preferisce il moto ed ha abbastanza intelligenza per combinare
vivande gustose, scelga la scienza gastronomica e non le mancherà
occupazione, mentre di mangiare c'è bisogno tutti i giorni e un buon
pranzetto è sempre molto apprezzato.
Sia che si dedichi a un ramo o all'altro del lavoro domestico, deve
metterci tutta la sua intelligenza, cercare di perfezionarsi sempre
più e adempiere la sua missione con amore. Il lavoro più umile diventa
interessante quando ci si mette tutto il proprio zelo per riuscir bene.
Molte lagnanze si sentono continuamente da parte di lavoratrici della
casa che mutano sempre case, senza trovarne una ove si possano fermare,
e nè incolpano i signori e la loro incontentabilità; viceversa, le
signore si lagnano di non trovar buone domestiche. E di questo disagio
si devono incolpare più di tutto le esigenze del nostro tempo, la
volontà di migliorare la posizione a qualunque costo, l'abitudine di
considerare il lavoro come un peso, o per lo meno di riguardarlo con
indifferenza, senza apportarvi quell'entusiasmo che riesce a elevare il
lavoro più umile e a creare intorno ad esso un'aureola di luce.
Tutti domandano perchè non esistono più le domestiche fidate d'altri
tempi, che riguardavano la casa dove venivano accolte come fosse la
loro propria, ci si affezionavano ed erano certe di passarvi la vita,
nè si lasciavano sedurre ad abbandonarla da promesse di maggiori
guadagni.
È che il loro desiderio non andava oltre la casa che le ospitava, si
contentavano d'aver assicurato il mantenimento per tutta la vita; la
consuetudine di convivere in quella casa avea recato reciprocamente fra
loro e le loro signore legami d'affetto da non potersi sciogliere tanto
facilmente e senza provare uno strappo più forte di quello col quale
avevano lasciato la loro famiglia.
Ma pur avendo tutta la confidenza dei principali, sapevano stare al
loro posto, avevano forte il sentimento del dovere, erano fedeli alla
consegna, come sentinelle nel campo di battaglia, custodivano la casa,
la roba, i bimbi, a loro affidati, con un sentimento di responsabilità
che difficilmente si trova al giorno d'oggi, e non si curavano delle
altre case come se non esistessero. Non solo partecipavano alle gioie
e ai dolori della famiglia, con cui vivevano, ma in molte occasioni,
donne semplici e modeste fecero atti d'eroismo e d'abnegazione a
beneficio dei loro signori.
Ora il mondo è mutato, si vive più esteriormente che internamente, e
va sparendo il culto della casa e della famiglia, mentre i sentimenti
egoistici regnano sovrani; le domestiche sono le vere zingare della
società, passano da una casa all'altra colla massima indifferenza,
sempre seguendo il miraggio di guadagnare di più lavorando meno;
imbevute di false idee di uguaglianza sociale, scimmiottano le loro
signore e spadroneggiano nelle case, invece di custodirle e tenerle
ordinate e pulite; e viceversa le signore sono indifferenti, e non
si affezionano a ragazze che sanno esser nella loro casa soltanto di
passaggio, e che da un giorno all'altro se ne possono andare senza
una ragione plausibile, senza pensare che a furia di mutare ambiente
è molto facile che nessuno abbia più fiducia nella loro opera; sicchè
talvolta finiscono nella miseria, imprecando all'ingiustizia del mondo,
senza pensare che invece sono state le artefici della loro decadenza.
Fortunatamente questa non è la sorte di tutte, e ve ne sono di semplici
e operose che si contentano, trovata una buona casa, di lavorare
coscienziosamente, sono soddisfatte di avere assicurato un asilo e il
pane senza soverchie noie, e continuano la loro vita senza pensare a
mutamenti che forse peggiorerebbero la loro sorte. Però anche in questa
condizione, vi sono degli scogli, uno spirito indipendente, si ribella
qualche volta a dover stare soggetto al volere altrui; ma chi può
dire al mondo di non essere soggetto a qualche cosa o a qualcheduno?
L'impiegato che deve essere all'ora precisa all'ufficio, il medico che
deve notte e giorno essere disposto ad accorrere al letto d'un malato,
l'uomo d'affari che, travolto nell'ingranaggio del suo commercio,
non ha un minuto di riposo, e così via, coll'aggiunta di mille
preoccupazioni, che in confronto quelle delle lavoratrici della casa,
sono inezie da non calcolare e spesso sono preoccupazioni esagerate,
create da un'immaginazione malata.
Per quanto lavoro possa esservi in una casa, è difficile che non ci
sia pure qualche ora di libertà, e credo che una signora che abbia
il senso della giustizia l'accorderà certamente; e di quelle ore le
domestiche possono disporre liberamente, molto meglio che se fossero in
famiglia e dovessero renderne conto ai genitori. Altri inconvenienti
ci sono nel dover vivere in mezzo al lusso e alla ricchezza, che le
operaie e contadine non vedono che molto di lontano, e non ci pensano
perchè devono curarsi di cose molto più importanti come quelle di
procurarsi il vitto e l'alloggio; mentre le nostre cameriere, a furia
di aver in mano stoffe ricche, merletti preziosi e splendidi gioielli,
trovano ingiusto di non poter possedere quelle cose tanto attraenti,
diventano malcontente di tutto, invidiose, e invece di nutrire, per
quelle che le impiegano, sentimenti d'affetto, ed esser riconoscenti di
poter vivere in ambienti nuovi ed eleganti, essere ben nutrite, e non
aver come molte compagne, il bisogno di rompersi il cervello per fare
economie impossibili per mettere assieme il pranzo colla cena, nutrono
sentimenti d'odio per le loro signore, che vanno a divertirsi, mentre
esse sono obbligate a lavorare, e sfoggiano ricche vesti, mentre esse
si devono contentare di una vita più modesta.
E appunto perchè i tempi sono mutati e la società è più evoluta, e vi
sono molti più mezzi d'un tempo per guadagnarsi da vivere col lavoro
delle proprie mani, vorrei che la scelta d'una professione, d'un
mestiere, non fosse fatta a caso, ma dopo matura riflessione. Se una
donna è pel suo fisico portata a far una vita di moto, se si appassiona
per le cose della natura, si occupi dei lavori dei campi, e se ha
l'intelligenza sveglia, potrà elevarsi occupandosi di allevamento degli
animali domestici e di altre industrie agricole, chi ha bisogno di
disciplina e ama il lavoro in comune e meccanico, ed è abbastanza forte
per sopportare l'aria un po' chiusa delle officine, faccia l'operaia.
Se invece una ha bisogno di buon nutrimento e di una vita comoda e
sente di essere un po' altruista, diventi lavoratrice della casa, ma lo
faccia con amore dedicandosi interamente alla famiglia che la impiega,
alla casa che le è affidata, si renda utile, adempia con coscienza
la sua missione, non scordi di essere in casa altrui, e dimentichi sè
stessa per appagare i desiderî delle persone che la circondano; invece
di spadroneggiare, cerchi di appoggiarsi a quelli che possono darle in
caso di bisogno consiglio ed aiuto.
La convivenza crea delle abitudini che difficilmente si spezzano, e dei
legami d'affetto, che possono unire indissolubilmente anche persone di
diverse condizioni sociali, ma bisogna saper comprendere e perdonare.
Se coi tempi nuovi si procurerà di modificare i nostri rapporti colle
lavoratrici delle nostre case, ed esse colla maggiore istruzione,
vedranno più chiaramente quello che devono fare pel loro benessere,
e avranno un'idea più giusta del modo di comportarsi, invece di aver
in casa delle lavoratrici che ci disprezzano, ci criticano e ci sono
ostili, tutto sarà cambiato, e se non riusciremo a formare una schiera
di lavoratrici come nel buon vecchio tempo, almeno non avremo in casa
delle nemiche, ma donne che conscie dei vantaggi della loro posizione e
del benessere che le circonda, penseranno che per la loro tranquillità
avvenire, è meglio star contente, affezionarsi alla famiglia dove si
trovano e non chiedere al mondo cose impossibili. Infine se riescono ad
esser calcolate come di famiglia nella casa dove sono occupate, possono
viver tranquille senza preoccuparsi se i viveri e le pigioni rincarano,
se il governo mette nuove tasse, come avviene ad altre compagne che
hanno scelto una carriera diversa credendola meno faticosa e più
indipendente.