Possibilità d’un rinnovamento artistico.
Lo stato di menzogna, in cui è caduta l’arte della nostra società,
deriva da questo: che gli uomini delle classi superiori si sono messi a
vivere senza alcuna fede, sforzandosi di sostituire alla fede mancante,
gli uni l’ipocrisia, al punto da dichiarare che credono ancora alle
forme della loro religione, gli altri un’audace professione della loro
incredulità, altri ancora uno scetticismo raffinato, altri un ritorno
all’adorazione dei Greci per la bellezza. Ma con qualunque mezzo questi
uomini si sforzino di mantenere e di giustificare i loro privilegi,
cioè la separazione della loro classe delle altre, sono costretti per
amore o per forza di riconoscere che da tutte le parti intorno a loro,
consciamente e inconsciamente, la verità si fa strada, quella verità
cristiana che consiste a non concepire la felicità degli uomini che
nell’unione e nella fratellanza.
Inconsciamente, questa verità si fa strada coll’aprirsi di nuove vie di
comunicazione, il telegrafo, il telefono, la stampa, tutte invenzioni
che tendono sempre più a stringere tra di loro tutti gli uomini;
coscientemente, si manifesta collo scomparire delle superstizioni che
separavano gli uomini, coll’espressione della fratellanza ideale, e
anche con le poche opere d’arte del nostro tempo che sono buone e vere.
L’arte è un organo morale della vita umana, e, come tale, non può
essere intieramente distrutta. Quindi, nonostante tutti gli sforzi
degli uomini delle classi superiori per nasconderci l’ideale religioso
di cui vive l’umanità, questo ideale si fa sempre più chiaro per gli
uomini, e trova sempre più spesso l’occasione d’esprimersi, anche
in mezzo alla nostra società pervertita, tanto nella scienza quanto
nell’arte. Infatti l’arte stessa comincia a distinguere il vero
ideale del nostro tempo e a dirigersi verso di esso. Da una parte, le
opere migliori degli artisti contemporanei esprimono dei sentimenti
d’unione e di fraternità fra gli uomini (per esempio gli scritti di
Carlo Dickens, di Vittor Hugo, di Dostoievsky, i quadri dei Millet,
di Bastien-Lepage, di Jules Breton e di altri); d’altra parte ci
sono oggidì degli artisti che cercano d’esprimere dei sentimenti
più generali, più universali che sia possibile. Il numero di questi
artisti è ancora ristretto, ma sembra che si cominci a intendere la
loro utilità. Debbo aggiungere che, in questi ultimi tempi, si sono
moltiplicati i tentativi d’imprese artistiche popolari, edizioni di
libri, concerti, teatri, musei, ecc. Tutto ciò è ancora molto lontano
da quello che dovrebbe essere; ma si può già discernere la direzione
che prenderà l’arte per rimettersi nella via che le appartiene.
La coscienza religiosa del nostro tempo s’è notevolmente rischiarata; e
oramai basterebbe agli uomini ripudiare la falsa teoria della bellezza,
che ravvisa nel piacere il solo oggetto dell’arte, perchè tosto questa
coscienza religiosa possa prendere liberamente in mano la condotta
dell’arte.
E il giorno in cui la coscienza religiosa, che già comincia a dirigere
inconsciamente la vita degli uomini, sarà riconosciuta da essi con
tutta consapevolezza, si vedrà subito scomparire spontaneamente la
separazione dell’arte in arte delle classi inferiori e delle classi
superiori. Allora non ci sarà più che un’arte sola comune a tutti,
fraterna, universale. E il giorno in cui l’arte sarà universale, —
cessando d’essere ciò che è stata in questi ultimi tempi, un mezzo
di abbrutimento e di depravazione per gli uomini, — diventerà ciò
che era da principio, e ciò che dovrebbe essere sempre: un mezzo di
perfezionamento per l’umanità, che l’aiuterà a effettuare nel mondo
l’amore, l’unione e la felicità.