Carattere degl'indemoniati.
Allorchè presentavasi qualche sgraziato che cercava essere liberato
dal demone che il possedeva, doveasi innanzi tratto esaminare se non
lo affliggesse qualche malore, o veramente lo turbasse uno spirito
nemico; distinguevansi i segni che indicavano un fatturato in certi
ed in probabili. Dei primi era il parlar bene ed a lungo una lingua
sconosciuta, e profetare cose lontane ed occulte: dei secondi tremare
al suono delle sacre parole, usare motti e contorsioni, abborrire dalle
cose sante; insolita grossezza del corpo e del volto, e forze maggiori
che non si convengono all'età ed alla persona. Si aggiungevano pure
l'insensibilità, la sordidezza, l'immobilità, i borborigmi di ventre,
occhi immobili, salassi senza sangue, vomitare molte spille; insomma
una specie di cholèra. Però era di necessità interrogare lo spirito che
invadeva lo sgraziato, del suo nome, di sua condizione, se fosse solo
od accompagnato, in qual tempo avesse penetrato quel corpo e qual causa
ve lo avesse condotto. Siccome poi in queste risposte il demone sovente
ripeteva le più strane cose del mondo, e sovente anche l'esorcizzante
gli faceva strane interrogazioni, Sisto V proibì di domandarlo di cose
che non appartenessero all'esorcismo, ed ove fossero donne di non dare
interrogazioni che potessero molestare al pudore.