=Ernesta, Angela= _poi_ =Eugenia=.
ANG. Signora!... vuole un po’ del suo Elisire?
ERN. (_ripigliandosi, tornando a sforzarsi_). Sì fa presto!
ANG. Subito! (_Esce da destra e subito torna_).
ERN. (_Si mette a scrivere_).
ANG. (_Torna con una boccettina_). Ecco qui!
ERN. (_Scrivendo_). Aspetta! (_Finisce di scrivere, piega la carta,
prende una busta_).
EUG. (_Entra — essa è turbatissima; avvicinandosi ad Ernesta_). Che
cosa fai?...
ERN. Oh! Così presto tornata?... (_Sempre con calma cupa_).
EUG. (_Piano ad Ernesta_). (Ma.... ho incontrato a poca distanza....
quella donna....).
ERN. (_Ad Angela_). Non occorre altro. Vai pure.
ANG. (_Esce da destra_).
ERN. (_C. s._). Hai incontrata la balia?
EUG. Essa voleva tentare di vederti.... senza comprometterti.
ERN. (_Trae la lettera ricevuta e la dà ad Eugenia_). So tutto! Leggi!
EUG. (_Legge fra sè_).
ERN. (_Scoppia in pianto_).
EUG. (_Rende la lettera e cerca consolarla_). Su, coraggio!... E vieni
via di qua; vieni in camera tua.
ERN. Lasciami mettere questa lettera in una custodia.
EUG. Faccio io: qua la lettera. (_La prende, la mette nella busta, la
chiude)_. Ecco fatto. — Scrivi l’indirizzo. (_Le dà la lettera_).
ERN. (_Si mette a scrivere_).
EUG. (_Chiama_). Angela.
ANG. (_Entra_). Comandi.
EUG. Prendi questa lettera e gettala nella cassetta dello stabilimento.
ANG. Subito. (_Prende la lettera, esce dal fondo e torna poi_). (_Entra
Clelia dietro al Dottore e resta in fondo: Eugenia va a lei e le parla
sommesso_).