L'esorcismo.
Poichè aveasi certezza che il penitente fosse indemoniato, si tracciava
un circolo con un carbone, e vi si faceva entrare il paziente; se gli
faceano sopra infinite croci, se gli posava sul capo il pentacolo
o la verbena od altre reliquie, e recitavansi devote orazioni;
finalmente con tre diversi scongiuri, l'uno più tremendo dell'altro, si
discacciava lo spirito maledetto. Non occorre ricordare che in questi
scongiuri, come li abbiamo osservati nel Sannig, invocavasi quanto vi
ha di più sacrosanto nella religione: però alcuni quasi dubitassero
che lo spirito più di quelle invocazioni dovesse temere la forza di
alcune parole, vi accoppiarono molti nomi ebraici che col loro suono
mettessero la fuga nello spirito nemico; uno scongiuro di san Zaccaria,
comincia: — Maledetti e scomunicati demonj, in virtù di queste parole
_Emmanuel, Sabaoth, Adonay, Athanatos, Ischyros, Eleison, Imas, Irios,
Tetragrammaton_. —
Mentre seguivano queste preci e cerimonie, gli indemoniati sovente
si rotolavano per terra, parlavano lingue orribili e diverse, faceano
contorcimenti e mandavano lunghi ululati, finchè non fosse fuggito lo
spirito che li tenea. Finalmente rigenerati alla grazia, spossati per
tante fatiche, tributavano inni di ringraziamento e promesse divote.