III.

Melusina.

S'ode sulla torre del castello un grido, un canto: tremano tutti — fra

tre dì sarà certa sventura: è il presagio funesto della fata Melusina.

— Costei fu condannata dalla madre pel poco rispetto che ebbe con

Elinas suo padre re d'Albania ad essere metà serpente tutti i sabbati,

e fata per tutta la vita, se non trovasse un cavaliere che se la

sposasse, e non vedesse la sua forma di rettile. La fata accorta, un dì

che era donna e bella, colse Raimondino in un bosco, lo accese di amore

e fu suo marito, e lo addusse nel castello di Lusignano che fabbricò

per esservi beata.

Ivi splendeva di potere e di gloria ed ebbe varj figli, che però

tutti recarono dalla natura il segno della materna disgrazia. Uriam

aveva un occhio rosso e l'altro celeste, e le orecchie larghe come

un vaglio; il secondo Odone, bello della persona, con un orecchio più

grande dell'altro; Guion, bello, ma con un occhio più alto dell'altro:

molestava Antonio il più avvenente garzone che si vedesse mai, lo

sconcio d'una zampa di leone sulla guancia, dono che recò dall'alvo

materno; bello Regnaul, ma con un occhio solo, col quale vedeva però sì

bene, che distingueva alla distanza di ventuna leghe; il sesto nacque

con un gran dente che gli usciva dalla bocca più d'un pollice, per

cui fu detto Geoffroi dal gran dente. Raimond all'avvenenza associava

sul naso una macchia vellutata, come la pelle di una talpa: l'ultimo

della schiera, maravigliosamente grande, aveva tre occhi, uno dei quali

situato in mezzo alla fronte.

Però la curiosità non può solo sulle donne; anche il marito di Melusina

ebbe voglia di vedere la compagna nel giorno interdettogli: fece un

breve spiraglio che guardava nella stanza del bagno di lei, guatò, e la

vide serpente. La misera, astretta dal suo fato, non potè più rimanersi

con lui, e fuggì tosto dalla finestra in quella sconcia forma. Ella

vive tuttora, nè potrà morire fino al dì del giudizio.

La storia narra di Melusina altrimenti: la ricorda una principessa

potente: quando inviava una lettera, un decreto col suggello che aveva

improntata una sirena, conveniva ubbidire ciecamente, e sciagurato

chi osava opporsi! Il terrore ne fece a que' tempi una maga: ecco

come l'immaginazione de' popoli crea in tutte le età di barbarie una

mitologia.

Le streghe dono del folletto alle signore · 第 38 / 104 题