Se il lettore vorrà ricorrere col pensiero alla cena dei tre saggi al
loro primo incontro nel deserto, potrà farsi un'idea del pasto che si
preparava sotto alla tenda di Ilderim. La differenza consisteva più
nella perfezione del servizio che nella qualità dei cibi. Tre coperte
vennero distese sopra il tappeto in prossimità del divano; vicino a
questo fu collocato un tavolo alto non più di un piede, coperto da una
tovaglia. In un angolo della tenda v'era un forno portatile, sotto
la cura di una ancella che attendeva a rifornire gli ospiti di pane
fresco, o piuttosto di una specie di focaccia calda che teneva luogo di
quello.
Frattanto Balthasar fu condotto al divano dove Ben Hur ed Ilderim lo
ricevettero in piedi. Un ampio mantello nero avvolgeva il magro suo
corpo; il passo era debole, ogni movimento cauto e lento. Un bastone lo
sorreggeva da un lato, un servitore dall'altro.
— «Pace sia con te» — disse Ilderim rispettosamente. — «Pace e salute.»
— L'Egiziano alzò la testa: — «Ed a te, buon sceicco ed ai tuoi, la
pace e la benedizione dell'unico Dio.» —
Il modo era cortese e devoto, e fece una profonda impressione su Ben
Hur. Inoltre la benedizione era stata in parte rivolta a lui, e mentre
parlava il vecchio, lo fissava coi grandi occhi luminosi, destandogli
in petto un'emozione nuova e misteriosa. Più volte nel corso della
cena Ben Hur guardò furtivamente quel volto scarno e rugoso, e sempre
vi scorse un'espressione blanda, placida, fiduciosa come quella di un
bambino.
— «Questo giovine, o Balthasar» — disse Ilderim, ponendo la mano sul
braccio di Ben Hur, spezzerà oggi il suo pane con noi.» —
L'Egiziano guardò nuovamente il giovine ed un'espressione di dubbio
e di sorpresa apparve sopra il suo volto. Lo sceicco spiegò: — «Io ho
promesso di dargli in prova i miei cavalli domani; e se tutto va bene
egli li guiderà nelle corse del Circo.» —
Balthasar continuava ad osservarlo.
— «Egli mi è stato ben raccomandato,» — continuò Ilderim, imbarazzato
da quell'esame. — «Sappi ch'egli è figlio di Arrio, illustre ammiraglio
romano, quantunque,» — lo sceicco esitò, poi rise — «egli si dichiari
Israelita della tribù di Giuda; e, per lo splendore di Dio, io gli
credo.» —
Balthasar non potè trattenere più oltre la spiegazione.
— «Oggi, o generoso sceicco, la mia vita corse pericolo, e sarebbe
stata perduta, se un giovine, in tutto rassomigliante a questo,
non fosse intervenuto, e mentre gli altri fuggivano, non mi avesse
salvato.» — Poi indirizzandosi direttamente a Ben Hur — «Non fosti
tu?» —
— «Io non posso affermarlo in questi termini» — rispose modestamente
Ben Hur. — «Io ho fermato semplicemente i cavalli dell'insolente Romano
quando correvano addosso al tuo cammello presso la Fontana di Castalia.
Tua figlia mi lasciò una coppa d'argento.» —
Dal seno della sua tunica estrasse la coppa e la porse a Balthasar. Il
volto dell'Egiziano si illuminò.
— «Iddio ti ha mandato in mio aiuto oggi presso la fontana» — egli
disse con voce tremante, tendendo la mano a Ben Hur, — «ed ora ti manda
nuovamente a me. Io lo ringrazio, e ringrazialo tu pure, perchè il
favore di cui Egli mi colma mi permette di darti una larga ricompensa.
— La coppa è tua, tienila.» —
Ben Hur riprese il dono, e Balthasar, leggendo un'interrogazione sul
viso dello sceicco, raccontò quanto era accaduto alla fontana.
— «Perchè non me ne hai fatto parola?» — disse Ilderim a Ben Hur. —
«Non avresti potuto trovare una migliore raccomandazione. Non sono io
Arabo e sceicco della mia tribù? E non mi è un'ospite sacro, e la sua
protezione non è mio dovere? Ciò che tu hai fatto per lui, hai fatto
per me, e da me deve venire la ricompensa.» —
La sua voce s'era fatta acuta e stridula per l'emozione.
— «Perdonami, buon sceicco, ti prego. Io non cerco ricompensa di sorta.
Il servizio ch'io resi a quest'uomo eccellente, avrei reso al tuo più
umile schiavo.» —
— «Ma egli è mio amico e mio ospite, non mio servo; non disprezzar la
fortuna.» — Poi volgendosi a Balthasar: — «Ah, per lo splendore di Dio,
ti ripeto: egli non è Romano.» —
Poi si allontanò per sorvegliare i domestici che avevano quasi
terminati i preparativi della cena.
L'Egiziano fece un passo verso Ben Hur e gli parlò con la sua blanda
voce infantile:
— «Come disse lo sceicco che io debbo chiamarti? Hai un nome Romano se
non erro.» —
— «Arrio, figlio di Arrio.» —
— «Ma tu non sei Romano.» —
— «Tutta la mia famiglia fu Ebrea.» —
— «Fu, dici? Non sono essi in vita?» —
La domanda era indagatrice nella sua semplicità; ma Ilderim risparmiò a
Ben Hur la risposta.
— «Venite» — disse — «la cena è pronta.» —
Ben Hur offrì il braccio a Balthasar, e lo condusse vicino al tavolo,
intorno al quale i tre si sedettero, incrociando le gambe alla foggia
orientale. I servitori portarono ciotole piene d'acqua, e quando tutti
si furono lavate le mani, a un cenno dello sceicco si fece profondo
silenzio, e la voce dell'Egiziano sorse tremula e solenne:
— «Padre di tutti, Dio! Ciò che possediamo è tuo; accetta i nostri
ringraziamenti, e concedici la tua benedizione, affinchè possiamo
continuare a fare la tua volontà.» —
Era la preghiera che il buon uomo aveva innalzata al cielo con Gaspare
il Greco, e Melchiorre, l'Indiano, sotto la tenda del deserto. Le
medesime parole dette contemporaneamente in tre lingue diverse avevano
attestato il miracolo della presenza Divina.
La cena a cui ora rivolsero la loro attenzione era ricca di tutti i
prelibati cibi d'Oriente: focaccie fresche uscite dal forno, legumi,
carni semplici e pasticci, latte, miele e burro: tutto questo senza
l'apparato moderno di piatti, forchette, coltelli e cucchiai. Durante
il pasto si parlò poco. Ma quando furono nuovamente portate le ciotole
per lavarsi le mani e incominciò la seconda parte del pasto, il
_dessert_, gli animi si disposero ad ascoltare e parlare.
In una tale compagnia — un Arabo, un Ebreo, un Egiziano, tutte e tre
credenti in un unico Dio — non vi poteva essere in quell'epoca che
un solo tema di conversazione; e dei tre, chi doveva essere l'oratore
se non colui al quale la Divinità si era rivelata? di che cosa doveva
parlare se non di quanto egli era stato chiamato a testimoniare?