=Eugenia= _e_ =Corvini=.
EUG. Ma come mai siete qui?
CORV. Leggendo nella vostra lettera che voi venivate a Andorno da
mia sorella — invece di andare a Viareggio da vostra figlia — mi sono
un po’ allarmato sulla salute di Ernesta! Senza un grave motivo non
avreste rinunziato a trovarvi colla vostra Clelia.
EUG. Oh! Non ci ho rinunziato! Le ho scritto di venire qui; arriverà
oggi: tre mesi che non la vedo! Ne ho un gran bisogno, ve’, di vederla!
E lei pure ha bisogno di vedermi, di stare un po’ con sua madre! — Si
fa di tutto per alienarne l’animo! L’ultima volta che la vidi, mi fece
male! Fredda, frivola!...
CORV. Ma quella istitutrice?
EUG. (_Con impeto_). Non parlatemi di quella donna! Parliamo di vostra
sorella. — Sta terminando la sua cura e viene qui in sala.
CORV. Il dottore mi ha detto che va meglio; che i deliqui sono
diradati; diminuite le debolezze!
EUG. Eh, se non ci fosse altro!
CORV. Ma che c’è?
EUG. Non è facile a spiegarsi! Io stessa, che sono la sua più intima
amica....
CORV. Dite pure l’unica sua amica!
EUG. Ebbene io stessa non riesco a rendermi conto di ciò che passa
dentro all’anima di quella creatura!
CORV. E sì che per altro con voi si confida!
EUG. Si confida, sì, ma non interamente! Mi parla d’inquietudini
morali; nell’ultima sua lettera c’era una parola cancellata; cancellata
con cura; ma io riescii a leggere rimorsi! V’immaginate voi di rimorsi
in quella creatura lì?
CORV. Io credo che alle sue tristezze contribuisca molto l’isolamento
in cui vive! In quella sua solitudine essa si fissa su certe
preoccupazioni, se le esagera, se le inacerbisce!
EUG. C’è qualcosa infatti che essa mi cela. Dacchè son qui non fo che
adoperare tutte le arti che l’affetto m’ispira per farla parlare, e non
dispero; a forza di parole amorevoli, a forza d’insistenze, ho fiducia
di riescire! Mi renderò magari noiosa!... ma la mia tenerezza la
vincerà!
CORV. (_Con espansione_). Angelo! Angelo! Grazie! Grazie per mia
sorella! (_Le bacia la mano_). E per me! (_Vorrebbe ribaciarle la
mano_).
EUG. (_La ritira_). Per vostra sorella passi! Ma basta! Vi ho detto
altre volte che non vi permetto questi entusiasmi troppo famigliari!
CORV. Non intendo di offendervi! Infine tra cugini....
EUG. Se non avessi sposato Leonardo, noi due non ci si conoscerebbe
neppure!
CORV. Bell’affare fu quello di sposare Leonardo! (_Con certo scoppio di
stizza_). Un imbecille....
EUG. (_Per interromperlo)_. Rodolfo!
CORV. (_Senza interrompersi_). Che invece di apprezzare il tesoro che
gli era toccato....
EUG. (_C. s., con più forza_). Rodolfo!
CORV. (_C. s._) .... contro ogni suo merito, va invece a cercare....
EUG. (_Con più forza ancora_). Ma Rodolfo!
CORV. (_Con viva impazienza si corregge_). Ah, sentite, Eugenia! Quando
quattro anni fa io dovetti occuparmi della vostra separazione e dovetti
approfondire le brutte, le sconce mostruosità di quella separazione,
e potei vedere, valutare la virtuosa abnegazione della vostra anima.
(_Con discorso disordinato per passione)_. Avevate veduta una mano
villana levata su voi.... e avevate perdonato! — e avevate conceduto
una nuova somma di denaro.... a dei bisogni di giuoco e di vizio! — Vi
giuro che, allora, quello che provai per voi, fu un tale sentimento di
ammirazione, di venerazione.... che a chiamarlo amore, parola d’onore,
sarebbe profanarlo!
EUG. (_Commossa, ma dominandosi, vincendosi_). Basta, Rodolfo! Non
voglio queste parole!... Non vi dico, rispettatemi! — Vi dico....
come vi dirò? Vi dico, abbiate pietà!... Guardate! Io ho della forza,
del coraggio; ho una certa fibra resistente, elastica.... alle volte
mi piego sotto il peso delle amarezze, delle difficoltà della mia
esistenza: poi mi rialzo, trovo della calma, anche della serenità....
quasi del buon umore!... Ma non rendetemi più difficili da vincere le
battaglie.... a cui è condannata la mia povera anima!... (_Starebbe per
soggiacere alla sua emozione, ma con uno sforzo si domina e ripiglia
con una specie di serenità_). Là, là!... Voi ed io siamo qui per vostra
sorella; non occupiamoci che di lei! (_Guardando verso il fondo_). Ah!
eccola! (_Le va incontro_).
CORV. (_Del pari_).