=Carenzi= _e_ =Eugenia=.
CAREN. (_Spinge una poltrona più vistosa delle altre e l’offre
cortesemente ad Eugenia_). La prego, signora Contessa!
EUG. (_Seria, freddissima_). Grazie (_siede_).
CAREN. (_Sedendole vicino, con modi paterni, ma seri_). Dunque, signora
Contessa, si confidi con me! Sono proprio così gravi i motivi di questa
separazione?
EUG. (_Sempre sforzandosi di parere calma e indifferente_). Non c’è
nessun grave motivo.
CAREN. (_Fa un movimento leggermente nervoso_).
EUG. Incompatibilità di carattere!
CAREN. L’incompatibilità di carattere non è che una frase dell’uso.
— L’art. 150 del Codice non pone altre cause di separazione che gli
eccessi, le sevizie, le minaccie, le ingiurie gravi e.... l’adulterio!
— scusi la parola!... — e il Codice aggiunge che l’adulterio del marito
non guasta! — Noi non siamo in nessuno di questi casi?!
EUG. Tutt’altro.
CAREN. Infatti il loro ricorso dichiara separazione volontaria,
consensuale.... eh?
EUG. (_Sempre calma, fredda e così in seguito sino ad altra
indicazione_). Appunto.
CAREN. L’art. 811 del Codice di procedura m’impone di richiamare i suoi
più seri riflessi sulle conseguenze di una separazione.
EUG. (_C. s._) Le conosco tutte.
CAREN. E ci ha pensato su bene?
EUG. Sissignore!
CAREN. Ha riflettuto che il mondo, in queste separazioni, non crede mai
al mutuo consenso?
EUG. (_Tace_).
CAREN. Il mondo invece cerca, fruga, vuole scuriosirsi sui misteri del
dietro-scena.
EUG. (_C. s._). Cerchi fin che vuole!
CAREN. Capisco che loro hanno preso tutte le precauzioni per non dare
appigli alle curiosità del mondo. — Ma il mondo si rassegnerà a questa
delusione delle sue curiosità? Quello che egli non avrà trovato, lo
inventerà! — E badi che il mondo corteggia volontieri una bella e
gentile signora separata dal marito. — Oh ella avrà intorno un nuvolo
di confortatori pieni di una compassione tenerissima — ma tutt’altro
che platonica! — una moglie senza il marito è un’occasione mollo
appetitosa! Ed ella dovrà o condannarsi a una solitudine monastica, o
rassegnarsi alla maldicenza! Perchè il mondo corteggia, adula.... ma è
sempre sfavorevolmente prevenuto contro una donna divisa dallo sposo!
Egli, a buon conto, la chiama una mal maritata!
EUG. (_Crolla il capo sospirando_). Se non fosse che questo!
CAREN. (_Con interesse accostandosi_). C’è di peggio, eh?
EUG. (_Ripigliando la sua fredda calma)_. No, no, non c’è niente.
CAREN. (_C. s._). Qualche galanteria del Conte?
EUG. (_C. s._). Nossignore.
CAREN. Un po’ di dissipazione.
EUG. Nossignore.
CAREN. .... Qualche di lui gelosia?
EUG. Sarebbe un’infamia!
CAREN. (_Fissandola_).... Capisco! La figliuola, eh?
EUG. (_Ha un improvviso impeto di commozione, ma è istantaneo e subito
si padroneggia_). Poverina!
CAREN. Sarà messa in un educandato!
EUG. (_Combattendo la sua emozione_). Sissignore.
CAREN. E la ragazzina ci andrà volentieri?
EUG. (_C. s._). Ci andrà.
CAREN. M’hanno detto che lei le vuole molto bene.
EUG. (_C. s._). È un angelo!
CAREN. E la ragazzina vorrà bene alla sua mamma.
EUG. (_Combattendo con crescente sforzo la sua commozione e si vede che
sta per prorompere_). Poverina, tanto! Oh tanto, poverina!...
CAREN. E le dispiacerà, è vero? di lasciare la sua mamma.
EUG. (_C. s._). Sissignore.... le dispiace!...
CAREN. Sarà un distacco doloroso!