Stregamenti mortali.
Vi erano varj modi di ammaliare: alcuni gittavansi in fiori che si
offerivano, altri in toccamenti. Dinscops, strega di Cleves, infondeva
il maleficio in tutti quelli cui stendeva la mano: fu presa e
abbruciata; ma que' ch'ella aveva fatturati non guarirono se non dopo
essere stata molto abbrustolita la sua mano diabolica. Caterina Dorèe
stregava con alcune polveri, e guariva gl'indemoniati mettendo loro
un piccione sul petto. Fu però abbruciata, e forse lo meritò, perchè
uccise un figlio dicendo che era per ordine del suo demone apparsole in
forma d'un grand'uomo nero.
Però non sempre si ha facoltà d'avvicinarsi a cui piace: quindi
le streghe immaginarono altre maniere, mercè cui potessero a loro
grand'agio, dimorando anche lontane, riflettere sopra altri il malefico
influsso delle proprie arti. Componevano alcune statuette di cera
che offrissero l'immagine di coloro che intendevano per qualche modo
fatturare, e quelle malìe che si facevano sulle immagini, avevano
potere su que' che rappresentavano.
Allorchè le maliarde volevano prendere vendetta di qualche loro nemico
e ucciderlo, fattane l'immagine, la collocavano in un vaso di legno
presso a un gran fuoco, e a maniera che dileguavasi quella cera, pure
disfacevasi la persona ammaliata, finchè ne morisse. Di ciò Agrippa ne
rende ragione col dire, che le esalazioni degli spiriti che escono dai
corpi dei negromanti, associati alle particelle che si volatilizzano
dalla cera, e agli atomi di fuoco, volano verso la persona fatta
segno al malefizio, se gli avventano e gli cagionano crudi dolori
finchè lo hanno morto. Per tal modo credono alcuni storici, che i
maghi uccidessero Eberardo arcivescovo di Tivoli; formato un idoletto
in figura del prelato, e stretto un prete a battezzarlo col nome di
lui, lo posero ad un ardente fuoco nel sabbato santo mentre Eberardo
conduceva le sacre funzioni, sicchè fu preso da improvviso malore e
in pochi istanti morì. Si vede che allora non si aveva ancora fatta la
statistica delle apoplessie.
Duffus, re di Scozia, si struggeva ogni giorno; si arrestarono le
streghe, il re guarì. Carlo IX morì pure sfinito; si disse che erano
le streghe, le quali tutti i dì facevano liquefare la sua immagine in
cera.
Questo pregiudizio riesciva a comodo dei tristi; a' tempi di Enrico VI
d'Inghilterra, il cardinale Winchester voleva liberarsi del duca di
Glocester; accusò la moglie di lui di magìa e che avesse con Ruggero
Bolimbroke e Maria Gardemain, negromanti, posta al fuoco l'immagine
del re in cera: l'accusa fu creduta, la duchessa condannata a carcere
perpetuo, Bolimbroke impiccato e la strega bruciata.