_Pesti del Secolo decimo settimo_ » 372 a 504
_Nel 1601 la peste travagliò la città di
Trieste. Da di là si stese sulle terre
dell'Istria ai Veneziani soggette; ma
anche questa volta, a merito delle provvide
sollecitudini del Magistrato di Sanità,
venne arrestato il corso al contagio._ » 424
_Nel 1605 peste fierissima nella Livonia,
succeduta a carestia desolatrice; anzi
ad una fame delle più memorabili ed
orribili che ricordi la storia. Vi si divoravano
i cani, i gatti, i topi; e, cosa
che fa inorridire, sin anche i cadaveri
si dissotterravano per isbramar con essi
la fame_ » 375
_Nello stesso anno 1605 pestilenza egualmente
funesta in Inghilterra. Nella sola
città di Londra perivano da circa due
mila persone ogni settimana_ » _ivi_
_Regnò la peste in più luoghi della Germania
nel 1606, nel Palatinato del
Reno, a Magonza e nel suo territorio,
nel Maddeburghese ed altri luoghi.
Nel 1607 travagliò fieramente la
città di Augusta_ » _ivi_
_Peste desolatrice a Spalatro in Dalmazia
agli anni 1607-8 sotto l'Arcivescovato
del dotto, ma troppo riscaldato filosofo
Marc'Antonio de Dominis. Vi estinse
la maggior parte di quegli abitanti.
Brani di descrizione latina di detta
peste_ » 374
—— _nel 1610 a Basilea (ove uccise quattro
mila persone). Mentre a detto anno
a Colmar, a Schelestadt, ed in tutta
l'Alsazia il contagio pestilenziale
infieriva fra gli uomini, una maligna
epizoozia distruggeva gli animali. Anzi
narrasi che gli stessi volatili n'erano
presi; tal che assai sovente vedevansi
dall'aria cader a terra colti da improvviso
malore_ » 375
_Nel 1611 vi fu peste in varj paesi della
Svevia. Nel 1613 si manifestò nell'esercito
del Re di Danimarca. Nel 1614
ripullulò in Svevia e specialmente nella
città di Dillingen. Nel 1619 si rinnovò
in Augusta_ » 376
_Nel 1619 peste così micidiale a Zara,
che perì il maggior numero di quegli
abitanti. Da Zara passò poi il contagio
in altre città della provincia_ » _ivi_
_Peste così terribile e micidiale regnò a
Petaw o Petau, picciola città della
Stiria negli anni 1723-24-25, che durando
troppo a lungo il miserando strazio
di quella popolazione, già quasi
interamente distrutta, non eravi più
alcuno che osasse avvicinarsi alla sventurata
città, convertita pressochè tutta
in un tristissimo cimitero_ » 377
_Peste di nuovo a Londra nel 1625. Nello
stesso anno a Metz nella Lorena. Nel
1626 a Tolosa nella Linguadocca_ » _ivi_
_Altra luttuosissima epoca di orrori e di
stragi prodotti in Francia e in Italia
negli anni 1627-28-29-30 e 31 dalla
peste, che fu una delle più micidiali
che abbiano mai inferocito sull'umana
generazione_ » 378
_Nel 1628 si manifestò la peste a Lione,
a Montpellier, a Digne, ed in altri luoghi
della Francia, che fu oltre ogni
dire terribile e funesta avendo ucciso
nella sola Lione da circa settanta
mila persone in un anno_ » 376 _e seg._
_Interessante descrizione della detta peste
di Lione_ » 378 _a_ 384
_Sintomi che accompagnavano la malattia_ » 379
_Osservazioni. — L'uso del vino riconosciuto
utile, funesto l'abuso. — A parecchi
tornò vantaggiosa la zuppa d'orzo. — Cauterj
e vescicatorj riconosciuti
eccellenti preservativi_ » 380
_Uno di due fratelli colti dalla peste, ai
primi sintomi del male si cacciò nel
forno ancora caldo, sudò molto, e
guarì, l'altro che così non fece è morto_ » _ivi_
_Orrori di quelle tristissime giornate. — A
quanto giunga talvolta l'umana malvagità
sotto il flagello. — Frequenza dei
matrimoni in que' momenti terribili. — Una
donna sposò sei mariti in poco
tempo, e li seppellì tutti
sei. — Facilità con cui si dimenticavano i
passati mali e si passava dalla tristezza alla
letizia. — Indifferenza sulle altrui sciagure. —
I sterquilinj, e le case d'immondezza
divenuti luoghi di sicurezza. — Tristi
conseguenze lasciate dalla
peste in quasi tutti quelli che guarirono. —
Disordini avvenuti riguardo alla
legittima successione delle famiglie. — I
Magistrati Municipali di Lione accusati
di gravissimi falli_ » 381 _a_ 384
_Descrizione della peste di Montpellier
del 1629-50_ » 384 _a_ 386
_Vive dispute fra i Medici sull'indole della
malattia. — La peste intanto si diffonde. —
Dispareri medici impediscono
agli ufficiali del Municipio di prendere
le necessarie precauzioni per arrestarla.
Arrivo del Cardinal Richelieu
e del Re a Montpellier con numerosa
corte, e porzion dell'armata che
faceva la guerra ai Calvinisti. Il male,
che covava occulto, scoppiò ad un
tratto in più contrade, e vi sparse il
terrore. Il Re fugge, l'armata si ritira,
gli abitanti fanno fardello, chi
fugge da una parte e chi dall'altra.
Viene creato un Consiglio di Sanità, ma
per la paura fuggon gli eletti — Sono
morte cinque mila persone, circa la
metà di tutti quelli che erano rimasti in
città. — Ottima misura presa dalla
Municipalità durante il contagio, quella
si fu di far trasportare i malati fuori
della città. — Singolar specie di furfanteria
organizzatasi a Montpellier in
quella luttuosa circostanza; ed era che
i serventi dei malati nelle case e negli
spedali, inducevano gl'infermi a far testamento
reciprocamente a loro favore_ » 384 _a_ 386
_Descrizione della peste di Digne_ » 386 _a_ 392
_Sintomi che accompagnarono questa peste_ » 386 _e seg._
_Fenomeni singolari e stravaganti; specie
di delirio osservato in questa pestilenza_ » 387 _e seg._
_Lagrimevole spettacolo che offrivano i
luoghi della campagna_ » 389
_La peste durò quattro mesi. Per tutto
quel tempo il cielo fu coperto di dense
nubi, l'aria esprimeva un calore bruciante,
frequenti erano i temporali;
nessun uccello si udì in tutto quel
tempo nè in città nè in campagna_ » 390
_Sono perite 8500 persone fra 10,000, cioè
quasi sei settimi di tutti gli abitanti;
più uomini che donne, più giovani che
vecchi. Fra i 1500 individui rimasti
non ve n'erano che cinque o sei
soltanto che non fossero stati presi dalla
malattia_ » 390 _e_ 391
_La peste ripullulò a Digne sei mesi dopo;
ma quegli abitanti che fresca avevano
la memoria delle passate disgrazie,
se ne fuggirono quasi tutti, e non
vi perirono che cento persone, tutti
stranieri. Nessuno di quelli che avevano
superata la malattia, fu preso nuovamente_ » 391
_Cause alle quali venne attribuita cotanta
strage. Strana disposizione del Parlamento,
gravi disordini, monopolii, ruberie,
incendii, atrocità ch'ebbero luogo
in quella circostanza_ » _ivi_
_Nel 1628 grande carestia in Italia, e
specialmente nel Milanese ed in altri paesi
della Lombardia, accresciuta dalla
guerra che successe a quegli anni fra
l'Austria e la Francia per la successione
al Ducato di Mantova. La guerra
diede occasione alla peste, portata
in Italia dalle truppe Alemanne. Si
sviluppò da prima nella parte settentrionale
del Milanese; nè vi fu conosciuta,
se non quando aveva già fatto
di molti progressi, nè era più tempo
di arrestarla_ » 392 _e_ 393
_Lasciate aperte e libere le comunicazioni
come per l'innanzi, la peste si diffuse
con una rapidità incredibile. Penetrò a
Milano nell'ottobre 1629, e vi fece sì
orrenda strage, che il numero de' morti
giunse fino a 3555 in un giorno, e questa
grande mortalità durò qualche tempo.
Assicurano gli storici aver perduto
Milano per quel contagio cento sessanta
mila abitanti, e che in proporzione sia
stata maggiore la perdita che seguì nel
Ducato_ » 396 _a_ 399
_Descrizione di questa peste_ » 392 _a_ 399
_Prosuntuosa ignoranza di alcuni medici
e chirurghi che continuarono a sostenere
quel morbo non esser peste, contro
l'autorità di alcuni dotti e sperimentati
che l'affermavano_ » 394
_Improvvida e barbara misura adottata di
cacciar fuori dalla città tutti li forestieri
e le persone senza mestiere_ » 396
_Suppostosi di vedere qualche cosa di
soprannaturale nella malattia, si fece
ricorso alle preghiere pubbliche, alle
processioni, alle penitenze, ma queste
concorsero ad accrescere la peste per
l'affluenza di molte persone in un medesimo
luogo_ » _ivi_
_Sospetti a quel tempo concepiti, che uomini
perversi avessero formati unguenti
con materia bubonica pestilenziale per
uccider chi più loro piacesse. La casa
ove si è creduto eseguita la manipolazione,
fu spianata, ed in quel sito
s'innalzò il dì 30 agosto 1630 una colonna
d'infamia, che il Muratori dice
di aver veduta_ » 396 _e seg._
_La quarantena generale ordinata in quella
circostanza produsse ottimo effetto._
_Quest'è la peste, che fu descritta con
tanta verità e vivacità di colori dal
Manzoni nel libro I promessi Sposi_ » 397
_Si notò, che nel 1628 comparve una gran
cometa, la primavera del 1629 fu calda
con pioggie continue, e nella state
i calori furono eccessivi_ » _ivi_
_Nell'anno 1629, s'insinuò pur in Dalmazia
la peste, attaccò Spalatro recandovi
nuove rovine; poi s'introdusse
nel 1630 a Zara, a malgrado tutte
le difese adottate, dove uccise più di
1000 persone, e 3000 nel contado,
ch'era allora assai popolato. Il morbo
fu violentissimo, ma di breve durata,
cessatovi interamente lo stesso anno,
e riconosciutane apertamente la grazia
dall'intercessione del santo vecchio Simeone,
protettore di quella città. Li
Zaratini fecero solenne voto di
affrettare la traslazione del corpo di detto
Santo, lo che eseguirono con magnifica
pompa l'anno 1632_ » 399
_Peste fierissima a Verona nel 1630,
dalla quale sono morte 32,900 persone
fra 53,500 che costituivano la popolazione
di quella città_
_Interessante descrizione della detta peste
di Verona_ » 399 _e seg._
_Discrepanti opinioni dei medici sulla natura
di quel morbo_ » 400
_Insolente temerità del popolo, che volle
farla da giudice_ » _ivi_
_Moltiplicazione delle morti; abbandono
degli infermi; orrori di quelle tristissime
giornate_ » 403
_La Repubblica di Venezia spedisce a
Verona Alvise Valaresso come Provveditore
straordinario_ » _ivi_
_La calamità si aumenta. Si ritorna a convocare
i medici, e ad onta della grande
mortalità, e della più chiara evidenza
dei fatti, sono pur alcuni tra essi che
negano esservi a Verona la peste_ » 404
_Sdegnoso rifiuto di queste erronee opinioni_ » 405
_Miserando spettacolo che offerivano i Lazzeretti,
i luoghi da imbarco ed in generale
tutta la città_ » 406
_Muojono i medici, i chirurghi, a malgrado
le poma d'ambra, ed altre sostanze
odorose di cui facevano uso per
preservarsi. Muojono gli assistenti, i
sacerdoti, i becchini, i fornai. In luglio
succede l'incendio del Monte di
Pietà. L'infausto avvenimento fa accrescere
la forza del contagio pel concorso
delle persone accorse ad estinguerlo, e
per la nuova angustia e spavento_ » 409
_Mancano modi, luoghi, e ministri per
seppellire i cadaveri. Si gettano nell'Adige.
Orrendo e miserando spettacolo.
Si dispera di tutto e di tutti. Si
teme lo sterminio generale della città_ » 406 _e seg._
_Leonardo Tedeschi medico e Canonico
offre raro esempio di coraggio, di pietà,
di carità generosa_ » 407
_La Repubblica fa venire a Verona con
grande stipendio Giovanni Hennisio medico
di Augusta_ » 409
_Viene ristabilito l'ordine nella città a
merito delle cure del Valaresso_ » 409 _e_ 410
_I luoghi del territorio però sono sempre
più afflitti. Minora la peste in agosto.
È presso che estinta in ottobre. Si ridesta
qualche scintilla nella primavera successiva;
ma ben presto ritorna la calma_ » 411
_La peste ardeva contemporaneamente a
Mantova, Modena, Cremona, Pavia,
Bergamo, Brescia, Lodi, Parma, Piacenza,
Lucca, Bologna, Torino, ed
altri luoghi. A Lucca fu per la prima
volta in Italia ordinato, che i medici,
imitando i francesi, si vestissero di lunghe
vesti incerate, ed incappucciati coi
cristalli agli occhi assistessero così
gl'infetti_ » 407
_A Torino si manifestò il contagio in gennajo
1630 e terminò in agosto 1631.
Essendo fuggiti dalla città tutti i più
agiati cittadini, solo dieci mila vi restarono,
delli quali soli tre mila lasciò il
contagio superstiti_ » 423 _e_ 424
_Bologna si annovera fra le città più travagliate;
ed in proporzione di popolazione
niente meno di Milano_
_A Bologna, il medico Camozza ordinava
il salasso fino allo svenimento; ma non
appare, che questa pratica sia stata
riconosciuta utile_ » _ivi_
_Per le buone guardie poste al fiume
Lamona, che scorre poco lungi da
Faenza, e per la vigilanza del Prelato
ch'era al Governo di quella città,
Faenza si è mantenuta sana in mezzo
a tanto incendio; e così impedì che il
male penetrasse nella Romagna_ » 424
_Da Verona la peste erasi dilatata fino
ad Ostiglia. Da di là un appestato era
passato a Ferrara. Ma le vigorose e
saggie misure adottate dai Magistrati
di Ferrara al primo scoppio del morbo
salvarono la città; ed a merito delle opportune
precauzioni continuò a conservarsi
illesa abbenchè il male si fosse
innoltrato fino a Melara, ed in altre
ville poco da Ferrara discoste_
_Peste a Venezia negli stessi anni 1630-31_
_Descrizione di detta peste di Venezia_ » 412 _a_ 420
_Vi fu portata da Mantova col mezzo dell'inviato
da quella città (marchese
Strigi), che venne a domandar soccorsi
dall'alleata Repubblica; morto nell'isola
di s. Clemente, che gli era stata
stabilita per iscontar contumacia_ » 415
_In questo caso tutti i medici furono per
ben due volte d'accordo nel riconoscere
la malattia_ » _ivi e seg._
_Ma i Magistrati non furono cauti, nè
solleciti abbastanza nell'adottare le discipline
occorrenti per impedire che
dall'isola non s'introducesse in città;
nè diedero i provvedimenti necessarii per
arrestarla. Invece con ultronea misura,
d'ordine del Senato sono stati convocati
trentasei medici perchè
discutessero di nuovo sull'origine e qualità
dei mali, e sui rimedii. Lite acerrima insorse
fra essi; si divisero in due contrarie
opinioni. Ciascuna ebbe un partito.
Ma mentre i medici disputavano
fra loro; mentre i Magistrati inoperosi
attendevano la decisione della lite,
la peste moltiplicava le sue conquiste,
e preparava quelle immense sciagure
a cui fu soggetta Venezia, non essendo
stato più possibile di arrestare il
corso al contagio, il quale fece sì orrenda
strage, che nello spazio di undici
mesi uccise 94,236 persone_ » 416 _a_ 418
_Verso la fine del 1631 si pubblicò con
grande solennità esser la città libera dal
contagio; ma per molti anni appresso,
restarono aperte le cicatrici di sì profonde
piaghe. Per quella circostanza si
fece voto di innalzare un tempio ad onore
di Nostra Signora. Quest'è la magnifica
chiesa della Madonna della
Salute eretta nel 1632. Altri voti fatti
allora dai Veneziani, sono stati adempiti
fedelmente_ » 418
_Da quel tempo la peste non penetrò mai
più a Venezia, quantunque sieno stati
mantenuti sempre aperti i suoi porti ai
bastimenti sospetti ed infetti di peste;
quantunque per Sovrana Risoluzione
tutti i bastimenti infetti da tutti i porti
del Litorale Austriaco, ed anche da
quelli della Romagna, debbano essere
scortati e spurgati a Venezia; quantunque
più volte siasi manifestata nei
suoi Lazzeretti la peste_ » 418 _e seg._
_Notizie sopra diverse altre pestilenze che
afflissero Venezia nelle precedenti epoche_ » 419 _e seg._
_Prima istituzione del Magistrato di Sanità
di Venezia nel marzo 1348, composto
di tre nobili col titolo di Provveditori
della Sanità_ » 421
_Aggiuntivi allo stesso Magistrato altri
tre nel col nome di Sopraprovveditori,
ed allora gli fu dato il titolo
di Supremo_ » 422
_Nel 1403 fu convertito ad uso di Lazzeretto
il convento de' padri eremitani
detto di santa Maria di Nazareth, nell'isola
di contro a quella di s. Erasmo.
Questo Lazzeretto sussiste ancora sotto
il nome di Lazzeretto vecchio_ » 421
_Nel 1493 fu per la prima volta istituita
la pratica di profumare le lettere_ » 422
_A Vicenza penetrò il contagio nel luglio
1630 portatovi da Verona col mezzo
di alcuni soldati fuggiti di là. Durò sei
mesi; ed in questo spazio perirono circa
11,000 persone nella sola città, oltre
a 50,000 nel Territorio_ » 426
_Nel settembre dello stesso anno 1630 penetrò
in Padova. Si propagò assai lentamente;
e solo nei mesi di giugno e
luglio del successivo 1631 giunse al
sommo della sua forza, e a tale, che
nel solo mese di luglio uccise 3529
persone, fra le quali parecchi professori,
e considerevole numero d'illustri
soggetti. La descrizione dei fatti che
accompagnarono quella pestilenza desta
orrore e raccapriccio. La Repubblica
inviò a Padova Alvise Valaresso in
qualità di provveditore straordinario,
quello stesso che s'era distinto a Verona.
Questo valentissimo uomo operò
con molto zelo e coraggio, ed ebbe il
conforto di vedere per le sue cure domata
la violenza del male, che cominciò
a declinare in agosto e settembre
dello stesso anno, e poco dopo cessò
intieramente. Diecisette mila persone
sono morte a Padova per quel contagio_ » 427 _e seg._
_La città di Treviso, ancorchè d'ogni intorno
assediata dal male; pure a merito
de' saggi provvedimenti, e di buona
ed assidua vigilanza si preservò illesa
mentre Venezia, Vicenza, Padova, il
Polesine, il Friuli, e quasi tutti gli
altri paesi d'Italia al Veneto dominio
soggetti erano in preda agli orrori della
peste_ » 425 _e_ 426
_Lo Storico Nani narra che nel sopradescritto
corso di pestilenza sono perite
da oltre cinquecento mila persone nei
paesi d'Italia soggetti al dominio della
Repubblica Veneta_ » 429
_Stravaganti e singolari casi di delirio
nella peste di Padova_ » 428
_Grandi terremoti nel 1630 in Napoli ed
in altri luoghi del Regno, avevano
messo negli animi gravi timori. Maggiori
ne aveva incusso la peste, la quale
mentre ardeva nella Lombardia, più
volte s'era avvicinata ai confini di quel
Regno_ » 429
_Lo stesso spavento aveva invaso la Toscana.
Il contagio si sviluppò in Firenze nel
giugno del 1630 portatovi da Bologna.
Serpeggiò occulto per qualche tempo;
si dilatò apertamente in più famiglie.
La città ne fu atterrita. Si fecero lunghe
consulte coi medici. Alcuni negavano
essere la peste, altri affermavano.
La città tutta si divise in due opinioni.
Ciò bastò perchè il popolo non
prendesse guardia, e si addimesticasse
cogli infermi e con chi li trattava.
I progressi dello sterminatore contagio
non lasciarono più dubbiosa la
lite. Nel settembre dello stesso anno
1630 fu al sommo grado di fierezza e
di forza. Durò quello strazio a tutto
novembre. Nel gennajo 1631 fu ordinata
la quarantena generale, e da essa
si sono ottenuti ottimi effetti. In aprile
era in piena declinazione. Nel settembre
si considerò cessato. Nel 1633 ripullulò,
ma con pochissime conseguenze_ » 430 _e_ 431
_Descrizione di questo contagio tratta dal
Rondinelli_ » 431 _a_ 436
_Il Gran Duca di Toscana Ferdinando II.
diede in tale circostanza chiaro esempio
di coraggio e di paterno affetto. Si
mostrò particolarmente sollecito della
salute e del bene de' suoi sudditi travagliati
da tanto flagello. Scorreva egli
a piedi ed a cavallo con magnanimo
ardimento le contrade e le vie della
città pur quando la peste era nel suo
forte, informandosi dei bisogni delle
famiglie, e della maniera con cui erano
eseguiti i suoi ordini e mantenute
le discipline e precauzioni di Sanità.
Pagò egli del suo le spese della
quarantena generale, che importò circa
160 mila scudi. Ad oltre 55 mila montava
il numero di quelli che si pascevano
a pubbliche spese. In sole due ore
si distribuiva la mattina il vitto per
tutta la città. Tanta sollecita vigilanza
del Principe tornò sommamente utile
a quella popolazione_ » 433 _e_ 434
_È notevole, che in questa peste si usarono
molto le unzioni coll'olio, di
mandorle, di gigli, di carabe ecc.
tanto come rimedio, che come preservativo,
e da quanto si può raccogliere
dalla storia appare ciò essersi usato
utilmente_ » 434
_I monasteri delle Monache entro la città
si sono tutti conservati sani, tranne
uno solo_ » _ivi_
_Non così fu dei conventi dei Frati, dei
quali niuno rimase intatto. La strage
maggiore fu tra il minuto popolo_ » 434 _e_ 435
_Notarono i medici ed i storici di questa
pestilenza, alcune varietà nel corso e
negli effetti della malattia, le quali
vennero da essi attribuite all'influsso
della luna_ » 435
_Indicazione dei varii preservativi che si
usarono in detta pestilenza, oltre le unzioni
coll'olio_ » 435 _a_ 436
_Nell'anno 1632 la peste si manifestò in
molti luoghi della Germania, e si riaccese
di nuovo a Zara in Dalmazia.
Nel 1633 incrudelì fieramente nella
Slesia, ed afflisse ben anche la città
di Vienna, dove il numero de' morti
giunse a circa 600 alla settimana. A
Norimberga fino a mille. Pressochè altrettanti
ne morivano ad Augusta, soggetta
nello stesso tempo al doppio flagello
della fame e della peste_ » 438
_Nel 1634 la stessa pestilenza travagliò
la Sassonia. Nel 1635 infierì a Francfort
sul Meno. Negli anni 1634-35-36 si
sparse per tutto il Belgio, e nella maggior
parte della Germania Superiore,
e più d'ogni altra provincia travagliò la
Gheldria, e particolarmente Nimega.
Uccise da prima a Leyden venti mila
persone: nel novembre 1635 si propagò
a Nimega, ove nel marzo e aprile
successivi pervenne al suo più alto
grado di ferocia per modo che in
tutta la città non v'ebbe casa che
fosse restata immune dal contagioso
morbo_ » 439 _e_ 440
_Sunto Storico della peste di Nimega descritta
dal Diemerbroek nel suo copiosissimo
trattato _de peste_; il quale oltre
a molte utili osservazioni contiene cento
storie di peste_ » 441 _a_ 455
_Temperatura calda, aria sciloccale e fenomeni
atmosferici che precedettero la
peste_ » 441
_Massima e quasi incredibile copia d'insetti_ » _ivi_
_Molti esempii raccolti di straordinario numero
d'insetti come fossero in altri casi
forieri e cagione della peste_ (Nota 26) » 442 _e seg._
_La quantità degli uccelli soliti ad abitar
la campagna fatta molto minore; li
stessi uccelli domestici avvezzi alle gabbie
morivano due o tre giorni prima
che si appiccasse la peste agl'individui
delle respettive famiglie_ » 443
_Aborti frequentissimi qualche tempo prima
della peste, e predominio in oltre di morbi
di indole maligna, vajuolo, morbilli,
dissenterie maligne, febbri puerperali,
nervose, tifiche, e con grande mortalità_ » 443 _e_ 444
_Innumerevole quantità di morti. — Luttuosissime
ed orrende scene. — La ferocia
del male non cedeva a nessun rimedio
o preservativo. Incominciò a diminuire
nel novembre 1636. Improvviso
ed acutissimo freddo avvenuto circa
la metà di febbrajo 1637 la spense
del tutto; sicchè in marzo la città fu
affatto libera. Non però la campagna
nè i paesi circonvicini, specialmente
la diocesi di Utrecht e Monforte, dove
continuò a inferocire per tutto l'anno
1637_ » 444 _e_ 445
_Due o tre giorni avanti il novilunio ed
il plenilunio la malattia si esacerbava
costantemente, e si accresceva il
numero degli appestati. In tal ricorrenza
di tempo l'invasione del morbo
era fiera e violenta, e la morte succedeva
nello spazio di poche ore_ » 445
_Come la malattia incominciasse e finisse
alcune volte senza febbre. In alcuni
casi cominciava con febbre; in altri la
febbre sopravveniva, e si manifestava
con leggieri brividi_ » 445 _e_ 446
_Osservazioni sulla durata della malattia,
sulla facilità con cui la peste si
univa alle altre malattie così dette
intercorrenti; sopra alcune cause che
maggiormente predisponevano ad essere
colti da essa_ » 446
_Sintomi che accompagnavano quella pestilenza_ » 446 _a_ 448
_Segni di buon pronostico_ » 448
_Segni gravi_ » 448 _e seg._
Nota. _Tra i segni gravi minaccianti funesto
fine si legga nel testo, pag. 448
lin. 25, _urine torbide_, invece di _urine_._
_Segni mortali_ » 450 _e_ 451
_Governo dietetico e curativo_ » 452
_Come siasi regolato il Diemerbroek durante
quella pestilenza, e come abbia
potuto preservarsi_ » 452 _a_ 455
_Negli stessi anni 1636-37 vi ebbe pur fiera
peste nel Brandeburghese, dove per
la grande quantità de' morti restando
insepolti di assai cadaveri, narra lo
storico, esserne andati molti consumati
dalle fiere_ » 456
_Peste agli stessi anni a Francfort sul
Reno e nelle Provincie Renane, dove
contemporaneamente infierendo crudissima
fame, è incerto se più dalla fame
o dalla peste sieno periti quegl'infelici
abitanti_ » _ivi_
_Contemporaneamente fiera e desolatrice
pestilenza a Londra_ » _ivi_
_Nell'anno 1638 la Livonia è stata fortemente
travagliata da morbi fierissimi.
È però incerto se fosser quelli vera
peste, od altra malattia epidemica,
prodotta dall'estrema fame, cagionata
da un'immensa quantità di vermi che
distrussero le biade_ » _ivi_
_Nel 1640 peste a Marsiglia ed in varj
luoghi della Provenza_ » 456 _e seg._
_Nel 1644 la peste ha travagliato fieramente
la città di Vienna. Nel
successivo anno 1645 si propagò in più luoghi
confinanti coll'Austria, fra' quali
in alcuni della Stiria, dove fece orrendi
guasti. In tale occasione si pubblicò
il rinomato Regolamento sulla peste._
Constitutio edictalis Ferdinandi III. » 457
_A Valenza in Spagna venne portata la
peste da Algeri nel 1647 con un bastimento
carico di cuoj ed altre pelli.
Da principio il contagio serpeggiò occulto,
ma poi si diffuse in tutta la
città e nella Provincia in modo che
fu ridotta ad uno stato di compassionevole
disertamento. L'anno seguente
s'insinuò verso l'occidente, ed invase
da prima Elche nello stesso regno di
Valenza. Quindi si propagò ad Orihuela,
Alicante, Mesquinenzia, Cartagena,
a Siviglia, a Cadice. Da Cadice
passò colla flotta Spagnuola nell'Indie
orientali. Dalla parte d'Oriente si
propagò a Tortosa, a Girona, a Barcellona,
ed in tutta quasi la gran Provincia
di Catalogna, dove unitamente alla
guerra fece particolarmente grandissima
strage. Si conserva ancora viva fra
quelle popolazioni la memoria di sì
fiera calamità, che importò alla Spagna
la perdita di oltre dugento mila
persone, parte vittima del pestilenziale
flagello, e parte della carestia e della
fame che lo susseguitarono_ » 458 _e_ 459
_Nell'anno 1649 vi fu peste di nuovo e
crudelissima ad Aix, ad Arles, a
Marsiglia, ed in quasi tutta la Provenza.
Essa fece molte stragi specialmente
a Marsiglia. Anche in questa
circostanza di peste si segnalò l'eroica
pietà dei PP. Cappuccini, i quali
con generoso ardimento si diedero in
buon numero all'assistenza spirituale
degli appestati, rimasti essi poi quasi
tutti vittima della cristiana loro carità_ » _ivi_
_Altri casi in cui i PP. Cappuccini diedero
nobilissime prove dell'eroica loro
cristiana carità in tempi di peste._
(Nota 29) » 459
_Nello stesso anno 1649 la Dalmazia, e
specialmente le città di Sebenico e di
Zara furono travagliate da un contagio
il più devastatore di quanti hanno
afflitto quella Provincia. Continuò a
Zara fino al febbrajo del successivo
anno 1650. Sì a Zara che a Sebenico
furono commesse molte ruberie e sevizie
dai soldati nel tempo dei così detti espurghi_ » 459 _e_ 460
_A due milioni circa di ducati si calcola
il valore degli effetti rubati in tal occasione
dalla milizia nella sola Sebenico,
dove andarono estinte più di
6000 persone nella città, non compresi
i soldati, de' quali perirono più di 800.
De' Morlacchi morti per lo più alla
campagna non si sa il numero, non
essendone stato tenuto registro. La città
non si è mai più ripopolata. Si
scorgono ancora molte case disabitate,
ed intere contrade deserte. Casimiro
Venanzio testimonio oculare ci
lasciò manoscritta memoria di questa
pestilenza ove tutti i nomi degli estinti
vi son registrati_ » 461 _a_ 463
_Dalla Spagna citeriore il contagio venne
trasportato nella Sardegna l'anno
1650. Ivi si propagò rapidamente, e
per lo spazio di cinque interi anni fece
orrendo scempio di quegli abitanti.
Quell'isola fu così malconcia, che non
si ristorò mai più dalle sue rovine. Vi
restano anche oggidì monumenti di sì
grave infortunio_ » 463
_Nell'anno 1651 peste nell'Alsazia, nella
Svezia, nella Polonia, ed in una parte
del territorio Prussiano. Secondo il
Boyer, nel 1654 la peste desolò Arras
grande città de' Paesi Bassi nella Contea
di Artois_ » 463
_Negli anni 1654-55 vi fu peste in Russia
e nella Danimarca. Il contagio si manifestò
a Copenaghen nel 1654, e vi
uccise nove mila persone. Ve lo portarono
certi vascelli Olandesi, che ritornavano
da Riga con carico di biade,
canape e lino, rifugiatisi nel porto di
Copenaghen per isfuggire la flotta Inglese_ » 464
_Dettagli storici sopra detta pestilenza. — La
malattia si annunciava con violento
parossismo febbrile conseguitato da dolore
eccessivo alle parti dorsali e alla
testa, che talora estendevasi anche alla
gamba sinistra. In seguito esantemi,
buboni, idatidi sopra le piante dei piedi,
delirio furioso, suicidio. Gli alessifarmaci,
così detti, e soprattutto l'elisire
antipestilenziale di Ticon Brahe,
furono i soli rimedj dai quali si abbia
ottenuto qualche buon effetto_ » 464 _e_ 465
_Nella Russia poi, secondo il Lebenswaldt,
sono morte circa cento mila persone
da questa pestilenza_ » 465
_Nello stesso anno 1655 vi fu pur peste
a Vienna_ » _ivi_
_Nell'anno 1656, dalla Sardegna la
peste fu portata a Napoli; e di là
serpeggiando attaccò i paesi della spiaggia
degli stati del Papa, penetrò a Roma,
a Genova, ed in altre parti d'Italia,
e vi fece immense stragi_ » 465
_La peste di Napoli del 1656 fu una delle
più terribili che abbia mai afflitto l'Italia.
In meno di sei mesi desolò le provincie
di quel Regno, e ridusse Napoli
in un vasto cimitero, avendo ucciso
duecento ottanta mila di quegli
abitanti, e secondo il Giannone quattrocento
mila_ » 465 _e_ 466
_Descrizione di questa peste di Napoli
data dallo storico Giannone (Storia
civile del Regno di Napoli)_ » 466 _a_ 480
_Quello che vi ha di più notevole nella
storia di questo contagio si è, la parte
che nella introduzione e diffusione di
esso ebbe lo stesso Vice Re di Napoli
conte di Castrillo, cui più di
ogni altro interessar doveva di tenerlo
lontano. Fu portato a Napoli col
mezzo di un vascello carico di soldatesche
procedente dalla Sardegna infetta,
a cui fu data libera pratica malgrado
i sussistenti rigorosissimi bandi
che lo proibivano; e v'ha ragione di
credere ciò sia avvenuto per secreto
ordine dello stesso Vice Re. Il contagio
si sparse tosto in varii quartieri della
città_ » 467 _e seg._
_I medici, nel principio del morbo i
perniciosi effetti ascrivevano, chi a febbri
maligne, chi ad apoplessie, ed altri
ad altri mali. Uno fra essi che pur
vide il vero, e che per più accurata
osservazione fatta dichiarò il morbo
essere pestilenziale, fu d'ordine dello
stesso Vice Re posto in carcere, dove
ammalatosi gli fu per somma grazia
concesso di andar a morire a casa sua,
e ciò perchè al conte Castrillo sommamente
rincresceva che insorgesse
fama in Napoli esservi la peste, dovendo
Egli spedire soccorso di soldatesche
per la guerra dello stato di
Milano, travagliato dalle armi del Re
di Francia_ » 467
_Gli altri medici fatti accorti da tale lezione
e spaventati, non osarono più
denunziare esservi la peste a Napoli,
ma continuarono ad occultare la qualità
del male, il quale intanto esteso
per tutti i quartieri della città mieteva
ogni giorno più centinaja di vittime.
Per le forti rimostranze del Cardinale
Filomarino Arcivescovo di Napoli quel
Vice Re fu costretto a far unire di
nuovo i più rinomati medici de' suoi
tempi, perchè dessero parere; ma questi,
sia per ignoranza, sia per adulazione,
e più probabilmente per paura,
non ardirono dichiarare il morbo
per pestilenziale, e si limitarono a suggerire
alcuni mezzi profilatici. Altro
che frasche, dice lo storico. — Orribili
e spaventose divennero le stragi. Fino
ad otto o dieci mila al giorno salì il
numero de' morti. Vi fu un giorno che
arrivò a quindici mila. Come descrivere
gli orrori e l'eccidio di quelle spaventevoli
giornate!_ » 468 _a_ 474
_Il Vice Re e le Deputazioni s'affaticarono
a dar quel migliore riparo che
per loro si potesse, ma era troppo tardi.
Tutte le misure furono inutili. Le stragi
continuarono con un furore appena
credibile; fino a che verso la metà di
agosto un'impetuosa ed abbondante
pioggia temperò alquanto la furia del
male, il quale poco appresso cessò.
Nessuno più s'è ammalato. Quelli ch'erano
tocchi guarivano_ » 476 _e seg._
_Peste di Roma dello stesso anno 1656_ » 481 _a_ 485
_Al primo annuncio della peste in Napoli
severe precauzioni di Sanità erano state
adottate dalle Autorità Pontificie
per impedire l'introduzion del contagio
negli stati della Chiesa. Ciò nullostante
il contagio penetrò prima a
Rieti nel Ducato di Spoleto, poi si
propagò a Nettuno piccola città della
campagna Romana, finalmente a Civitavecchia,
ed il dì 8 giugno si è
sviluppato nella stessa Roma_ » 481
_Sintomi della malattia. La malattia si
mostrava con un calore ai precordii
sì violento che i malati mandavano
spaventevoli grida, come se ad
essi venissero strappate le viscere; indi
succedeva il vomito, ardente febbre e
continua, delirio furioso, a cui seguiva
grande prostrazione di forze, convulsioni,
sete inestinguibile, lingua bianco-cinericcia,
e poi nera, urine torbide
e sanguigne, atroce dolor di testa. Dietro
le quali cose i carbonchi ed i buboni
non tardavano a comparire, come
pur le petecchie nere, segnali di vicina
morte. Alcuni cadevano morti improvvisamente,
e senza alcun segno manifesto
di contagio_ » _ivi_
_Si usava bruciare e scarificare i carbonchi,
che si medicavano poi con unguento
egiziaco. Sopra i buboni
applicavansi gli emollienti, le ventose, ed
anco i vescicatori. Il Padre Kirchero,
il quale a quel tempo trovavasi a Roma,
assicura, che niuno segnato dai
cauteri o fontanelle fu invaso dalla peste,
tranne alcuni di vita epicurea_ » 482
_L'emissione del sangue era assolutamente
seguita dalla morte, e al più s'impiegavano
le ventose scarificate. Si usavano
i clisteri purganti o alessifarmaci;
e siccome la prostrazion delle forze era
estrema, giovavansi i malati con brodi,
renduti più eccitanti dalla pimpinella,
dallo scordio, dalla scabbiosa, semi
di cedro e simili con alcune goccie di
acido solforico. Si somministrava parimenti
l'acqua teriacale, i sudoriferi,
ed il vino. Tornavano nocivi i medicamenti
troppo riscaldanti. La decozione
d'orzo acidulata con aceto era la bibita
ordinaria_ » 482 _e_ 483
_In quella circostanza si stabilirono in
Roma non pochi spedali e Lazzeretti;
si fecero espurghi, erettevi all'uopo alcune
macchine; la città fu divisa in
quartieri, e ad ogni quartiere fu assegnato
il respettivo commissario, i suoi
medici, chirurghi, confessori ecc. Molte
provvide discipline vennero del pari
ordinate sopra oggetti annonarii, ed altri
di eguale necessità, senza guardar a
spesa e senz'altri particolari riguardi_ » 482 _e_ 483
_Il Pontefice Alessandro VII e molti cardinali
non si partirono mai da Roma
durante il contagio. Il celebre cardinal
Gastaldi, eletto commissario generale
di Sanità, si distinse per la saviezza,
vigilanza e mantenimento delle discipline
e precauzioni contro la propagazione
del male. A queste ed al suo
saggio rigore contro indistintamente ogni
sorte di persone dee principalmente la
città di Roma la salvezza di un gran
numero di cittadini. Infatti per merito
di un buon governo non sono perite a
Roma in quella circostanza che 14,500
persone, mentre Napoli ne perdette
dallo stesso contagio dugento ottanta
mila (checchè ne dica il Giannone)
e Genova pressochè settanta mila_ » 484
_In marzo 1657 diminuì, e nell'agosto
dello stesso anno cessò affatto_ » _ivi_
_Nello stesso tempo, che infieriva la peste,
un'epizoozia crudele faceva perire
nella campagna di Roma la maggior
parte de' bovi e delle pecore. Lo
stesso cardinal Gastaldi ci lasciò la
Storia di questa peste nel voluminoso
suo libro_ de Avertenda et profliganda
Peste » 484 e 485
_Anche a Genova, come s'è detto, si diffuse
il contagio nello stesso anno 1656;
ed ivi come a Napoli, avuto riguardo
al minor numero della popolazione,
offrì miserando spettacolo di desolazione
e di stragi, che per la confusione
e lo spavento che regnavano
a que' tempi diventava ogni giorno più
triste e più devastatore; anche a Genova,
come in altri luoghi, in sulle prime
invalse l'opinione che quel morbo
fosse mal comune. Ma accresciutasi
a dismisura la mortalità fra quella popolazione,
ogni dubbio si cambiò in
certezza_ » 485
_Descrizione della detta pestilenza di Genova
del 1656_ » 485 _a_ 491
_Sintomi da cui era accompagnata_ » 485 _e_ 486
_Apertura de' cadaveri. Cosa si è trovato_ » 486 _e_ 487
_Quali rimedii siensi usati internamente
ed esternamente_ » 487
_Quando la peste era nel più forte, tutte
le altre malattie sia febbrili o no, casualmente
accadute, acquistavano la natura
e i segni di vera peste, ossia,
come dicevasi, si convertivano in peste,
anco in quelli, che tenevansi chiusi
nelle proprie case con ogni sorta di
riguardo, e per quanto sapevasi, senza
alcuna esterna comunicazione. Ciò però
non accadeva nel principio, e nell'ultimo
stadio della pestilenza. In sul
fine, come suol avvenire in ogni corso
di pestilenza, si svilupparono delle malattie
comuni, di altra indole. Questo
è il segno, come altrove s'è detto, più
sicuro che l'epidemia pestilenziale sia
giunta al suo termine_ » 487
_Moltissime ruberie, spogli, orrendi assassinii
accaduti in Genova nel tempo
che durò il contagio_ » _ivi_
_La Repubblica di Genova chiamò dalla
Francia alcuni PP. Cappuccini in soccorso
degli infermi. Vi giunsero quattro
di essi, fra quali il celebre P. Maurizio
da Tolone. — Eroica loro carità_ » 488
_Il detto Padre Maurizio da Tolone introdusse
in Genova con grande utilità
il suo metodo de' profumi per ispurgare
le robe e le case infette. Essi sono di
tre sorte; 1.º per ispurgare le case
ed altre suppellettili grosse; 2.º per
ispurgare i Lazzeretti, le sepolture, ed
altro che hanno bisogno di un purgamento
più efficace; 3.º profumo soave
per liberar le case dal puzzo_ » 488 _e_ 489
_Composizione delle dette tre specie di
profumo_ » 489 _e seg._
_La peste a Genova cessò a poco a poco
da se, come se fosse stanca di stragi_ » 487
_Anco in questa peste si usarono gli olj.
Internamente l'olio di scorpione, esternamente
quello del Mattioli, ma non
si rileva se fossero riesciti utili_ » _ivi_
_Nello stesso anno 1657 vi ebbe peste nel
Ducato di Brema nella Bassa Sassonia.
Da Brema venne portata a Brunswick
residenza del principe di questo
nome da alcuni Brunswicesi fuggiti da
Brema. Vi durò sei mesi_ » 491
_Sintomi da cui era particolarizzato detto
contagio_ » 491 _e_ 492
_Nel 1659 vi fu peste nella Svezia, e
particolarmente nella città e fortezza di
Hollen sulla costa meridionale dell'isola
di Aland nella Finlandia_ » 492
_Nell'anno 1660 peste in parecchi luoghi
della Germania, la quale attaccava più
particolarmente gli uomini, e soprattutto
i robusti, poco danno recando alle donne,
e meno ancora ai fanciulli_ » _ivi_
_Nel 1662 fiera peste regnò a Costantinopoli,
e vi fece grandissima strage;
nel 1664 desolò l'isola di Candia_ » 493
_Gli storici ricordano esservi stata in questo
stesso anno 1664 peste a Tolone
ed a Cuers, picciola città della Francia
nel dip. del Varo_ » 493
_Agli anni 1665-66 si è sparsa fierissima
peste in Londra, una delle più celebri
della Storia, già descritta dall'Hodges
e dal Sydenham testimonii
oculari. Per essa morirono in Londra
in meno di un anno 90,306 persone_ » _ivi_
_Descrizione della detta peste di Londra_ » 493 _a_ 496
_Malattie che l'hanno preceduta, e
susseguitata_ » 494
_Rapidità con cui si propagò_ » _ivi_
_Sintomi che l'accompagnavano_ » 494 _e seg._
_Cura usata dal Sydenham in detta pestilenza_ » 495 _e seg._
_Fu praticato la cavata di sangue ripetuta,
ma sempre moderatamente_.
_Altri autori che raccomandarono la cavata
di sangue nella peste_ » 496
_Negli stessi anni 1665-66, ed in pari tempo
che a Londra, la peste fece orrendo
strazio nell'Olanda. Nella sola città
di Amsterdam morirono 24,143 persone.
Secondo alcuni autori il morbo
continuò in Olanda con qualche intervallo
anche ne' successivi anni, a tale
che nel 1669 spopolò la città di Leyden_ » 497
_Nel 1670 si manifestò la peste nella
Lapponia portatavi da Riga per alcune
balle di canape. Le donne impiegate
alla filatura ne furono attaccate, ma
il freddo di quel paese estinse ben
presto la malattia_ » 497
_Nel 1676 fierissima peste travagliò di sì
fatta maniera l'isola di Malta, che
ne rimase quasi affatto deserta, non
essendovi restate superstiti che sole dieci
mila persone. Anche in questo caso i
gravi dispareri dei medici sulla natura
del male furono causa della fatale
irreparabile propagazion del contagio_ » 497 _e seg._
_Negli anni 1678-79 il contagio pestilenziale
ritoccò di nuovo le terre della
Dalmazia portatovi dalla vicina Turchia
col mezzo di alcuni arnesi rubati
dai Morlacchi della Villa Culla,
che fu poi per ordine del Provveditor
generale incendiata. Si propagò in altri
villaggi delli territorii di Scardona e di
Zara, poscia in Zara stessa col mezzo
di robe infette introdottevi clandestinamente,
e vi fece gravissimi danni. Cessò
nel febbrajo 1679_ » 498
_In detto anno 1679, imperando nell'Austria
Leopoldo I, la città di Vienna
fu travagliata da atrocissima peste,
che fece immense stragi, sì fra la
popolazione della città, e sì nei sobborghi
aggiacenti, specialmente nel Leopoldstadt
e nel Mariahülf. Nello spazio
di sei mesi sono perite a Vienna
oltre 70,000 persone, e nel corso intero
della stessa pestilenza più di
76,000. Pur gravi danni recò il morbo
nei villaggi dei dintorni di quella capitale,
e specialmente a Ulrichskirchen,
Neustift, Neubau, e Neustadt. A merito
dei saggi provvedimenti e delle caute
discipline, che d'ordine dell'Imperatore
sono state usate in quella circostanza,
si è potuto por argine alla ferocia
del contagio, e molti paesi vicini
sono stati preservati_ » 498 _e_ 499
_Nello stesso anno 1679 la peste afflisse
pur anche la Sassonia, e travagliò
l'alta e bassa Slesia_ » 500
_Da Vienna si dilatò il contagio nella
Stiria e nella Carintia. Si manifestò
in un sobborgo di Gratz nel dicembre
1679. Nel gennajo successivo 1680 si
sparse in molte famiglie del sobborgo
stesso e nella città. Nei successivi mesi
s'accrebbe ognor più, e s'apprese a
più di 400 famiglie. Imperversò per tutto
l'anno 1680, e terminò circa le calende
di marzo 1681 dopo aver ucciso
nella città e sobborghi di Gratz 2340
persone; guarite 816_ » 500
_Dall'altra parte, il contagio dall'Austria
si estese nell'Ungheria e nella
Boemia, e vi recò gravi rovine. Nell'Ungheria
nel 1679 fra le altre fu
travagliata particolarmente la città di
Posen. In Boemia, a quegli anni, più
che altrove fece orrendo strazio, a tale
che in un solo trimestre, cioè maggio,
giugno e luglio del 1680, estinse
a Praga 31,040 persone_ » _ivi_
_Anche a Gorizia nel Friuli Austriaco
si dilatò il contagio portatovi, come si
crede, da Vienna. Incominciò nell'agosto
1682, e v'infierì con somma violenza.
Giuseppe Candido allora medico
di Gorizia ci lasciò in una sua lettera
un'esatta descrizione di quel contagio_ » 501 _e_ 502
_Sintomi dai quali era accompagnato_ » 502
_Rispetto alla cura lo stesso medico Candido
dice. «Il cavar sangue dalla vena
fu osservato nocivo, così si tralasciò.
Li vescicanti sono stati di gran
sollievo, applicati dopo qualche evacuazione
per la via dei clisteri»_ » _ivi_
_Nel 1683 ripullulò il contagio a Gratz
ed in altri luoghi della Stiria, ma fu
in breve estinto con pochi danni per
gli ottimi provvedimenti che ne impedirono
la dilatazione_ » 502
_Fierissima peste desolatrice imperversò a
Costantinopoli negli anni 1685 e 86. È
indicato essere stato assai grande il
numero delle vittime rimaste sotto il
flagello in quella popolatissima città:
questo numero però non è conosciuto_ » 503
_Nel 1690 vi fu peste di nuovo nella Dalmazia,
introdotta colà per l'arrivo di
una famiglia fuggita dalla vicina Bossina
infetta. Fu preso da prima Ostroviza
nel contado di Zara, poi venne
portata in Zara stessa. Ma per la vigilanza
dei Rettori detta città e per
le buone discipline e segregazioni fatte
opportunemente, venne in breve estinta.
Così però non fu nella città di Sebenico,
ove fece molti danni_ » 503 _e_ 504
_Nel 1691 fu attaccata dal contagio Ragusi;
continuò circa sei mesi, e vi recò
gravi rovine_ » 504
_Nel medesimo anno 1691 la peste devastò
la Puglia_ » _ivi_
_Nel 1692 vi fu peste nella Sciampagna
in Francia, ma non si conoscono di
essa particolarità degne di speciale
menzione_ » _ivi_