Un'ora dopo la scena del terrazzo, Balthasar e Simonide, quest'ultimo
accompagnato da Ester, si ritrovarono nella sala grande del palazzo, e,
mentre discorrevano fra loro, comparvero Ben Hur ed Iras. Il giovane
Ebreo, precedendo la sua compagna, si avvicinò dapprima a Balthasar,
scambiando i saluti d'uso, indi si volse verso Simonide, ed alla vista
d'Ester trasalì.
Avviene qualche volta che il nostro cuore si mostra capace d'accogliere
due passioni dominanti ad una volta. L'ardore dell'una non esclude
la coesistenza dell'altra, a condizione però che questa rimanga in
uno stato poco più che latente. Le speranze ed i sogni nutriti da
Ben Hur, l'influenza esercitata su di lui dalle condizioni del paese,
insieme al fascino dalla bella Egiziana, avevano fatto del giovane,
nel più largo significato mondano della parola, un uomo ambizioso; e
di mano in mano che questa sua passione si accresceva, le risoluzioni
e gl'impulsi d'altri tempi andavano impercettibilmente, ma sicuramente
affievolendosi, fin quasi a perdersi nell'oblìo. Non giudichiamolo
troppo severamente, caro lettore. Il dimenticare è un facile peccato in
gioventù, e poi nel caso particolare di Ben Hur, era ben naturale che
le sue sventure ed il mistero in cui era avvolto il destino della sua
famiglia, sempre meno lo preoccupassero quanto più vicina facevasi la
meta delle sue nuove aspirazioni.
Come dicemmo, egli rimase sorpreso al vedere il cambiamento che il
tempo aveva operato nell'aspetto della bellissima Ester, e nell'istante
in cui si arrestò a contemplarla una voce interna corse a rammentargli
i voti dimenticati ed i negletti doveri.
Per un momento ne fu turbato, poscia, ritornando padrone di sè,
esclamò: — «Pace a te, dolce Ester, e a te, Simonide, che all'orfana
facesti da padre. Che la benedizione del Signore ti protegga!» —
Ester lo ascoltò cogli occhi fissi a terra. Simonide rispose:
— «Faccio eco al saluto che ti diede il buon Balthasar! — Figlio di
Hur, che tu sia il benvenuto nella casa di tuo padre! Siedi e narraci
dei tuoi viaggi, di ciò che tu hai fatto e del meraviglioso Nazareno.
Siedi fra noi due, onde non ci sfugga una parola.» —
Ester con premurosa sollecitudine gli avvicinò una sedia.
— «Grazie,» — le disse Ben Hur, con riconoscenza.
Sedutosi e scambiate alcune parole di poco momento, prese a dire:
— «Ho a parlarvi del Nazareno.» —