_Detti_, =Clelia= _e_ =Leonardo=, _poi_ =Giovanni=.
CLEL. (_Di dentro, poi fuori_). Mamma!... Mamma!... (_Entra correndo_).
EUG. (_Abbracciandola e baciandola_). Sei già tornata?
LEON. Buon giorno, Eugenia! (_Stendendo la mano per stringere quella di
Eugenia_).
EUG. (_Occupata a togliere il cappellino a Clelia accarezzandola evita
di stringere la mano a Leonardo_). Vi saluto, Leonardo.
LEON. Oh! Rodolfo!?
EUG. L’ho pregato io di venire da me. Egli fu, con l’avvocato Gambardi,
l’altro avvocato che ci assistette nella separazione; e ho desiderato
che fosse qui anche per la riconciliazione.
CLEL. (_Ad Eug._). Oh, a proposito; guarda che il commendatore Carenzi
sta per arrivare qui anche lui, — lo ha scritto or ora al babbo. — Noi
non abbiamo fatto che accompagnare madamigella alla stazione, perchè
essa era venuta a Torino per salutarci.... perchè va a Milano, anzi in
Brianza.... per cui l’abbiamo imbarcata sul treno e siamo subito corsi
da te.
EUG. E il signor Carenzi sta per venire?
LEON. Siccome mi aveva detto che era molto pressato dai suoi affari,
gli ho scritto che se voleva favorire subito, subito si sarebbe parlato
e combinato.
CLEL. Dunque eh? Riconciliazione! Che piacere! Sarò la prima fra le mie
amiche che si fa sposa!...
EUG. Ma, bambina mia, non c’è nulla ancora di stabilito.
CLEL. Il papà mi ha detto che colla vostra riconciliazione, tutto è
fatto!
LEON. Speriamo — ma ancora non è cosa sicura!
GIOV. (_Dal fondo annunciando_). Il signor commendatore Carenzi.
LEON. (_Andando ad incontrarlo_). Avanti, avanti il nostro signor
commendatore.
(_Entra Carenzi — Giovanni si ritira_).