=Eugenia= _poi il_ =Cameriere=.
EUG. (_Guardando mestamente verso il fondo_). Quella figliuola! Non le
importa niente neanche di Ester!... Ed è rimasta meco — ha sacrificata
la sua frivola curiosità di Torino, perchè suo padre le aveva
raccomandato!...
CAM. (_Con un plico e vari giornali spiegati_). Per la signora Contessa.
EUG. (_Prende il plico e accenna al Cameriere di mettere i giornali sul
tavolo_). Mettete là!
CAM. (_Eseguisce ed esce_).
EUG. (_Guarda il plico distrattamente e lo getta sul tavolo_). Ha
avuto un minuto di espansione... un risveglio momentaneo della sua
tenerezza per me.... ma è stato proprio un lampo! Cuore avvizzito!...
Ambizione, egoismo, leggerezza!... educazione completa! (_Ancora
distrattamente guarda, poi apre il plico_). Da Roma.... — Riavendola
con me, chi sa? (_Trae dal plico varie lettere di differenti formati e
sigillate; e trova un foglietto di lettera senza busta; essa è sempre
col pensiero ad altro_)... Oh se fossi ancora in tempo a riscattare
il suo cuore! (_Guarda il foglietto e legge la firma_). “ESTER.”
Ester che mi scrive?! (_Legge e accompagna la lettura con sorrisi
sardonici_). “Gentilissima signora contessa. — Non sapendo dove il
di lei signor marito si trovi, mando a lei le lettere che ho raccolte
qui all’indirizzo di lui. — Ne troverà una che porta il nome col quale
egli firma certe politiche corrispondenze da Roma a un giornale “di
Berlino....” Ah! le corrispondenze biasimate da Corvini!... “Debbo
però avvertirla che il fatto di queste corrispondenze è cosa molto
delicata e che il signor Conte non ama che si conosca chi è il Giorgio
Lakmann che scrive a Berlino.” Giorgio Lakmann! (_Cerca e trova la
lettera; l’osserva, la riconosce e grida_). Dio! Dio! ma questa è la
lettera di Ernesta!... è la sua scrittura!... era per Leonardo!...
Leonardo.... l’amante di Ernesta!... E il bambino!... il bambino
morto!... Ah Dio! — reggetemi il cervello!... C’è da impazzire!... E
io stupida!... stupida ingenua!... (_Guarda la lettera sempre fuori
di sè_). Ah Dio! se l’aprissi!... No, no! — Basta la soprascritta!...
È un bel documento!... (_La pone in tasca_).... un bel documento per
giustificarmi d’essermi vendicata! E mi vendicherò! Ah Dio! Se mi
vendicherò! (_Entra nelle sue camere_).
(_Cala la tela._)
ATTO QUARTO, _ed ultimo_.
Ricco salotto in casa di Eugenia, a Torino. — Porta in fondo, usci
laterali, sofà, poltrone, sedie, tavolini, consolles; il tutto
ricchissimo ed elegante.