I due amici si abbracciarono affettuosamente.

— Sei arrivato oggi stesso?

— Si; e ripartirò domani. Ho bisogno di te.

— Son qua. Ma siedi; fumiamo una pipa.

— Grazie.

L'Usinger posò sul tavolino un grosso piego sigillato.

— Vo in America — egli disse; — lontanetto, è vero?

— Ci metterai un po' di più ad arrivare. Infine si va in capo al mondo e

si ritorna.

— Si può anche non tornare...

— Certamente, quando si trova da star bene... Ah! È il tuo viaggio di

nozze! — esclamò Hermann picchiandosi con la mano su la fronte e

spalancando gli occhi cerulei sotto le sue lenti da miope.

Il silenzio di William lo sorprese.

— Hai già sposato?

— No. Ma parliamo di cose serie. Sono qui per un affare di grave

interesse.

— Non sei sposo?

— No — replicò William seccamente.

— O dunque?

— Parto per l'America.

— Ma che cosa è accaduto'?

— Una cosa semplicissima: Ida sposa un altro.

— Tu l'abbandoni? Tu che mi scrivevi di amarla tanto?

— È lei che preferisce di sposare un francese.

— Francese per giunta! — esclamò Hermann dando un fortissimo pugno sul

tavolino.

— Oh, per me val lo stesso, quando l'amato non son più io!

— Povero William! Tu vuoi dimenticare, tu vuoi.....

— T'inganni. Due donne non mi usciranno mai dal cuore: mia madre e lei!

— A proposito, e tua madre?

— Non ha voluto ricevermi.

— Nemmeno per farsi vedere, per farsi adorare in silenzio?

William scosse il capo tristamente.

— Tua madre dev'essere un'altra!

— È lei! Ne ho in mano le irrefragabili prove.

— Povero William!

— Mi sento vecchio, decrepito a venticinque anni. Senza famiglia,

senz'affetti, senza speranze, senz'illusioni, che più ci faccio fra voi?

— Hai ragione. Va' in America: abbandona questa vecchia Europa che casca

a pezzi da ogni parte. Va' in America. Buon viaggio! Là potrai presto

rifarti il cuore. Buon viaggio!.... Ma è triste doversi dire addio forse

per sempre!

— Ed ecco il motivo della mia visita — disse William molto commosso. —

Questo plico sigillato contiene alcune carte importanti e le mie ultime

volontà.

— Le tue ultime volontà?

— Riguardo a quel che lascio in Europa — soggiunse l'Usinger sorridendo.

— Per l'esecuzione del mio testamento non bisogna aspettare la mia

morte. Appena imbarcato, intendo non esser più vivo per nessuno di qui,

cioè fra tre o quattro giorni. Non ammattirai; te lo avverto perchè tu

non stia in pensiero. Ho venduto tutto. Questo plico contiene, in

biglietti, in obbligazioni, in cambiali, quas'intiera la somma che ne ho

ricavata.

— E pel tuo viaggio? Pel tuo avvenire?

— Non dubitare, ci ho pensato. Accetti?

— Ma di cuore!

Hermann avea le lacrime agli occhi. William, pallidissimo, faceva grandi

sforzi per contenersi.

— Hermann — disse l'Usinger dopo alcuni momenti di silenzio; —

promettimi di non aprire questo plico prima di quando ti ho detto!

— Anche più tardi, mio caro, se così ti fa piacere. Io già l'ho con me

che non tento di distoglierti dalla tua trista risoluzione. Trattienti

almeno un paio di giorni!

— Non posso, ho molte faccende da sbrigare. Volevo anzi, per far più

presto, spedirti il plico con la posta; ma poi mutai pensiero. Ho voluto

abbracciarti prima di lasciare l'Europa.

— Grazie, caro William! Mi hai fatto proprio piacere. Dove sei tu

alloggiato?

— Alla _Blaue Stern_.

— Verrò a trovarti. Staremo insieme fino a stasera.

Quando Hermann Strauss rimase solo, accese la sua grande pipa, si calcò

sulla fronte il berretto di pelle di volpe, incrociò le braccia e stette

assorto, lungamente, cogli occhi fissi sul busto di Hegel collocato lì

in faccia.

A un tratto si riscosse, si precipitò sul plico, ne ruppe i sigilli,

prese il solo foglio scritto ch'esso conteneva, e, prima di averne letto

mezza pagina, cacciò un urlo.

— Che io arrivi a tempo! Che io arrivi a tempo! — balbettava scappando

fuori di casa.

Il nemico è in noi · 第 19 / 28 题