Come si conoscessero le streghe.
Guai al tempo degli incettatori di rei di magìa! La dottrina, lo
studio dell'astronomia, delle scienze naturali era un dono funesto: i
filosofi erano maghi: Bruno, Campanella, Francesco Stabili scontarono
come fattucchieri il funesto dono della sapienza, sul rogo o nelle
carceri. La vecchiezza, venerabile per l'età, era fatale, perchè
andava associata al sospetto di stregonerìa. Si spiava la condotta
delle vecchie, e ogni loro azione era indizio dell'arte che credeasi
professassero. Se usavano la chiesa, era per vedere l'ostia nera e
profanarla; se non vi andavano, era perchè avevano abbiurato alla
religione; se si rendevano a pregare ne' cimiteri, profanavano gli
estinti per fare maleficj.
Vi erano anche le prove per conoscere una strega. Quando si prendeva
una persona sospetta di magìa le legavano mani e piedi, e la gettavano
nell'acqua, e se veniva alla superficie era mandata al rogo come rea.
Poi si svestiva per cercar se avesse sul corpo i suggelli di maestro
Leonardo, si indagava se usasse piangere, giacché alle streghe era
negato il beneficio delle lagrime: finalmente era chiamata ad esame e
si persuadeva a confessare.