_Tribunali indigeni._--La necessità di conciliare presso gli Egiziani
le esigenze della vita moderna coi precetti della loro legge religiosa
ha indotto a creare recentemente i Tribunali indigeni.
Questi Tribunali pronunciano in materia civile e commerciale sopra gli
affari che riflettono soltanto gli indigeni e giudicano i loro reati e
delitti.
Sono in numero di sette e di prima istanza, e la Corte di Appello che a
loro sovrasta risiede al Cairo.
I consiglieri ed i giudici sono per la maggior parte indigeni. La
provincia poi dalla frontiera verso la Nubia è posta provvisoriamente
sotto la giurisdizione di un Tribunale speciale e di una Corte di
Appello sedenti ad Assouan.
_Mehkémehs o tribunali indigeni speciali._--Trattano tutto quanto
concerne le relazioni private, matrimoni, divorzi, donazioni, legati,
successioni, ecc.
Giudicano pure sulle contestazioni relative ai Wakfs (manimorte),
nominano i tutori e curatori, registrano le vendite immobiliari e
rilasciano i titoli di proprietà.
_Altre giurisdizioni._--Gli indigeni che non sono di religione
Musulmana vengono sottoposti per tutto quanto riflette gli affari
dei Mehkémehs (tribunali indigeni speciali) alla giurisdizione dei
tribunali creati dai capi dei diversi culti (Patriarchi).
Finalmente i Tribunali consolari istituiti in ciascun consolato
pronunciano sopra gli affari civili e commerciali fra stranieri della
stessa nazionalità, e ne puniscono i reati ed i delitti.
=Istruzione pubblica.=
L'istruzione pubblica comprende in Egitto l'insegnamento primario,
l'insegnamento secondario o preparatorio e l'insegnamento superiore o
speciale.
Il primario è impartito in 42 scuole di fanciulli ed una di ragazze.
Diciotto di queste scuole si trovano al Cairo e lo venticinque altre
nelle principali città dell'Egitto.
Tutte queste scuole sono poste sotto la direzione del Ministero
dell'Istruzione Pubblica; ve ne sono pure altre speciali, ma sotto la
diretta dipendenza dell'Amministrazione di manomorta (Wakfs).
Esistono inoltre in tutto l'Egitto 5400 case d'insegnamento (Kouttabs)
annesse per la maggior parte alle Moschee od alle Sébilles (fontane
pubbliche), e vi si insegna la lettura, la scrittura ed i principii di
religione ad oltre 140 mila ragazzi.
L'insegnamento secondario e preparatorio non è dato che in tre scuole
governative: le scuole Tewfik e Khèdivieh al Cairo e la scuola
Ras-el-Tin ad Alessandria.
Finalmente le scuole superiori e speciali sono:
La scuola politecnica, la scuola di diritto, la scuola di medicina e
la Dar-el-Oloum, ossia scuola normale araba, con due corsi normali
europei, cioè la scuola di arti e mestieri e la scuola di agricoltura.
Il Ministero della guerra mantiene al Cairo una grande scuola militare
pel reclutamento degli ufficiali.
L'insegnamento superiore Musulmano è impartito in parecchie università
collegate a moschee di primo ordine; la più importante è la grande
università di El-Azhar, celebre in tutto il mondo, che conta oltre a 12
mila studenti.
L'insegnamento libero è largamente rappresentato in Egitto da numerose
scuole primarie e secondarie mantenute da congregazioni religiose o da
privati, e queste scuole danno l'istruzione a migliaia di Egiziani.
NB. Delle Istituzioni scientifiche e militari e della Sicurezza
pubblica si terrà parola in capitoli speciali.
=Debito pubblico.=
L'Egitto, come la maggior parte degli Stati organizzati, è gravato
da un debito pubblico. Questo debito fu contratto dai Governi dei
precedenti Khédivi, per dotare il paese di grandi lavori di utilità
pubblica, di cui era affatto sprovveduto quali sono ferrovie, canali,
ponti ecc.
Una legge promulgata il 19 Luglio 1880, detta Legge di liquidazione, ha
consolidato il debito egiziano ed ha rivolti alcuni cespiti di rendita
dello Stato al pagamento degli interessi ed al progressivo ammortamento
di questo debito.
Un imprestito posteriore a questa legge venne contratto nel 1885 per
riparare ai disastri cagionati all'Egitto dagli avvenimenti del 1882 e
dalla rivolta del Soudan.
Questo nuovo debito fu denominato Debito garantito.
Una speciale Amministrazione detta Cassa del debito pubblico,
diretta da sei Commissari stranieri, rappresentanti le potenze più
interessate, riceve i fondi destinati al servizio degli interessi
e dell'ammortamento del debito garantito e di una parte del Debito
pubblico e si assicura dell'equo riparto conforme alle leggi del
paese ed alle convenzioni internazionali.
=Produzioni.--Commercio.=
_Produzioni minerali._--I prodotti minerali dell'Egitto sono poco
importanti per ora.
Esistono nulladimeno nelle colline, che fiancheggiano la valle del
Nilo, come nel deserto arabico e nella penisola del Sinaï, cave di
granito, di sienite rossa, di porfido, di pietra bigia fina, di
alabastro trasparente, di marmo veneto, di mica, di breccia verde di
Egitto molto apprezzata; vi sono pure giacimenti di smeraldi, di onici
e di granati, con miniere d'oro e di rame; ma queste ricchezze minerali
non sono usufruite. L'estrazione del petrolio venne abbandonata. La
sola produzione importante è quella del sale, di alcali naturali e del
salnitro.
Le saline sono principalmente situate nei dintorni di Rosetta e di
Damietta.
Il sale ricavato è soltanto sufficiente alla consumazione del paese.
_Produzioni agricole._--L'agricoltura in Egitto è la precipua
occupazione degli abitanti ed è la sorgente più stabile delle loro
ricchezze e della loro prosperità. Le coltivazioni in Egitto si
dividono in tre distinte categorie: Sèfi, Nili, Chètui.
La coltura Sèfi, ossia di estate, è applicata alle regioni non tocche
dall'inondazione al tempo della piena del Nilo.
Queste regioni sono il basso Egitto, il Fajoum, non che le provincie
dell'alto Egitto irrigate da canali.
I prodotti principali che si ricavano sono il cotone, la canna di
zucchero, il riso sultano, il sesamo, i pistacchi, il sorgo, i cocomeri
ed i meloni.
La coltura Nili si effettua immediatamente prima della piena del Nilo e
si semina il grano turco precipua base del nutrimento della popolazione
agricola, non che il riso detto Sabaïni (di 70 giorni), ma questo si
semina nelle vicinanze dei laghi.
Durante la piena del Nilo, il cotone, il riso e la canna da zucchero
continuano a rimanere sotto acqua non facendosi il raccolto che nei
mesi di ottobre e novembre.
Le colture Chétui, ossia d'inverno, si praticano in tutto l'Egitto,
e sono il grano, l'orzo, le fave, le lenti, i finocchi ed i legumi;
questi ultimi si raccolgono in Egitto durante tutto l'anno, ma
specialmente nella stagione invernale.
_Frutteti._--In Egitto numerosi giardini circondano le abitazioni e
producono in abbondanza arancie, mandarini, cedri, granati, uva, fichi,
albicocche e pesche.
Gli alberi fruttiferi di Europa, pomi, peri, prugni ecc., non danno che
esili prodotti.
Le palme danno in tutto l'Egitto un abbondante raccolto di datteri.
Riepilogando si può stabilire che i principali prodotti del suolo
egiziano sono:
1º Il cotone;
2º I grani di cotone;
3º Il grano;
4º Il grano turco;
5º La canna da zucchero;
6º Il bersim che serve al nutrimento degli animali.
In Egitto non esistono foreste.
_Animali domestici._--Gli animali domestici in Egitto sono il cavallo,
il mulo, l'asino, il camello, il bue, il bufalo, gli agnelli e le capre.
Essendovi scarsità di praterie, l'allevamento del bestiame è limitato;
di modo che in ciascun anno l'Egitto deve importare dalla Siria e dalla
Persia una quantità notevole di cavalli, di buoi e di altri animali.
Il pollame è molto abbondante e dappertutto, si pratica l'incubazione
artificiale delle uova.
NB. È riservato un capitolo speciale per la caccia e per la pesca.
=Produzioni industriali dell'Egitto.=
L'Egitto, mancante di cadute d'acqua, di combustibile e di metalli non
si può chiamare un paese industriale.
Gli sforzi dei Vicerè e specialmente di Mohammed-Alì Pascià per
sviluppare l'industria in Egitto sono rimasti infruttuosi.
Le sole industrie importanti sono quelle della lavorazione di alcuni
prodotti agricoli, allo scopo di dar loro un maggior valore per la
vendita.
L'industria dello zucchero occupa il primo posto.
=Commercio dell'Egitto.=
_Commercio interno._--Il commercio interno consiste principalmente
nella vendita dei prodotti del suolo, servendosi delle fiere e dei
mercati che si tengono ad epoca fissa in tutte le provincie.
Le fiere più notevoli, dal punto di vista del movimento commerciale,
sono le tre fiere di Tantah che durano parecchi giorni; quella che
ricorre al principio del mese di agosto dura una settimana ed attira
oltre un milione di persone.
Le tre fiere di Dessoîck sono anche assai importanti.
Oltre queste fiere, che hanno in pari tempo carattere commerciale
e religioso, i principali mercati sono quelli che si tengono
periodicamente a Benha, El-Alf, Zagazig, Touah, Damanhour, Giusch ed al
Cairo.
_Commercio esterno._--Prendendo per base il 1892, che fu un anno
normale, il commercio esterno ascese in detto anno a 585 milioni di
franchi, cioè:
per le importazioni L. 236500000
per le esportazioni » 348500000
---------
Totale L. 585000000
Inoltre il valore delle mercanzie in transito ha toccata la cifra di
23400000 franchi.
Su questa cifra, i carboni in deposito a Port-Said per
l'approvvigionamento dei battelli, che transitano pel Canale
rappresentano un valore in L. 22100000 e pei diversi altri transiti di
mercanzie L. 1300000.--Totale L. 23400000.
Come si è detto poc'anzi, i principali prodotti che formano oggetto
d'importazione sono:
I tessuti e fili di cotone, i tessuti e fili di lana e di seta,
biancheria ed abiti confezionati; il carbone, il legno per costruzioni,
il ferro e l'acciaio, le macchine; le frutta, il riso, l'indaco, il
petrolio, gli ammali viventi, il caffè, il tabacco, il sapone, gli olii
e le farine.
La nazione che manda una maggiore quantità di mercanzie in Egitto è
l'Inghilterra.
I principali prodotti che formano oggetto di esportazione dall'Egitto
sono:
Il cotone, i grani di cotone, lo zucchero, le fave, il grano, il riso,
il grano turco e le cipolle; ed è pure l'Inghilterra che accoglie la
quantità maggiore di questi prodotti.
=Del Cairo.=
La città del Cairo, capitale dell'Egitto, è denominata dagli Arabi
Misr-el-Kahira, la Vittoriosa, perchè nella notte di sua fondazione,
verso il 970, dicesi splendesse fulgido in cielo il pianeta Marte.
Deve la sua origine al Generale arabo Gohar, ed appena sorta divenne
la sede dei Califfi Fatimiti, verso la fine del decimo secolo dell'êra
cristiana.
La sua popolazione si avvicina ai 400 mila abitanti.
La città, sulla riva destra del Nilo, giace ai piedi del monte Mokattam.
Ha bellissime piazze, delle quali quattro sono assai vaste. La
cittadella che le sovrasta è piena di notevoli ricordi.
Quale centro del commercio dell'alto Egitto, il Cairo espande per tutto
l'Egitto non solo i prodotti dell'industria locale, ma anche quelli
dell'industria europea, che vi affluiscono in larga misura.
Cinquecento moschee si elevano in vari punti della città. Alcuni di
questi monumenti sono veri capolavori dell'architettura araba.
Le moschee di primo ordine sono quelle di Touloun, di Sultan-Hassan, di
El-Azhar, di Mohammed-Alì nell'interno della cittadella, di Kaboun e di
Kait-Bey.
Il Cairo è la città che in tutto il continente africano primeggia per
le sue istituzioni scientifiche, per i suoi Musei, per le scuole e per
la sua biblioteca.
Il suo museo di antichità è visitato da migliaia di forestieri, che vi
arrivano da ogni parte dell'Europa ed anche dell'America.
Alcuni sobborghi del Cairo hanno una notevole importanza: fra questi
Boulac, che è il porto del Cairo sul Nilo; è importante per i suoi
numerosi opifici, pei suoi depositi e per la sua stamperia governativa,
della quale si parlerà in un altro capitolo; l'Abbassieh colle sue
caserme, colle Scuole militari e col suo Osservatorio; Hélouan celebre
per i suoi bagni solforosi, e finalmente il Vecchio Cairo conosciuto
sotto il nome di Fostat.
Giace il Vecchio Cairo pure sulla riva destra del Nilo a due chilometri
Nord-Est del Cairo. È fabbricato sulle ruine dell'antica Babilonia
di Egitto. Il dolce ed invariato clima del Cairo durante il periodo
invernale fa sì che una ragguardevole quantità di forestieri di ogni
nazione viene a svernare in questa simpatica città ed ogni anno, ne va
aumentando il numero.
_Statistica dei viaggiatori che vennero in Egitto negli anni qui sotto
indicati._
Nel 1890-91 forestieri 5300
» 1891-92 » 6200
» 1892-93 » 7600
» 1893-94 » 7500
» 1894-95 » 9400
Gli alberghi e le pensioni al Cairo sono numerose e si comprende come
il forestiero sia allettato a recarsi nella Capitale di Egitto a
passarvi l'inverno, perchè oltre al dolce e costante clima, all'aria
salubre ed alle molteplici distrazioni sa pure di trovarvi una
piacevole dimora.
Ma quante sono le regioni del mondo incivilito che posseggano un
Palazzo-albergo quale è quello di Guezireh? Era prima la residenza
estiva del fu Khèdive Ismail-Pascià, ed in mezzo al suo grandioso parco
vi è il Casino, dove giornalmente una scelta orchestra suona vari pezzi
di musica. Durante la stagione invernale vengono dati diversi balli con
abbondante e distinto servizio, il tutto a spese della Società, che
tiene l'albergo con tutte le relative dipendenze.
La villa Guezireh, solito convegno delle passeggiate invernali della
società elegante, siede mollemente sulla sponda sinistra del Nilo e
quindi è separata dalla città dal corso del fiume (400 metri). Ma
oltre ai mezzi ordinari per portarsi dal Cairo a Guezirah vi sono
pure eleganti vetture a quattro cavalli a disposizione del pubblico,
le quali, con poca spesa ed a breve intervallo, vanno e vengono dalla
città a Guezireh.
Oltre a questo servizio speciale creato dalla Società che amministra la
villa Guezireh, essa è pure provveduta di un piccolo vapore sul Nilo
unicamente destinato a trasportare i passeggeri dall'una all'altra riva
del fiume.
Si è detto che numerosi sono gli alberghi nell'interno del Cairo; fra
questi primeggiano il _Schepheard_, il _Continental_, il _New-Hôtel_
ecc.
Non posso passare sotto silenzio l'_Albergo Metropoli_, dove, con mia
piena soddisfazione, ho soggiornato per oltre sette mesi. Esso è in
posizione centralissima della città ed è tenuto da due nostri italiani,
Moroni e Manusardi.
È un albergo non vasto, ma però possiede tutti i requisiti che desidera
generalmente un forestiere, il quale non abbia la tasca riboccante di
lire sterline.
Il Cairo è una delle città orientali che hanno maggiormente conservato
il carattere che le distingue dalle nostre europee; sebbene si debba
confessare come essa vada trasformandosi rapidamente.
Il Cairo gode tuttora la riputazione di essere la migliore scuola della
letteratura araba. L'arabo parlato dalle persone educate del Cairo,
quantunque sia inferiore a quello dei Beduini dell'Arabia, quanto ad
esattezza grammaticale ed a pronuncia, è però superiore di molto a
quello che si parla dagli arabi di Barberia.
=Alessandria ed il suo Ramleh.=
Alessandria è una delle più grandi città commerciali ed il primo porto
dell'Egitto sul Mediterraneo. La città è situata sopra una lingua di
terra, che si protende fra il mare e l'antico lago Mareotide a 182
Chilometri a Nord-Ovest del Cairo.
Ha due porti, il vecchio ed il nuovo, e comunica col Cairo sia per
mezzo della ferrovia, sia per una strada carrozzabile, sia per mezzo di
un canale importante di acqua dolce, il Mahmoudieh, derivante dal
ramo più occidentale del Nilo (ramo di Rosetta).
Alessandria, fondata da Alessandro il Grande nel 332 avanti Gesù Cristo
sulle rovine dell'antica Rhacotis, fu la Capitale dell'Egitto sotto ai
Tolomei e sotto ai Romani, mentre all'epoca dei Faraoni non era che
un piccolo villaggio. Nel tempo dei suoi splendori, durante il romano
impero, raggiunse la cifra di 900 mila abitanti ed era, dopo Roma, la
prima città del mondo.
Presentemente l'industria alessandrina contribuisce per una minima
parte alla floridezza del suo commercio.
Si fabbricano tuttavia essenze di fiori, tessuti di cotone e di seta;
vi sono alcune fonderie e fabbriche di non grande importanza. Sono
ragguardevoli i depositi di legname, che viene da ogni parte del
mondo e massime dall'impero di Austria-Ungheria, per far fronte alla
quasi totale mancanza di legnami indigeni, specialmente per uso di
costruzioni.
Alessandria co' suoi moderni fabbricati, massime dopo il bombardamento
sostenuto nel 1882, è diventata una città cospicua, emula di quelle di
Europa; ma essa possiede pochi monumenti, e del suo antico splendore,
non vi rimane che la Colonna di Pompeo ed alcune ruine pagane, di cui
discorreremo in seguito.
=Ramleh.=
«_Heri solitudo.... mane civitas_.» (Ieri solitudine... oggi città).
Il Ramleh non è altro che un quartiere suburbano di Alessandria, una
specie di prolungamento esterno della città a Nord-Est e sull'area di
Nicopolis.
L'etimologia del nome Ramleh deriva da Rame, e Ramleh significa la
Sabbiosa.
Ma se questa denominazione era giustamente applicata nei tempi
andati, ora non ha più ragione di esistere; poichè la Sabbiosa si è
progressivamente convertita in una striscia di terreno incantevole
seminata di ville e di giardini.
La borgata di Ramleh, situata in riva del Mediterraneo, è un complesso
di otto o nove gruppi di abitazioni con otto mila abitanti di colonia
fissa, senza contare nè i 2500 Beduini, nè i cinque o sei mila
Alessandrini, famiglie del Cairo e forestieri, che durante l'estiva
stagione vengono in questa deliziosa lingua di terra a godere le aure
fresche, che di continuo spirano dalla parte del mare.
Vi sono lungo il Ramleh parecchie chiese e moschee; numerosi ed
eleganti villini con ricca vegetazione scaglionati lungo il percorso di
circa dieci chilometri.
Due ferrovie ed una linea di tramways serpeggiano quasi parallele
attraverso a questo verdeggiante labirinto di case e giardini.
All'estremità di questa striscia di terreno ubertoso, cioè all'altezza
del Ramleh, propriamente detto, siedono in loro maestosa mole il
Casino, l'Albergo e lo Stabilimento balneario.
Le due stazioni estreme sono dunque Alessandria-Ramleh San Stefano,
collegate fra loro da una delle due ferrovie poc'anzi menzionate, che
ad ogni mezz'ora d'intervallo, dalle ore 6 del mattino alle 12 di sera,
trasporta passeggieri avanti e indietro.
Il Casino di San Stefano fu costruito negli anni 1886 e 1887 sopra
disegno di S. E. Boghos Pacha Nubar figlio dell'attuale Presidente dei
Ministri al Cairo, laureato ingegnere alla Scuola centrale di Parigi.
Poco dopo vi si è aggiunto uno stabilimento di bagni di mare, che prese
subito voga.
Nel 1893 si costrusse l'annesso Albergo a ponente del Casino, la cui
direzione venne affidata al Cav. Luigi Steinschneider, il quale già
godeva meritata fama di persona intelligente e capacissima.
La moda ha le sue esigenze inviolabili; tuttavia non so comprendere
come molte agiate famiglie dimoranti in Egitto preferiscano recarsi,
durante la stagione estiva, in Europa, con grave disagio e spesa, per
installarsi in un qualche stabilimento di bagni marini, ove liquefanno
dal caldo, piuttostochè godere della fresca brezza, che di continuo
spira dal mare lungo il Ramleh!
Anche i forestieri che vanno a svernare al Cairo nei mesi propizi, cioè
dal dicembre all'aprile dovrebbero, prima di abbandonare l'Egitto,
portarsi al Ramleh, dove troverebbero una esilarante temperatura, salvo
poi a recarsi in seguito nei siti alpestri del Continente europeo.
Sotto il Bonaparte si combattè la battaglia di Nicopolis, fra Chatby e
l'attuale Sidi-Gabir, stazione della ferrovia.
A Sidi-Gabir, sino al 1871, si vedeva il Pretorio del Castello della 2ª
Legione traiana, _fortis germanica_.
=Risultato dei recenti scavi operati nei dintorni di Alessandria.=
Per la nobile iniziativa di alcuni personaggi, che si interessano al
glorioso passato della città di Alessandria, venne costituita nel 1893
la Società archeologica alessandrina.
Come lo stesso suo nome designa, essa ha per movente la ricerca delle
antichità tuttora ivi sepolte. È d'uopo tuttavia considerare che queste
ricerche non possono estendersi che per quanto lo consentono le nuove
costruzioni, le quali si dilagano ogni giorno, adagiandosi sullo stesso
terreno, su cui giaceva l'antica città.
Oltre la missione scientifica, la Società archeologica ha per obiettivo
di venire in aiuto al recente Museo greco-romano sorto in Alessandria
e di porlo in condizione di attuare quegli scavi che sono giudicati
opportuni.
Per coloro, che conoscono la topografia dell'antica città, non può
cadere in dubbio, che ove si potesse disporre di somme di qualche
rilievo per intraprendere una serie di scavi già progettati, si
otterrebbero risultati importanti e sicuri. Prova ne sia, che
quantunque una gran parte dell'antica Alessandria sia coperta dalle
moderne costruzioni, tuttavia il campo che rimane all'esplorazione è
assai esteso, ed il terreno, sotto cui giaciono sepolti e il teatro
e il ginnasio, l'Acropoli ed il Serapeum (tempio di Serapide) e il
tribunale ecc., non è ancora al giorno d'oggi occupato.
Grandi e profondi lavori di scavo occorrerebbero, per esempio, a
Ramleh, a levante di Alessandria e lungo il mare, per mettere allo
scoperto il quartiere reale, altrimenti chiamato Bruchium, non che la
Necropoli dell'Est.
Il punto dove giace il Bruchium è ben determinato, perchè compreso fra
il terreno occupato un giorno dagli obelischi e la porta orientale
dell'antica Alessandria (porta Rosetta). In quei dintorni sorgeva
pure il Museo e non lontani la torre detta dei Romani ed il famoso
_Cæsareum_. La torre sta crollando in mare; l'altra più al Nord è già
crollata ed i guardacoste l'hanno rasa al suolo.
Si è detto poc'anzi, che fra i preziosi resti da disseppellirsi vi
sarebbe l'Acropoli; ora credo opportuno il dire quale significato
venisse dato a questa parola.
Acropoli, parola greca che significa città alta, si applicava alle
parti delle città greche costruite sopra eminenze naturali. Forti per
la loro posizione e circondate da mura solide, esse offrivano un asilo
sicuro contro le invasioni.
Quivi, senza dubbio per la facilità della difesa, gli abitanti andarono
a fissare le loro dimore. Le case, che si costruirono in seguito nella
parte piana, formarono la città.
Nell'interno delle Acropoli si collocarono i principali edifizi, quali
sono i templi, gli archivi, il pubblico tesoro ecc.
Eguale sistema tennero le colonie greche in Italia, e nell'epoca
medioevale, per l'abituale stato di guerra, si imitò da noi l'esempio
dato dai greci. L'Acropoli di Alessandria contava nei tempi andati fra
le più importanti.
La borgata di Rachotis, già menzionata, fu la culla di Alessandria ed
era un posto militare stabilito dai Faraoni per sorvegliare la costa
contro le imprese libiche dal lato Ovest.
Al dire di Tacito, in questo posto militare esisteva un antico
santuario d'Iside e di Osiride, che si tramutò in seguito nel celebre
Serapeum.
L'antico posto militare dei Faraoni conservò ancora all'epoca
Greco-Romana la sembianza della sua antica destinazione. Il Santuario
fu ricostruito da Tolomeo II, detto per ironia Filadelfo (amico dei
suoi fratelli), per le sanguinose persecuzioni, che esercitò contro
tutti i principi della sua famiglia.
Il tempio venne riedificato con quella splendidezza principesca, alla
quale Filadelfo aveva abituati gli Alessandrini.
Il posto militare crebbe per importanza e per estensione; dopo
Costantino si conservava ancora come vera cittadella.
Dall'alto di questa fortezza l'imperatore Caracalla potè freddamente
contemplare il massacro degli abitanti di Alessandria.
La cinta fortificata dell'Acropoli, o posto militare, ebbe a sostenere
molti assedi; il più memorando fra tutti fu quello sotto Teodosio,
quando gli Alessandrini, riuscendo a prendere di assalto la cinta,
corsero a distruggere il Serapeum (il maschio della fortezza), collo
stesso accanimento che più tardi i Parigini impiegarono alla presa
della Bastiglia.
Il piano generale del Serapeum era il seguente. Aveva all'esterno
l'aspetto di una fortezza; nessuna via di accesso, tranne una scala
monumentale di cento gradini, che conduceva al propileo del tempio,
chiuso da robuste inferriate. Questa lunga scala non aveva accessi
laterali e continuava, non interrotta, per lo sviluppo dei cento
gradini.
Il tempio, vera Acropoli, aveva forma quadrata; nel suo centro un
piazzale circondato da colonne.
A questo largo tenevano dietro portici simmetrici di proporzioni
ammirevoli. Mediante questi portici, il piazzale centrale rimaneva
separato dalla famosa biblioteca e dai locali riservati al culto degli
Dei. La ricchezza del portico era straordinaria: il soffitto dorato
coi capitelli delle colonne in bronzo dorato; negli interstizi delle
colonne numerosi capolavori di un valore inestimabile.
Al centro dell'Acropoli sorgeva ed esiste tuttora la meravigliosa
colonna diocleziana, conosciuta generalmente sotto la denominazione di
colonna di Pompeo, di mole straordinaria, di forma elegante e corretta
nelle sue proporzioni.
Eccone le dimensioni:
metri
Diametro minimo 2,53
Altezza del fusto 20,50
Altezza totale della colonna 27,75
Chgr.
Peso del capitello 47.951,79
» del fusto 289.869,00
» della base 50.567,70
» del piedestallo 162.103,19