IV.

Nuovi prodigj.

Nessuna azione maravigliosa era difficile ai maghi, ognuno lo

sente. Non dirò di Merlino e di Atlante, de' quali parlano i poeti

romanzeschi; ricorderò alcuni del secolo XIII, e più recenti.

Guido Bonato, troppo famoso per le opere sue e per le arti con cui

seppe volgere a proprio talento l'animo d'Ezzelino da Romano, scuotendo

la magica bacchetta, operava quanto gli talentava; ergeva edifizj,

distruggeva monumenti, infondea vita nelle cose inanimate e reggea la

fortuna de' lontani avvenimenti. Sovente Bonato aveva soccorso alla

pericolante fortuna di Ezzelino, ed allorché il conte di Montefeltro

usciva da Forlì a campo cogli altri popoli di Romagna, il mago salito

sulla torre di san Mercuriale, col tocco della campana dirigeva il

principe nella battaglia, quantunque fosse delle miglia ben molte

lontano, e quindi riescì più volte troppo fatale ai Bolognesi.

[Illustrazione: Il mago di Scozia fa tremare Parigi]

Ma la magìa venuta a parte della diplomazia, operò in que' secoli

un grande prodigio per mezzo di Michele di Scozia. Fu data a costui

commissione dalla sua patria di andare in ambasciata in Francia, per

ottenere risarcimento di alcune piraterìe commesse sulle coste di

Scozia dai marinaj francesi; l'ambasciatore non volle altro seguito

che un suo demone famigliare che tramutò in cavallo; ma come giunse

a Parigi, il re di Francia tenne di poco conto un messo sì male

in arnese; e accolta con disprezzo la fattagli domanda, era ormai

vicino a rimandarlo senza che nulla gli concedesse. Allora il mago

il pregò perchè innanzi di definire ogni cosa, concedesse che il suo

cavallo percuotesse colla zampa il suolo; il re non seppe negargli sì

mite richiesta; lo Scoto toccò della sua verga il ronzino. Sentite

meraviglia: al primo battere della fatale zampa, tremarono tutte

le torri di Parigi e suonarono tutte le campane; al secondo si fe'

più fiero il terremoto e caddero tre cupole della corte. Il re che

vide questa piccola bagattella, spaventato, pregò l'ambasciatore

facesse sospendere il terzo colpo, a cui già innalzava il piede il

temuto cavallo. Così apprese che conveniva aver maggior riguardo agli

ambasciadori in qualunque forma apparissero; accordò al mago quanto

richiese, nè si tenne sicuro finchè nol vide partire.

Nel secolo XIII vi furono molti maghi oltre al Bonato che visse fino

al 1300; un Riprandino veronese, un arabo che denominavasi il nuovo

Barlaamo, Giovanni da Paria e Gherardo da Sabionetta cremonese, erano

in molta riputazione, usavano alle corti, e teneano dimestichezza coi

grandi. Nè fu allora solo che costoro salirono a tanto potere, ma nel

secolo che seguì, il duca Giovanni Maria Visconti non si conduceva a

operare la più piccola cosa, ove non avesse consultato il suo mago e

le stelle; e abbiamo da Schiller che quel valente soldato il quale in

tempi più recenti capitanò la guerra dei trent'anni, solea sovente aver

consulta coi maghi.

Le streghe dono del folletto alle signore · 第 61 / 104 题