Degli esorcismi.
In tempo che credevasi allo stregamento, molti, confondendo il vero col
fantastico, erano facili a porsi in capo che qualche spirito diabolico
prendesse abitazione ne' loro corpi; però il ministro ecclesiastico
che sempre soccorre nelle necessità ai credenti, non poteva restare
indifferente a tante loro perturbazioni, e trovò maniera a liberararli
dai mali e a ridonarli alla pace coll'esorcismo. Convenne però che
anche i più prudenti nei rimedj si accostassero all'indole dei mali, e
in tempi rozzi usassero formole se non materiali, che almeno parlassero
ai sensi; se non che alcuni sì le moltiplicarono che indussero gravi
errori, i quali vennero poi condannati da varj concilj.
Teneansi diverse maniere di esorcizzare. Primamente, e quelli che
erano posseduti dal demonio, e quelli che dovevano scacciarnelo, aveano
certe regole oltre le quali non conveniva trascorrere e per non cadere
in peccato, e perchè non andasse a vuoto l'esorcismo. Di queste molte
sono prescritte nell'_Enchiridion_ di papa Leone; altre si trovano in
una Collezione che Bernardo Sannig ordinò di scongiuri, benedizioni ed
esorcismi.