SCENA QUINTA.

=Eugenia, Carenzi, Leonardo.=

CAREN. (_Ad Eugenia_). Io parto per Ivrea. Se la signora Contessa ha

comandi....

EUG. Scusi, ma io, se permette, intenderei di rimanere.

LEON. (_Un po’ vivamente_). Ma, cara Eugenia, se il signor

Commendatore....

EUG. (_Con garbata fermezza_). Il signor Commendatore ha voluto

favorirmi d’una sua visita, in casa mia, per uno scopo che non è un

mistero per nessuno di noi tre.... Così almeno mi piace di credere!

oppure m’inganno?

CAREN. (_Cortese sempre_). No, signora Contessa, in massima, non

s’inganna.

EUG. (_Sempre garbata ma dignitosa_). E allora?... Parliamo un po’

chiaro! Si tratta delle simpatie reciproche fra il di lei figlio e la

figlia nostra! Il signor Commendatore ha posto per condizione al suo

assenso la nostra riconciliazione; noi abbiamo accettato e il signor

Commendatore mi favorisce d’una sua visita per udire confermare da mio

marito e da me il nostro impegno di riconciliarci. Eccoci qui, Leonardo

e io, pronti a confermare il nostro impegno; e io pregherò l’avvocato

Corvini di formulare per iscritto, se occorre, la riconciliazione. Non

capisco quindi quali cose il signor Commendatore abbia da dire a mio

marito, senza di me.

CAREN. Cara signora, che vuole?... Sopraggiungono alle volte dei fatti

nuovi....

LEON. Dei fatti nuovi?...

CAREN. (_Continuando_). Dei quali avrei preferito non parlare che al

signor Conte solo.

EUG. Ma quali fatti nuovi?

CAREN. (_Pensa, poi si decide_). La signora Contessa mi dispensa

assolutamente dal riserbo che volevo impormi?

EUG. (_Con fermezza_). La dispenso. (_Invitandolo a sedere_). Si

accomodi. (_Siede_).

CAREN. Come comanda. (_Siede_).

La separazione · 第 53 / 56 题