EUG. (_Dopo un momento, fra sè_). (Riavrei mia figlia!)

LEON. Debbo aggiungere che il Carenzi chiede di avere un colloquio

con noi due per chiarire bene e personalmente le nostre disposizioni,

assicurarsi della sincerità dei nostri sentimenti per una

riconciliazione seria, e stabile.

EUG. (_Con amarezza_). Un interrogatorio!... Come quando ci separò!

LEON. Vi ho detto le gravissime circostanze che mi hanno fatto passar

sopra ad ogni considerazione, e mi hanno indotto a parlarvi. — E....

ancora una cosa. Pare che il Carenzi sia male prevenuto contro di

me!... ma forse.... un po’ d’indulgenza da parte vostra.... Vi ho detto

che non nego i miei torti...,

EUG. E io vi ho detto che per me avete avuto un torto solo!

LEON. Quale?

EUG. Chiamate Clelia! (_Essa è agitata_).

LEON. (_Suona il campanello_).

(_Entra il cameriere_).

CAM. Comandi.

LEON. Pregate mia figlia di venir qui da sua madre.

CAM. Bene. (_Esce_).

LEON. Qual è dunque il torto di cui mi fate maggior accusa?

EUG. È quello di non avere custodita, alimentata sempre la tenerezza

di Clelia per me! Di avere permesso che il suo amore mi fosse usurpato

da quella donna! — Oh! Dio, Dio! (_Essa ha uno scoppio di ira e

dolore_). Quando io penso che quella donna può appoggiare le sue labbra

di mantenuta — sì, di mantenuta! — sul volto della mia creatura,

io mi domando, baciando mia figlia, dove deporrò i miei baci senza

insudiciarmi!

LEON. Eugenia!...

EUG. (_Continuando esasperata, poi commossa_). E quando ricevo gli

abbracci freddi, cerimoniosi di Clelia — e penso al tempo che l’avevo

con me — penso alle sue carezze allora così tenere, così espansive,

così ardenti! — Ogni momento mi saltava al collo, mi abbracciava

stretta stretta, mi tempestava di baci!... E mi diceva mille nomi

uno più dolce più soave dell’altro!... povera cara!... (_Piange

disperandosi_).

(_In questo entra Clelia_).

CLEL. Eccomi, mamma!

EUG. (_Vinta dalla tenerezza materna, la piglia per le mani, l’attira

a sè, l’abbraccia, la bacia e intanto parla così:_) Ah! vieni,

cara.... adorata creatura mia!... Perchè ti adoro sempre, sai!... Ah!

abbracciami!... baciami, come facevi una volta! Ti ricordi? Quando mi

stringevi fra le braccia.... a rischio di soffocarmi?...

CLEL. (_Commossa abbraccia e bacia Eugenia_). Sì, mamma!... Sì, cara

mamma!

EUG. (_Al colmo della gioja_). Oh grazie!... grazie!...

(_Carezzandola_). E non dubitare, sai! — Il babbo mi ha detto tutto! e

io farò tutto quello che il tuo babbo mi ha detto!... — Purchè tu sia

felice!... E lo sarai, non è vero?

CLEL. Oh tanto felice!... Era appunto quello che stavo scrivendo adesso

a madamigella!

EUG. (_Con un atto di nervosità_).... Allora.... Vai.... vai a finire

la tua lettera.

CLEL. Mamma, sei in collera?

EUG. No, no: non sono in collera.

LEON. Così, cara Eugenia, siamo intesi. — E siccome mi preme di

definire la cosa entro domattina, io torno subito a Biella per partire

col primo treno per Torino.

EUG. Va bene.

LEON. E se poteste domani o dopo domani essere a Torino anche voi....

EUG. Vi sarò dopo domani al più tardi.

CLEL. Papà, lasciami venir teco a Torino!

LEON. A che fare?

CLEL. È tanto tempo che non vedo Torino!

LEON. Ci verrai dopo domani colla mamma.

EUG. No, no; contentala. — Tanto, qui, non potrei molto occuparmi di

lei, con tutte le brighe dei bagagli, delle valigie....

LEON. Clelia potrà aiutarvi. (_Fa cenno a Clelia_).

CLEL. (_Veduto il cenno del padre_). Sì, si, mamma!... Scusami, sono

una sciocca alle volte! e me ne accorgo, sai! — Scusami! resto con te!

resto con te!

EUG. Se ti fa piacere!...

CLEL. Sì, tanto! E fa piacere anche al babbo — anche or ora — mi

raccomandava di.... (_Si ferma a un gesto di Leonardo_).

EUG. Grazie, carina. (_Con mesto sorriso un po’ sardonico_).

CLEL. (_Ad Eugenia_). Allora io torno in camera; vado a finire la mia

lettera per Ester — chè ho tante cose da dirle!... (_correggendosi_)

— che non so neppure se gliele dirò.... ma in caso, poco male....

finirò la lettera a Torino.... o non la finirò!... che sarà poco male!

— Dunque, buon viaggio, papà! A rivederci a Torino! — Un bacio, mamma!

(_Via_).

LEON. Compatitela, è un po’ leggera.

EUG. La compatisco.

LEON. (_Suona_).

CAM. Comandi.

LEON. Vorrei una carrozza per Biella.

CAM. C’è l’omnibus già pronto: sta per partire.

LEON. Va bene; vengo subito.

CAM. (_Esce_).

LEON. (_Ad Eugenia_). A rivederci a Torino. E.... grazie. (_Le stringe

la mano_).

EUG. A rivederci.

LEON. (_Esce_).

La separazione · 第 47 / 56 题