_Dette_, =Dottore, Clelia= _poi_ =Leonardo=.
DOTT. (_Venendo con premura ad Ernesta_). Cosa c’è? Cosa abbiamo? La
signorina Clelia m’ha detto di venire da lei....
ERN. (_Sforzandosi_). Oh!... un momento di debolezza.... di abbandono
di forze.... Non è nulla.
DOTT. Sentiamo un po’ questo polso. (_Le prende il polso e intanto
parla_).
CLEL. (Non sarà cosa grave?) (_Ad Eugenia_).
EUG. (No, no, torna di là!). (_Esce con Clelia_).
DOTT. Sa? È arrivato il signor conte Leonardo suo cugino.
ERN. (_Con soprassalto_). Leonardo?!
DOTT. (_Sempre toccando il polso_). Appunto! Anzi, guardi, eccolo qua!
(_Entra Leonardo e si avvicina_).
ERN. (_All’annunzio, alla vista di Leonardo cade in deliquio_).
LEON. Ma che cosa avviene?
DOTT. Uno dei soliti deliqui — non è nulla — vado a preparargli un
calmante e torno subito. (_Corre via dal fondo)_.
LEON. (_Vedendosi solo con Ernesta le dice sommessamente e con
calore_). Ernesta!... Ernesta!... Sono io!... Sono Leonardo!... Ho
ricevuto a Roma la tua lettera!... Sono corso.... Ernesta! Ernesta!
ERN. (_Non si muove_).
LEON. (_L’osserva, poi come fra sè standole sopra_). Ah!... Questa
donna muore!
(_Entra Corvini. Leonardo gli fa cenno di accorrere. Corvini corre
presso Ernesta. Leonardo accenna che va pel Dottore ed esce dal fondo.
Corvini si pone presso Ernesta_).