=Leonardo= _e_ =Corvini=.
LEON. (_Sdegnato e sommesso_). Stavo per venirvi a cercare a Genova.
Bisogna pure che ci parliamo! Non vi immaginerete che la cosa possa
finire così!
(_Tutta questa scena deve farsi con dialogo concitato, ma sempre a
bassa voce_).
CORV. È inutile che parliamo! Non avete trovato padrini perchè nessuno
vuole immischiarsi di uno scontro fra due cugini germani? E ciò che
volete dirmi?
LEON. (_Vivamente_). Padrini se ne trovano sempre e io li ho trovati.
CORV. Ebbene, se voi li avete trovati, io non li ho neppure cercati!
Uno scontro fra noi due è impossibile! Potete fare e dire quello che
volete! Ma io non vi darò, ne accetterò nessuna soddisfazione!
LEON. Ma se la soddisfazione è impossibile, potrò almeno esigere una
spiegazione!
CORV. Non vi darò nessuna spiegazione!
LEON. E perchè?
CORV. Perchè non posso — perchè mi ripugna!
LEON. (_Con forza_). Ma, viva Dio! Fra noi due c’è sicuramente un
malinteso, un equivoco, qualche cosa che non riesco a spiegarmi! Se
fossi stato io a provocare voi....
CORV. Avreste compromessa la riputazione di una donna onesta, della
madre di vostra figlia, di vostra moglie!...
LEON. Ma insomma, si capirebbe il perchè!... Ma una provocazione
da parte vostra?! Lì, così, senza una ragione, senza un pretesto
immaginabile? Siamo in un luogo dove le persone non hanno di meglio
che i pettegolezzi per passare il tempo. Il dottore mi ha detto
or ora che da tre giorni non si parla d’altro che di noi due — e
tutti cercano, spiano, almanaccano! Diamo almeno a questa gente una
spiegazione plausibile, che soddisfaccia le curiosità maligne da cui
siamo circondati! Facciamo almeno in modo di restare esposti a queste
curiosità noi due soli, noi che siamo uomini e possiamo disprezzare le
maldicenze — e occorrendo, rintuzzarle, costringerle al silenzio!
CORV. Ebbene.... se volete diremo che io cedetti a un impeto di
dispetto per la vostra condotta!
LEON. (_Con forza_). Per la mia condotta?!
CORV. (_Con pari impeto_). E vi pare forse che la vostra condotta sia
quella che conviene a un uomo, come voi, marito — separato sia pure —
ma marito! ma padre!
LEON. (_Impazientito_). Ah siete sublimi voi altri uomini di
professione virtuosi! Così un marito, perchè separato, deve anche
essere un anacoreta! E a che pro poi? Le macerazioni non bastarono
a liberare un anacoreta famoso, vecchio e santo dalle tentazioni
dell’eterno femminino! E allora! Marito, padre, fin che volete! Ma
non ho che 42 anni e non voglio macerarmi e non aspiro ad essere
santificato! Oh dunque? Che cosa farà un povero diavolo di marito
separato? Sedurrà? S’incanaglierà? Voi, di professione virtuoso, quale
di queste due soluzioni avreste preferita?
CORV. (_Con forza_). Non avrei preferito quella terza di una scurrile
ipocrisia!
LEON. (_Con fuoco_). Vale a dire?
CORV. (_Sdegnoso_). Andiamo! L’istitutrice alla figlia!
LEON. (_Scuote le spalle con disprezzo; e tra i denti_). O pedanterie!
CORV. (_Sdegnosissimo_). Oh avete il cinismo di dire pedanterie?
Allora, poichè lo volete, vi dirò che non avrei preferito mai la
soluzione del violare i vincoli dell’ospitalità e del sangue!
LEON. (_È colpito_).
CORV. (_Crescendo d’impetuosità sdegnosa, continua_) .... sino a
compromettere la riputazione.... a distruggere la gioventù, la salute
di una donna! sino a dover ringraziare la morte d’aver soppresso una
tremenda testimonianza!
LEON. (_Sbigottito, incerto_) .... Che volete dire?
CORV. (_Con solenne mestizia e terribile rimprovero_) .... Il vostro
bambino è morto!
LEON. Morto!?
CORV. E dopo ciò, chi volete che compromettiamo con un duello? Vostra
moglie, o mia sorella?