SCENA SESTA.

=Eugenia= _poi il_ =Cameriere=.

EUG. (_Guardando mestamente verso il fondo_). Quella figliuola! Non le

importa niente neanche di Ester!... Ed è rimasta meco — ha sacrificata

la sua frivola curiosità di Torino, perchè suo padre le aveva

raccomandato!...

CAM. (_Con un plico e vari giornali spiegati_). Per la signora Contessa.

EUG. (_Prende il plico e accenna al Cameriere di mettere i giornali sul

tavolo_). Mettete là!

CAM. (_Eseguisce ed esce_).

EUG. (_Guarda il plico distrattamente e lo getta sul tavolo_). Ha

avuto un minuto di espansione... un risveglio momentaneo della sua

tenerezza per me.... ma è stato proprio un lampo! Cuore avvizzito!...

Ambizione, egoismo, leggerezza!... educazione completa! (_Ancora

distrattamente guarda, poi apre il plico_). Da Roma.... — Riavendola

con me, chi sa? (_Trae dal plico varie lettere di differenti formati e

sigillate; e trova un foglietto di lettera senza busta; essa è sempre

col pensiero ad altro_)... Oh se fossi ancora in tempo a riscattare

il suo cuore! (_Guarda il foglietto e legge la firma_). “ESTER.”

Ester che mi scrive?! (_Legge e accompagna la lettura con sorrisi

sardonici_). “Gentilissima signora contessa. — Non sapendo dove il

di lei signor marito si trovi, mando a lei le lettere che ho raccolte

qui all’indirizzo di lui. — Ne troverà una che porta il nome col quale

egli firma certe politiche corrispondenze da Roma a un giornale “di

Berlino....” Ah! le corrispondenze biasimate da Corvini!... “Debbo

però avvertirla che il fatto di queste corrispondenze è cosa molto

delicata e che il signor Conte non ama che si conosca chi è il Giorgio

Lakmann che scrive a Berlino.” Giorgio Lakmann! (_Cerca e trova la

lettera; l’osserva, la riconosce e grida_). Dio! Dio! ma questa è la

lettera di Ernesta!... è la sua scrittura!... era per Leonardo!...

Leonardo.... l’amante di Ernesta!... E il bambino!... il bambino

morto!... Ah Dio! — reggetemi il cervello!... C’è da impazzire!... E

io stupida!... stupida ingenua!... (_Guarda la lettera sempre fuori

di sè_). Ah Dio! se l’aprissi!... No, no! — Basta la soprascritta!...

È un bel documento!... (_La pone in tasca_).... un bel documento per

giustificarmi d’essermi vendicata! E mi vendicherò! Ah Dio! Se mi

vendicherò! (_Entra nelle sue camere_).

(_Cala la tela._)

ATTO QUARTO, _ed ultimo_.

Ricco salotto in casa di Eugenia, a Torino. — Porta in fondo, usci

laterali, sofà, poltrone, sedie, tavolini, consolles; il tutto

ricchissimo ed elegante.

La separazione · 第 48 / 56 题