SCENA TERZA.

=Leonardo= _e_ =Corvini=.

LEON. (_Sdegnato e sommesso_). Stavo per venirvi a cercare a Genova.

Bisogna pure che ci parliamo! Non vi immaginerete che la cosa possa

finire così!

(_Tutta questa scena deve farsi con dialogo concitato, ma sempre a

bassa voce_).

CORV. È inutile che parliamo! Non avete trovato padrini perchè nessuno

vuole immischiarsi di uno scontro fra due cugini germani? E ciò che

volete dirmi?

LEON. (_Vivamente_). Padrini se ne trovano sempre e io li ho trovati.

CORV. Ebbene, se voi li avete trovati, io non li ho neppure cercati!

Uno scontro fra noi due è impossibile! Potete fare e dire quello che

volete! Ma io non vi darò, ne accetterò nessuna soddisfazione!

LEON. Ma se la soddisfazione è impossibile, potrò almeno esigere una

spiegazione!

CORV. Non vi darò nessuna spiegazione!

LEON. E perchè?

CORV. Perchè non posso — perchè mi ripugna!

LEON. (_Con forza_). Ma, viva Dio! Fra noi due c’è sicuramente un

malinteso, un equivoco, qualche cosa che non riesco a spiegarmi! Se

fossi stato io a provocare voi....

CORV. Avreste compromessa la riputazione di una donna onesta, della

madre di vostra figlia, di vostra moglie!...

LEON. Ma insomma, si capirebbe il perchè!... Ma una provocazione

da parte vostra?! Lì, così, senza una ragione, senza un pretesto

immaginabile? Siamo in un luogo dove le persone non hanno di meglio

che i pettegolezzi per passare il tempo. Il dottore mi ha detto

or ora che da tre giorni non si parla d’altro che di noi due — e

tutti cercano, spiano, almanaccano! Diamo almeno a questa gente una

spiegazione plausibile, che soddisfaccia le curiosità maligne da cui

siamo circondati! Facciamo almeno in modo di restare esposti a queste

curiosità noi due soli, noi che siamo uomini e possiamo disprezzare le

maldicenze — e occorrendo, rintuzzarle, costringerle al silenzio!

CORV. Ebbene.... se volete diremo che io cedetti a un impeto di

dispetto per la vostra condotta!

LEON. (_Con forza_). Per la mia condotta?!

CORV. (_Con pari impeto_). E vi pare forse che la vostra condotta sia

quella che conviene a un uomo, come voi, marito — separato sia pure —

ma marito! ma padre!

LEON. (_Impazientito_). Ah siete sublimi voi altri uomini di

professione virtuosi! Così un marito, perchè separato, deve anche

essere un anacoreta! E a che pro poi? Le macerazioni non bastarono

a liberare un anacoreta famoso, vecchio e santo dalle tentazioni

dell’eterno femminino! E allora! Marito, padre, fin che volete! Ma

non ho che 42 anni e non voglio macerarmi e non aspiro ad essere

santificato! Oh dunque? Che cosa farà un povero diavolo di marito

separato? Sedurrà? S’incanaglierà? Voi, di professione virtuoso, quale

di queste due soluzioni avreste preferita?

CORV. (_Con forza_). Non avrei preferito quella terza di una scurrile

ipocrisia!

LEON. (_Con fuoco_). Vale a dire?

CORV. (_Sdegnoso_). Andiamo! L’istitutrice alla figlia!

LEON. (_Scuote le spalle con disprezzo; e tra i denti_). O pedanterie!

CORV. (_Sdegnosissimo_). Oh avete il cinismo di dire pedanterie?

Allora, poichè lo volete, vi dirò che non avrei preferito mai la

soluzione del violare i vincoli dell’ospitalità e del sangue!

LEON. (_È colpito_).

CORV. (_Crescendo d’impetuosità sdegnosa, continua_) .... sino a

compromettere la riputazione.... a distruggere la gioventù, la salute

di una donna! sino a dover ringraziare la morte d’aver soppresso una

tremenda testimonianza!

LEON. (_Sbigottito, incerto_) .... Che volete dire?

CORV. (_Con solenne mestizia e terribile rimprovero_) .... Il vostro

bambino è morto!

LEON. Morto!?

CORV. E dopo ciò, chi volete che compromettiamo con un duello? Vostra

moglie, o mia sorella?

La separazione · 第 44 / 56 题