_Detti_, =Ernesta=, _la_ =Cameriera=, poi =Clelia, Ester= _e il_
=Dottore=.
EUG. (_Ad Ernesta_). Guarda, Ernesta, che bella visita!
ERN. (_Si appoggia al braccio della Cameriera, e coll’altra mano
si regge ad un bastoncino elegante. — Non sia esagerato il di lei
zoppicare_). Oh! Rodolfo! Caro Rodolfo!
CORV. Sono io! (_Abbraccia e bacia Ernesta_).
ERN. Bravo Rodolfo! Sei venuto a trovarmi! (_Aiutata dalla Cameriera
siede a destra sopra una poltrona, avanti_).
DOTT. (_Entrando con premura in atto di annunziare persone che
arrivano_). Signora contessa, le annunzio la sua figliuola!
(_Entrano Clelia ed Ester dal fondo. — Abbigliamenti eleganti tutt’e
due. Ester dev’essere giovine e avvenente molto_).
EUG. (_Correndo ad abbracciare Clelia con grande trasporto_). Oh
Clelia! Clelia mia! Ah che ti baci finalmente!
CLEL. Sì, mamma, che ti baci anch’io, cara mammetta! (_Scherzosa_). Ma
ohi! dico! tu mi schiacci il mio cappello!
EUG. (_Tra scherzosa e nervosa_). Poco male, carina! Te ne ho portati
due nuovi!
CLEL. Ah! Che brava mammina! — Oh la cugina Ernesta! (_Si scioglie da
Eugenia e va da Ernesta_). Cara cugina! Come stai! (_Abbracci e baci_).
ERN. Così.... non c’è male!
CLEL. Cammini già da te? (_Senz’aspettare risposta, vedendo Corvini_).
Oh caro cugino! Anche tu qui?
CORV. Sicuro!... Ma.... (_A bassa voce_). (.... stai colla mamma! È un
secolo che non la vedi!)