S'era fatto scuro allorchè, separandosi dal mandriano, davanti alla
porta, Ben Hur voltò in un vicolo che conduceva verso sud. Le poche
persone ch'egli incontrò, lo salutarono. I ciottoli del lastricato
eran pungenti; le case, da entrambi i lati, eran basse, oscure,
melanconiche; le porte eran chiuse; dai tetti egli udiva, di tanto in
tanto, voci di donne che cantavano ai loro bambini. L'isolamento in
cui si trovava, la notte, l'incertezza che circondava lo scopo della
sua venuta, tutto ciò contribuiva a renderlo triste. Camminando sopra
pensiero pervenne ad un profondo serbatoio d'acqua, conosciuto ora
sotto il nome di stagno di Betesda, nel quale il cielo si specchiava
tranquillamente. Guardando in su egli scorse la muraglia a settentrione
della Torre d'Antonia, un masso minaccioso che spiccava nel cielo
torbido e grigio. Egli si fermò come al comando imperioso di una
sentinella. La Torre era così alta e poderosa, sorgeva sopra basi
così sicure, da sembrare una nube gigantesca nell'oscurità, ed egli fu
costretto a riconoscere che, se sua madre fosse stata colà rinchiusa,
egli sarebbe stato impotente a salvarla.
Che cosa avrebbe potuto fare per liberarla da quella tomba? Nulla. Un
esercito avrebbe percossa invano quella facciata di pietra con baliste
ed arieti. La gran torre di sud est lo sembrava guardare con aria di
rude disprezzo ed egli pensò che le forze umane son ben deboli e che
Dio è l'ultima speranza dei miseri. Ma Iddio è spesso, per motivi
imperscrutabili, lento ad agire!
Oppresso dal dubbio e dal presentimento, prese la via di fronte alla
torre e la seguì lentamente, mantenendosi all'ovest.
In Bezetha egli sapeva esservi un Khan ove avrebbe potuto trovar
alloggio durante il suo soggiorno in città, ma adesso non poteva
resistere al desiderio di rivedere la sua casa. Il suo cuore lo
conduceva da quella parte.
Il vecchio saluto solenne ch'egli riceveva da quelle poche persone
che incontrava non gli era mai sembrato così piacevole. Di lì a
poco tutta la parte ad oriente del cielo cominciò a inargentarsi e a
brillare. Cose prima invisibili, specie le alte torri sul Monte Sion
s'illuminarono d'un chiarore spettrale sembrando castelli librantisi in
aria.
Egli giunse alfine alla casa di suo padre. Fra quelli che leggono
queste pagine vi sarà chi indovinerà i sentimenti dai quali era invaso
il giovane. Alcuni avranno avuto case nelle quali vissero felici
nella loro gioventù, paradisi donde partiron con gioia infantile colle
lagrime agli occhi, e cui tornerebbero: luoghi di risa e di canti, di
amicizie più care di tutti i trionfi della vita.
Alla porta settentrionale della vecchia casa Ben Hur si fermò.
La ceralacca adoperata per sigillare l'uscio si vedeva ancora, e
attraverso le imposte v'era un asse con scritto: