II.

Processi delle streghe.

Parrà strano che tante streghe e fattucchieri fossero puniti e arsi

per la stessa loro confessione, e da ciò alcuni vollero indurre prove

all'esistenza della magìa. Converrebbe esaminare que' processi e

persuadersi altrimenti: eran tutti presso a poco ad un modo: dopo avere

interrogati que' sgraziati intorno a cose generali, li stringevano

sull'argomento.

— Siete voi una strega?

— Oh che dice mai! Il cielo me ne guardi!

— Ecco una profanazione, bestemmia! Confessa, chè già è nota ogni cosa.

Non parli? Ebbene ti persuaderà un po' di corda. Ehi! —

Ed ecco il manigoldo conduce la donna a una corda che pende da una

carrucola dalla vôlta, le lega le mani alle spalle, le rafferma

a questa corda, tira l'altro capo: si rivoltano alla sgraziata le

braccia, scrosciano l'ossa al peso della persona.

— Ah, Signor Iddio! misericordia!

— Taci, non nominare il nome del Signore invano; confessa: sei una

strega?

— Sì, sì: mi liberi da questo tormento, e dirò tutto. —

E l'esaminatore dà un cenno, la corda allenta e la sgraziata mezza

rotta, è slegata.

— Dunque sei strega?

— Sì signore.

— Hai fatto patto col diavolo?

— Sì signore.

— Sei stata al Sabbath?

— Io non so che si dica. Ho fatto tutte le settimane il venerdì e il

sabbato.

— E che! Osi anche motteggiare, sfacciata? è lo spirito d'averno che

risponde per te: un po' di corda.

— No, per carità! sono stata al Sabbath.

— Che cosa vi hai veduto?

— Per verità non lo so, direi una bugia.

— Ehi! mettetela sul letto. —

E i manigoldi la distendono su una specie di cataletto ove resta legata

mani e piedi.

— Ma che cosa mi fanno? Per carità! Io non intendo nemmeno che cosa

vuole sapere.

— Ti sei divertita al Sabbath, al congresso delle streghe?

— No signore; non so niente.

— Ebbene, datele un po' piacere. —

E i manigoldi si mettono a farle solletico con spazzole di ferro sotto

la pianta de' piedi.

— Ahi misericordia!

— Confessa che cosa hai fatto.

— Ho ballato.

— Nient'altro?

— No signore. —

Ed ei fa un cenno col capo, e quegli altri incominciano a pungerla con

degli spilli.

— Misericordia! Ho mangiato.

— Che cosa facevano gli altri?

— Non lo so.

— Fatele venire la memoria — e i manigoldi le stringono colle tanaglie

le orecchie, le strappano i capelli.

— Ahi! ahi! per carità... Sì signore, ho veduto il Maledetto colle

corna, coi piedi d'oca, vestito di rosso, colla barba.

— Lo hai baciato?

— Oh! che dice mai? Io baciare il diavolo? Caro signore! Io lasciarmi

baciare?

— Ebbene senti i suoi amplessi — e un cenno, e i manigoldi le cingono

al fianco un cilicio, la pungono miseramente, ed ella:

— Sì, sì... mi ha abbracciata?

— E d'altro che avvenne?

— Non lo so. —

Poi la tastano con ferri roventi, ed ella:

— Ah per carità! Non mi diano più tormenti; sì, confesso tutto:

il Nemico mi ha fatto tutto quello che dicono; mi levino da questo

martirio. —

Si alza; si redigono di nuovo, in forma di confessione con

applicazioni, quegli asserti; la donna sta un po' dubbiosa prima di

confermarli; ma gira la vista, vede la corda, il letto, i manigoldi,

si sente un brivido per l'ossa, e conferma: il processo è fatto colla

confessione della rea e la sgraziata è condannata al fuoco.

Le streghe dono del folletto alle signore · 第 77 / 104 题