Amuleti.
Tutti gli animi timorosi dell'influenza della magìa, procuravano di
vestire un usbergo che ne rintuzzasse le ferite; erano amuleti diversi.
Di consueto si facevano di pergamena ma presceglievasi la vergine: ecco
come si formasse: prendevasi un agnello che non avesse generato, si
chiudeva in luogo segreto, e formato un coltello col legno d'un anno e
scongiuratolo, lo si adoperava per iscorticare l'agnello: poi trattane
la pelle, l'aspergevano di sale, la ponevano per quindici giorni al
sole; quindi presa una pentola dipinta a caratteri misteriosi, vi si
immergeva la pelle con calce viva; dopo alcuni giorni la si ritraeva,
se le toglievano i velli, si faceva essiccare e si adoperava per farne
amuleti.
Con un brano di pergamena vergine si componeva il pentacolo:
attendevasi a quella cura al mercoledì del primo quarto di luna, a tre
ore di mattino in una camera aperta, imbiancata di nuovo. Ivi si hanno
penne, oro, colori tutti consacrati, e con questi si fanno tre circoli
l'uno chiuso nell'altro con quest'ordine: oro, cinabro e verde, e in
mezzo un triangolo. Si scrivono fra i circoli dei nomi sacrosanti, e
le parole _formatio_, _reformatio_, _trasformatio_, e in mezzo la più
potente, _agla_; si fanno profumi, si pronunciano orazioni e scongiuri,
ed il pentacolo è formato. Talora invece della pergamena usavasi una
lamina d'argento o di rame, e vi si incidevano parole e circoli colle
stesse cerimonie.
Eguali sono i _talismani_. Si scrivevano su una pergamena tagliata a
tondo dei segni celesti e si adoperavano egualmente dai maghi per le
loro malìe, dai timidi per schermirsene.
Un altro talismano si solea formare colla verbena; quegli che attendeva
a prepararla stava fisso all'oriente, fermava la sinistra mano
sull'erba, pronunciava mistiche parole e se le girava attorno senza mai
volgersi addietro; infine la cuoceva con legna benedetta.
Finalmente un amuleto che tutti solevano portare sulla persona era la
parola _Abracadabra_, scritta e ripetuta a triangolo sur una pergamena
in maniera, che da ogni parte che si leggesse dasse la combinazione
dell'intera parola o d'una parte. Eccovi il simbolo che ho posto a
prefazione di questo libro, perchè mi riparasse le maledizioni di
quelli che ne sono annojati.
Questa possente parola valse anche contro la seduzione; un galante
narrava tutto commosso ad una signora a cui non piaceva, che aveva
il cuore lacerato, che spasimava, che era lì per morire, ed essa
freddamente gli rispose _Abracadabra_. Il povero diavolo vide che
gettava il suo fiato, e gli morirono le parole sulle labbra; prese il
cappello e muto partì.