II.

La _Blaue Stern_ era situata al punto opposto della città.

Hermann attraversò una viuzza, svoltò una cantonata, sboccò in una

piazzetta, infilò due altre straducole contorte ed oscure, uscì nella

via principale, e poi tirò diritto, correndo affannosamente, senza

curarsi che la gente si fermasse a guardarlo. Giunto al portone

dell'albergo non avea più fiato.

— William Usinger? — domandò al portinaio mezzo appisolato nel suo

stambugino.

Il portinaio si scosse, si strofinò gli occhi e, guardandolo in viso,

chiamò:

— Resi!

Comparve una donna sui trent'anni una vera paesana, grassa, bionda,

untuosa. Il portinaio accennò ad Hermann che parlasse con lei.

— William Usinger è in casa? — replicò Hermann che sembrava sui carboni

accesi.

— Glielo dirò sùbito.

E sparì dietro l'uscio da cui era sbucata.

Quei minuti di aspettazione parvero un secolo ad Hermann. Finalmente la

Resi venne a dire che l'Usinger era andato fuori di buona ora e non era

più tornato.

— Le sue valigie sono ancora qui! — domandò Hermann agitatissimo.

— Non ha valigie.

— Dovrà pagare il suo conto.....

— L'ha saldato.

— Dove trovarlo? Come raggiungerlo a tempo?

Hermann pestava coi piedi, si strizzava le mani, bestemmiava, guardando

indeciso di qua e di là; quando eccoti l'Usinger.

— Ah! — urlò Hermann, correndogli addosso come se quello avesse tentanto

di scappare.

— Hai aperto la busta! — disse William con piglio severo.

— Sì!

Hermann per precauzione lo teneva sempre pel vestito.

Montarono le scale, silenziosi. Entrati in camera, William buttò in un

canto il suo berretto da viaggio e si lasciò cadere sopra una poltrona.

Hermann rimase in piedi innanzi a lui.

— Hai perduto il cervello?

Lo rimproverava affettuosamente.

— Può darsi. Ma così che credi di fare?

— Il mio dovere d'amico.

— Un dovere inutile.

— William!

— Vorresti persuadermi di amare la vita dopo tutto quello che tu sai?

C'è forse il mezzo di strapparsi il cuore dal petto e non morire? Hai tu

il modo di rendermi freddo e insensibile come il marmo?

— Sì! sì! — esclamò Hermann.

A quelle ultime parole dell'Usinger gli era balenata nella mente una

luce improvvisa perciò lo abbracciava con effusione. William stava a

guardarlo stupito.

Il cervello del suo amico non aveva dato la volta?

Ma Hermann sorrideva, si fregava le mani dalla gioia:

— Ti basta l'animo di sostenere una dolorosa operazione chirurgica?

William fece una mossa di offesa.

— Mi prendi per un bimbo?

— Ti senti l'animo di sostenere una dolorosa operazione chirurgica? Te

lo domando seriamente.

— Perchè!

— Per diventare freddo e insensibile come il marmo. Ti basta l'animo?

Rispondi.

— Oh, sì! — disse William. — Ma questo è impossibile.

— Meno di quel che supponi. Tu conosci certamente, almeno di fama, il

dottore Franz Cymbalus, uno dei più grandi, anzi forse il più grande dei

fisiologi viventi. Le sue scoperte sul sistema nervoso sono le conquiste

più straordinarie della scienza moderna. È stato mio maestro e mi vuol

bene. Andremo a trovarlo. Il dottor Cymbalus ti salverà.

— È dunque un Dio cotest'uomo?

— Uno scienziato; val quasi lo stesso.

— Non credere che io m'illuda — disse l'Usinger. — Se acconsento a venir

da lui, è solamente per contentarti. Abita lontano?

— In una sua villetta, a poche miglia dalla città.

— Su, andiamo!

E l'Usinger rispose con un'incredula scrollata di spalle al gran respiro

di soddisfazione cacciato fuori da Hermann.

Il nemico è in noi · 第 20 / 28 题