_Detti_, =Eugenia= _dal fondo_.
EUG. (_Entra, vede il contegno irritato dei due, si ferma_).
CORV. (_Continuando, a Leonardo rimasto colpito_). Scegliete!... La
scelta è degna di voi!
EUG. (_Avanzandosi vivamente_). Quale scelta?
CORV. (_Cercando di dissimulare_). Nulla.... nulla!
EUG. (_A Leonardo con vivacità_). Parlate voi!... Cosa c’è? Siete lì
che sembrate interdetto, allibito!?
LEON. (_Sforzandosi di ripigliarsi_) .... Ma no, non sono nè
interdetto, nè allibito!...
EUG. E non vedete che non trovate modo di rispondermi, nè l’uno nè
l’altro?... Ma parlate, in nome di Dio! Io esigo di sapere la verità!
CORV. Ebbene, ecco.... fu a proposito.... — Voi troverete frivola
la causa di quel mio momento di sdegno — fu una quistione....
giornalistica... È corsa sui giornali la voce che certe corrispondenze
politiche da Roma a un giornale di Berlino, fossero di un deputato
che ha credito, che ha seguito alla Camera italiana.... e ciò era
censurato.... e da qualcuno s’insinuava che il deputato corrispondente
fosse Leonardo.... Io gliene avevo fatta parola, esortandolo a smentire
quella diceria. — Leonardo s’era rifiutato.... — Di qui quel mio
momento di sdegno.
EUG. (_Un po’ incredula, a Leonardo_). È veramente così?
LEON. È così.
EUG. E.... non vi batterete?!
LEON. No!... Non ci batteremo!
EUG. (_A Leonardo_). Sul vostro onore?
CORV. (_Subito_). Sul mio onore!
EUG. Non so.... vi veggo così turbati!... tutti e due!
CORV. Sapete.... il pensiero di mia sorella!.... che è sua cugina!...
(_Fissando Leonardo con intenzione_) E io ho fretta di rivederla!
EUG. (_Fissandoli ancora — a Corvini_). Eccovi la chiave!
CORV. Grazie. E a rivederci.... Verrò a salutarvi prima di partire.
(_Parte commosso_).