Dell'ammaliamento.
Fra i più temuti poteri de' negromanti era l'ammaliamento o
stregamento, per cui operavano sugli uomini quanto loro era in grado:
inducevano in essi il delirio, le malattie, e spesso li toglievano di
vita. Agrippa, nel suo _Trascendentalismo della filosofia occulta_, si
studia di insegnare in che fosse riposta questa magica potenza.
La malìa, giusta la sua sentenza, è un legame o una grazia, che dallo
spirito del fattucchiero passa per gli occhi al cuore del fatturato; il
sortilegio invece è lo strumento dello spirito, cioè un vapore puro,
lucido, sottile che scaturisce dal sangue migliore del cuore. Questo
spirito sparge continuamente per gli occhi dei raggi uguali, che recano
seco un vapore, e questo vapore opera sul sangue. Accade come vediamo
talora avvenire degli occhi infiammati e rossi, i cui raggi dardeggiati
agli occhi dei riguardanti, mercè il vapore del sangue corrotto,
inducono in essi la stessa malattia: così succede di un occhio aperto,
fermo, e che con forte immaginazione getta sopra alcuno i suoi raggi
apportatori degli spiriti; questi spiriti allora battono le pupille
dell'ammaliato, si mesce alla circolazione del sangue, lo penetrano,
lo innondano, lo inebbriano, sicchè in breve viene domato ed impacciato
dal demone straniero.
Queste sono le teorie del cabalismo che in vero io non vedo a che
possano riescire: parmi ne valgano a sciogliere il mistero solo le
donne, perchè io so avervi esse sole che coll'artifizio degli occhi
descritto da Agrippa giungano ad ammaliare i nostri poveri cuori.