SECOLO XVII.

_Pesti del Secolo decimo settimo_ » 372 a 504

_Nel 1601 la peste travagliò la città di

Trieste. Da di là si stese sulle terre

dell'Istria ai Veneziani soggette; ma

anche questa volta, a merito delle provvide

sollecitudini del Magistrato di Sanità,

venne arrestato il corso al contagio._ » 424

_Nel 1605 peste fierissima nella Livonia,

succeduta a carestia desolatrice; anzi

ad una fame delle più memorabili ed

orribili che ricordi la storia. Vi si divoravano

i cani, i gatti, i topi; e, cosa

che fa inorridire, sin anche i cadaveri

si dissotterravano per isbramar con essi

la fame_ » 375

_Nello stesso anno 1605 pestilenza egualmente

funesta in Inghilterra. Nella sola

città di Londra perivano da circa due

mila persone ogni settimana_ » _ivi_

_Regnò la peste in più luoghi della Germania

nel 1606, nel Palatinato del

Reno, a Magonza e nel suo territorio,

nel Maddeburghese ed altri luoghi.

Nel 1607 travagliò fieramente la

città di Augusta_ » _ivi_

_Peste desolatrice a Spalatro in Dalmazia

agli anni 1607-8 sotto l'Arcivescovato

del dotto, ma troppo riscaldato filosofo

Marc'Antonio de Dominis. Vi estinse

la maggior parte di quegli abitanti.

Brani di descrizione latina di detta

peste_ » 374

—— _nel 1610 a Basilea (ove uccise quattro

mila persone). Mentre a detto anno

a Colmar, a Schelestadt, ed in tutta

l'Alsazia il contagio pestilenziale

infieriva fra gli uomini, una maligna

epizoozia distruggeva gli animali. Anzi

narrasi che gli stessi volatili n'erano

presi; tal che assai sovente vedevansi

dall'aria cader a terra colti da improvviso

malore_ » 375

_Nel 1611 vi fu peste in varj paesi della

Svevia. Nel 1613 si manifestò nell'esercito

del Re di Danimarca. Nel 1614

ripullulò in Svevia e specialmente nella

città di Dillingen. Nel 1619 si rinnovò

in Augusta_ » 376

_Nel 1619 peste così micidiale a Zara,

che perì il maggior numero di quegli

abitanti. Da Zara passò poi il contagio

in altre città della provincia_ » _ivi_

_Peste così terribile e micidiale regnò a

Petaw o Petau, picciola città della

Stiria negli anni 1723-24-25, che durando

troppo a lungo il miserando strazio

di quella popolazione, già quasi

interamente distrutta, non eravi più

alcuno che osasse avvicinarsi alla sventurata

città, convertita pressochè tutta

in un tristissimo cimitero_ » 377

_Peste di nuovo a Londra nel 1625. Nello

stesso anno a Metz nella Lorena. Nel

1626 a Tolosa nella Linguadocca_ » _ivi_

_Altra luttuosissima epoca di orrori e di

stragi prodotti in Francia e in Italia

negli anni 1627-28-29-30 e 31 dalla

peste, che fu una delle più micidiali

che abbiano mai inferocito sull'umana

generazione_ » 378

_Nel 1628 si manifestò la peste a Lione,

a Montpellier, a Digne, ed in altri luoghi

della Francia, che fu oltre ogni

dire terribile e funesta avendo ucciso

nella sola Lione da circa settanta

mila persone in un anno_ » 376 _e seg._

_Interessante descrizione della detta peste

di Lione_ » 378 _a_ 384

_Sintomi che accompagnavano la malattia_ » 379

_Osservazioni. — L'uso del vino riconosciuto

utile, funesto l'abuso. — A parecchi

tornò vantaggiosa la zuppa d'orzo. — Cauterj

e vescicatorj riconosciuti

eccellenti preservativi_ » 380

_Uno di due fratelli colti dalla peste, ai

primi sintomi del male si cacciò nel

forno ancora caldo, sudò molto, e

guarì, l'altro che così non fece è morto_ » _ivi_

_Orrori di quelle tristissime giornate. — A

quanto giunga talvolta l'umana malvagità

sotto il flagello. — Frequenza dei

matrimoni in que' momenti terribili. — Una

donna sposò sei mariti in poco

tempo, e li seppellì tutti

sei. — Facilità con cui si dimenticavano i

passati mali e si passava dalla tristezza alla

letizia. — Indifferenza sulle altrui sciagure. —

I sterquilinj, e le case d'immondezza

divenuti luoghi di sicurezza. — Tristi

conseguenze lasciate dalla

peste in quasi tutti quelli che guarirono. —

Disordini avvenuti riguardo alla

legittima successione delle famiglie. — I

Magistrati Municipali di Lione accusati

di gravissimi falli_ » 381 _a_ 384

_Descrizione della peste di Montpellier

del 1629-50_ » 384 _a_ 386

_Vive dispute fra i Medici sull'indole della

malattia. — La peste intanto si diffonde. —

Dispareri medici impediscono

agli ufficiali del Municipio di prendere

le necessarie precauzioni per arrestarla.

Arrivo del Cardinal Richelieu

e del Re a Montpellier con numerosa

corte, e porzion dell'armata che

faceva la guerra ai Calvinisti. Il male,

che covava occulto, scoppiò ad un

tratto in più contrade, e vi sparse il

terrore. Il Re fugge, l'armata si ritira,

gli abitanti fanno fardello, chi

fugge da una parte e chi dall'altra.

Viene creato un Consiglio di Sanità, ma

per la paura fuggon gli eletti — Sono

morte cinque mila persone, circa la

metà di tutti quelli che erano rimasti in

città. — Ottima misura presa dalla

Municipalità durante il contagio, quella

si fu di far trasportare i malati fuori

della città. — Singolar specie di furfanteria

organizzatasi a Montpellier in

quella luttuosa circostanza; ed era che

i serventi dei malati nelle case e negli

spedali, inducevano gl'infermi a far testamento

reciprocamente a loro favore_ » 384 _a_ 386

_Descrizione della peste di Digne_ » 386 _a_ 392

_Sintomi che accompagnarono questa peste_ » 386 _e seg._

_Fenomeni singolari e stravaganti; specie

di delirio osservato in questa pestilenza_ » 387 _e seg._

_Lagrimevole spettacolo che offrivano i

luoghi della campagna_ » 389

_La peste durò quattro mesi. Per tutto

quel tempo il cielo fu coperto di dense

nubi, l'aria esprimeva un calore bruciante,

frequenti erano i temporali;

nessun uccello si udì in tutto quel

tempo nè in città nè in campagna_ » 390

_Sono perite 8500 persone fra 10,000, cioè

quasi sei settimi di tutti gli abitanti;

più uomini che donne, più giovani che

vecchi. Fra i 1500 individui rimasti

non ve n'erano che cinque o sei

soltanto che non fossero stati presi dalla

malattia_ » 390 _e_ 391

_La peste ripullulò a Digne sei mesi dopo;

ma quegli abitanti che fresca avevano

la memoria delle passate disgrazie,

se ne fuggirono quasi tutti, e non

vi perirono che cento persone, tutti

stranieri. Nessuno di quelli che avevano

superata la malattia, fu preso nuovamente_ » 391

_Cause alle quali venne attribuita cotanta

strage. Strana disposizione del Parlamento,

gravi disordini, monopolii, ruberie,

incendii, atrocità ch'ebbero luogo

in quella circostanza_ » _ivi_

_Nel 1628 grande carestia in Italia, e

specialmente nel Milanese ed in altri paesi

della Lombardia, accresciuta dalla

guerra che successe a quegli anni fra

l'Austria e la Francia per la successione

al Ducato di Mantova. La guerra

diede occasione alla peste, portata

in Italia dalle truppe Alemanne. Si

sviluppò da prima nella parte settentrionale

del Milanese; nè vi fu conosciuta,

se non quando aveva già fatto

di molti progressi, nè era più tempo

di arrestarla_ » 392 _e_ 393

_Lasciate aperte e libere le comunicazioni

come per l'innanzi, la peste si diffuse

con una rapidità incredibile. Penetrò a

Milano nell'ottobre 1629, e vi fece sì

orrenda strage, che il numero de' morti

giunse fino a 3555 in un giorno, e questa

grande mortalità durò qualche tempo.

Assicurano gli storici aver perduto

Milano per quel contagio cento sessanta

mila abitanti, e che in proporzione sia

stata maggiore la perdita che seguì nel

Ducato_ » 396 _a_ 399

_Descrizione di questa peste_ » 392 _a_ 399

_Prosuntuosa ignoranza di alcuni medici

e chirurghi che continuarono a sostenere

quel morbo non esser peste, contro

l'autorità di alcuni dotti e sperimentati

che l'affermavano_ » 394

_Improvvida e barbara misura adottata di

cacciar fuori dalla città tutti li forestieri

e le persone senza mestiere_ » 396

_Suppostosi di vedere qualche cosa di

soprannaturale nella malattia, si fece

ricorso alle preghiere pubbliche, alle

processioni, alle penitenze, ma queste

concorsero ad accrescere la peste per

l'affluenza di molte persone in un medesimo

luogo_ » _ivi_

_Sospetti a quel tempo concepiti, che uomini

perversi avessero formati unguenti

con materia bubonica pestilenziale per

uccider chi più loro piacesse. La casa

ove si è creduto eseguita la manipolazione,

fu spianata, ed in quel sito

s'innalzò il dì 30 agosto 1630 una colonna

d'infamia, che il Muratori dice

di aver veduta_ » 396 _e seg._

_La quarantena generale ordinata in quella

circostanza produsse ottimo effetto._

_Quest'è la peste, che fu descritta con

tanta verità e vivacità di colori dal

Manzoni nel libro I promessi Sposi_ » 397

_Si notò, che nel 1628 comparve una gran

cometa, la primavera del 1629 fu calda

con pioggie continue, e nella state

i calori furono eccessivi_ » _ivi_

_Nell'anno 1629, s'insinuò pur in Dalmazia

la peste, attaccò Spalatro recandovi

nuove rovine; poi s'introdusse

nel 1630 a Zara, a malgrado tutte

le difese adottate, dove uccise più di

1000 persone, e 3000 nel contado,

ch'era allora assai popolato. Il morbo

fu violentissimo, ma di breve durata,

cessatovi interamente lo stesso anno,

e riconosciutane apertamente la grazia

dall'intercessione del santo vecchio Simeone,

protettore di quella città. Li

Zaratini fecero solenne voto di

affrettare la traslazione del corpo di detto

Santo, lo che eseguirono con magnifica

pompa l'anno 1632_ » 399

_Peste fierissima a Verona nel 1630,

dalla quale sono morte 32,900 persone

fra 53,500 che costituivano la popolazione

di quella città_

_Interessante descrizione della detta peste

di Verona_ » 399 _e seg._

_Discrepanti opinioni dei medici sulla natura

di quel morbo_ » 400

_Insolente temerità del popolo, che volle

farla da giudice_ » _ivi_

_Moltiplicazione delle morti; abbandono

degli infermi; orrori di quelle tristissime

giornate_ » 403

_La Repubblica di Venezia spedisce a

Verona Alvise Valaresso come Provveditore

straordinario_ » _ivi_

_La calamità si aumenta. Si ritorna a convocare

i medici, e ad onta della grande

mortalità, e della più chiara evidenza

dei fatti, sono pur alcuni tra essi che

negano esservi a Verona la peste_ » 404

_Sdegnoso rifiuto di queste erronee opinioni_ » 405

_Miserando spettacolo che offerivano i Lazzeretti,

i luoghi da imbarco ed in generale

tutta la città_ » 406

_Muojono i medici, i chirurghi, a malgrado

le poma d'ambra, ed altre sostanze

odorose di cui facevano uso per

preservarsi. Muojono gli assistenti, i

sacerdoti, i becchini, i fornai. In luglio

succede l'incendio del Monte di

Pietà. L'infausto avvenimento fa accrescere

la forza del contagio pel concorso

delle persone accorse ad estinguerlo, e

per la nuova angustia e spavento_ » 409

_Mancano modi, luoghi, e ministri per

seppellire i cadaveri. Si gettano nell'Adige.

Orrendo e miserando spettacolo.

Si dispera di tutto e di tutti. Si

teme lo sterminio generale della città_ » 406 _e seg._

_Leonardo Tedeschi medico e Canonico

offre raro esempio di coraggio, di pietà,

di carità generosa_ » 407

_La Repubblica fa venire a Verona con

grande stipendio Giovanni Hennisio medico

di Augusta_ » 409

_Viene ristabilito l'ordine nella città a

merito delle cure del Valaresso_ » 409 _e_ 410

_I luoghi del territorio però sono sempre

più afflitti. Minora la peste in agosto.

È presso che estinta in ottobre. Si ridesta

qualche scintilla nella primavera successiva;

ma ben presto ritorna la calma_ » 411

_La peste ardeva contemporaneamente a

Mantova, Modena, Cremona, Pavia,

Bergamo, Brescia, Lodi, Parma, Piacenza,

Lucca, Bologna, Torino, ed

altri luoghi. A Lucca fu per la prima

volta in Italia ordinato, che i medici,

imitando i francesi, si vestissero di lunghe

vesti incerate, ed incappucciati coi

cristalli agli occhi assistessero così

gl'infetti_ » 407

_A Torino si manifestò il contagio in gennajo

1630 e terminò in agosto 1631.

Essendo fuggiti dalla città tutti i più

agiati cittadini, solo dieci mila vi restarono,

delli quali soli tre mila lasciò il

contagio superstiti_ » 423 _e_ 424

_Bologna si annovera fra le città più travagliate;

ed in proporzione di popolazione

niente meno di Milano_

_A Bologna, il medico Camozza ordinava

il salasso fino allo svenimento; ma non

appare, che questa pratica sia stata

riconosciuta utile_ » _ivi_

_Per le buone guardie poste al fiume

Lamona, che scorre poco lungi da

Faenza, e per la vigilanza del Prelato

ch'era al Governo di quella città,

Faenza si è mantenuta sana in mezzo

a tanto incendio; e così impedì che il

male penetrasse nella Romagna_ » 424

_Da Verona la peste erasi dilatata fino

ad Ostiglia. Da di là un appestato era

passato a Ferrara. Ma le vigorose e

saggie misure adottate dai Magistrati

di Ferrara al primo scoppio del morbo

salvarono la città; ed a merito delle opportune

precauzioni continuò a conservarsi

illesa abbenchè il male si fosse

innoltrato fino a Melara, ed in altre

ville poco da Ferrara discoste_

_Peste a Venezia negli stessi anni 1630-31_

_Descrizione di detta peste di Venezia_ » 412 _a_ 420

_Vi fu portata da Mantova col mezzo dell'inviato

da quella città (marchese

Strigi), che venne a domandar soccorsi

dall'alleata Repubblica; morto nell'isola

di s. Clemente, che gli era stata

stabilita per iscontar contumacia_ » 415

_In questo caso tutti i medici furono per

ben due volte d'accordo nel riconoscere

la malattia_ » _ivi e seg._

_Ma i Magistrati non furono cauti, nè

solleciti abbastanza nell'adottare le discipline

occorrenti per impedire che

dall'isola non s'introducesse in città;

nè diedero i provvedimenti necessarii per

arrestarla. Invece con ultronea misura,

d'ordine del Senato sono stati convocati

trentasei medici perchè

discutessero di nuovo sull'origine e qualità

dei mali, e sui rimedii. Lite acerrima insorse

fra essi; si divisero in due contrarie

opinioni. Ciascuna ebbe un partito.

Ma mentre i medici disputavano

fra loro; mentre i Magistrati inoperosi

attendevano la decisione della lite,

la peste moltiplicava le sue conquiste,

e preparava quelle immense sciagure

a cui fu soggetta Venezia, non essendo

stato più possibile di arrestare il

corso al contagio, il quale fece sì orrenda

strage, che nello spazio di undici

mesi uccise 94,236 persone_ » 416 _a_ 418

_Verso la fine del 1631 si pubblicò con

grande solennità esser la città libera dal

contagio; ma per molti anni appresso,

restarono aperte le cicatrici di sì profonde

piaghe. Per quella circostanza si

fece voto di innalzare un tempio ad onore

di Nostra Signora. Quest'è la magnifica

chiesa della Madonna della

Salute eretta nel 1632. Altri voti fatti

allora dai Veneziani, sono stati adempiti

fedelmente_ » 418

_Da quel tempo la peste non penetrò mai

più a Venezia, quantunque sieno stati

mantenuti sempre aperti i suoi porti ai

bastimenti sospetti ed infetti di peste;

quantunque per Sovrana Risoluzione

tutti i bastimenti infetti da tutti i porti

del Litorale Austriaco, ed anche da

quelli della Romagna, debbano essere

scortati e spurgati a Venezia; quantunque

più volte siasi manifestata nei

suoi Lazzeretti la peste_ » 418 _e seg._

_Notizie sopra diverse altre pestilenze che

afflissero Venezia nelle precedenti epoche_ » 419 _e seg._

_Prima istituzione del Magistrato di Sanità

di Venezia nel marzo 1348, composto

di tre nobili col titolo di Provveditori

della Sanità_ » 421

_Aggiuntivi allo stesso Magistrato altri

tre nel col nome di Sopraprovveditori,

ed allora gli fu dato il titolo

di Supremo_ » 422

_Nel 1403 fu convertito ad uso di Lazzeretto

il convento de' padri eremitani

detto di santa Maria di Nazareth, nell'isola

di contro a quella di s. Erasmo.

Questo Lazzeretto sussiste ancora sotto

il nome di Lazzeretto vecchio_ » 421

_Nel 1493 fu per la prima volta istituita

la pratica di profumare le lettere_ » 422

_A Vicenza penetrò il contagio nel luglio

1630 portatovi da Verona col mezzo

di alcuni soldati fuggiti di là. Durò sei

mesi; ed in questo spazio perirono circa

11,000 persone nella sola città, oltre

a 50,000 nel Territorio_ » 426

_Nel settembre dello stesso anno 1630 penetrò

in Padova. Si propagò assai lentamente;

e solo nei mesi di giugno e

luglio del successivo 1631 giunse al

sommo della sua forza, e a tale, che

nel solo mese di luglio uccise 3529

persone, fra le quali parecchi professori,

e considerevole numero d'illustri

soggetti. La descrizione dei fatti che

accompagnarono quella pestilenza desta

orrore e raccapriccio. La Repubblica

inviò a Padova Alvise Valaresso in

qualità di provveditore straordinario,

quello stesso che s'era distinto a Verona.

Questo valentissimo uomo operò

con molto zelo e coraggio, ed ebbe il

conforto di vedere per le sue cure domata

la violenza del male, che cominciò

a declinare in agosto e settembre

dello stesso anno, e poco dopo cessò

intieramente. Diecisette mila persone

sono morte a Padova per quel contagio_ » 427 _e seg._

_La città di Treviso, ancorchè d'ogni intorno

assediata dal male; pure a merito

de' saggi provvedimenti, e di buona

ed assidua vigilanza si preservò illesa

mentre Venezia, Vicenza, Padova, il

Polesine, il Friuli, e quasi tutti gli

altri paesi d'Italia al Veneto dominio

soggetti erano in preda agli orrori della

peste_ » 425 _e_ 426

_Lo Storico Nani narra che nel sopradescritto

corso di pestilenza sono perite

da oltre cinquecento mila persone nei

paesi d'Italia soggetti al dominio della

Repubblica Veneta_ » 429

_Stravaganti e singolari casi di delirio

nella peste di Padova_ » 428

_Grandi terremoti nel 1630 in Napoli ed

in altri luoghi del Regno, avevano

messo negli animi gravi timori. Maggiori

ne aveva incusso la peste, la quale

mentre ardeva nella Lombardia, più

volte s'era avvicinata ai confini di quel

Regno_ » 429

_Lo stesso spavento aveva invaso la Toscana.

Il contagio si sviluppò in Firenze nel

giugno del 1630 portatovi da Bologna.

Serpeggiò occulto per qualche tempo;

si dilatò apertamente in più famiglie.

La città ne fu atterrita. Si fecero lunghe

consulte coi medici. Alcuni negavano

essere la peste, altri affermavano.

La città tutta si divise in due opinioni.

Ciò bastò perchè il popolo non

prendesse guardia, e si addimesticasse

cogli infermi e con chi li trattava.

I progressi dello sterminatore contagio

non lasciarono più dubbiosa la

lite. Nel settembre dello stesso anno

1630 fu al sommo grado di fierezza e

di forza. Durò quello strazio a tutto

novembre. Nel gennajo 1631 fu ordinata

la quarantena generale, e da essa

si sono ottenuti ottimi effetti. In aprile

era in piena declinazione. Nel settembre

si considerò cessato. Nel 1633 ripullulò,

ma con pochissime conseguenze_ » 430 _e_ 431

_Descrizione di questo contagio tratta dal

Rondinelli_ » 431 _a_ 436

_Il Gran Duca di Toscana Ferdinando II.

diede in tale circostanza chiaro esempio

di coraggio e di paterno affetto. Si

mostrò particolarmente sollecito della

salute e del bene de' suoi sudditi travagliati

da tanto flagello. Scorreva egli

a piedi ed a cavallo con magnanimo

ardimento le contrade e le vie della

città pur quando la peste era nel suo

forte, informandosi dei bisogni delle

famiglie, e della maniera con cui erano

eseguiti i suoi ordini e mantenute

le discipline e precauzioni di Sanità.

Pagò egli del suo le spese della

quarantena generale, che importò circa

160 mila scudi. Ad oltre 55 mila montava

il numero di quelli che si pascevano

a pubbliche spese. In sole due ore

si distribuiva la mattina il vitto per

tutta la città. Tanta sollecita vigilanza

del Principe tornò sommamente utile

a quella popolazione_ » 433 _e_ 434

_È notevole, che in questa peste si usarono

molto le unzioni coll'olio, di

mandorle, di gigli, di carabe ecc.

tanto come rimedio, che come preservativo,

e da quanto si può raccogliere

dalla storia appare ciò essersi usato

utilmente_ » 434

_I monasteri delle Monache entro la città

si sono tutti conservati sani, tranne

uno solo_ » _ivi_

_Non così fu dei conventi dei Frati, dei

quali niuno rimase intatto. La strage

maggiore fu tra il minuto popolo_ » 434 _e_ 435

_Notarono i medici ed i storici di questa

pestilenza, alcune varietà nel corso e

negli effetti della malattia, le quali

vennero da essi attribuite all'influsso

della luna_ » 435

_Indicazione dei varii preservativi che si

usarono in detta pestilenza, oltre le unzioni

coll'olio_ » 435 _a_ 436

_Nell'anno 1632 la peste si manifestò in

molti luoghi della Germania, e si riaccese

di nuovo a Zara in Dalmazia.

Nel 1633 incrudelì fieramente nella

Slesia, ed afflisse ben anche la città

di Vienna, dove il numero de' morti

giunse a circa 600 alla settimana. A

Norimberga fino a mille. Pressochè altrettanti

ne morivano ad Augusta, soggetta

nello stesso tempo al doppio flagello

della fame e della peste_ » 438

_Nel 1634 la stessa pestilenza travagliò

la Sassonia. Nel 1635 infierì a Francfort

sul Meno. Negli anni 1634-35-36 si

sparse per tutto il Belgio, e nella maggior

parte della Germania Superiore,

e più d'ogni altra provincia travagliò la

Gheldria, e particolarmente Nimega.

Uccise da prima a Leyden venti mila

persone: nel novembre 1635 si propagò

a Nimega, ove nel marzo e aprile

successivi pervenne al suo più alto

grado di ferocia per modo che in

tutta la città non v'ebbe casa che

fosse restata immune dal contagioso

morbo_ » 439 _e_ 440

_Sunto Storico della peste di Nimega descritta

dal Diemerbroek nel suo copiosissimo

trattato _de peste_; il quale oltre

a molte utili osservazioni contiene cento

storie di peste_ » 441 _a_ 455

_Temperatura calda, aria sciloccale e fenomeni

atmosferici che precedettero la

peste_ » 441

_Massima e quasi incredibile copia d'insetti_ » _ivi_

_Molti esempii raccolti di straordinario numero

d'insetti come fossero in altri casi

forieri e cagione della peste_ (Nota 26) » 442 _e seg._

_La quantità degli uccelli soliti ad abitar

la campagna fatta molto minore; li

stessi uccelli domestici avvezzi alle gabbie

morivano due o tre giorni prima

che si appiccasse la peste agl'individui

delle respettive famiglie_ » 443

_Aborti frequentissimi qualche tempo prima

della peste, e predominio in oltre di morbi

di indole maligna, vajuolo, morbilli,

dissenterie maligne, febbri puerperali,

nervose, tifiche, e con grande mortalità_ » 443 _e_ 444

_Innumerevole quantità di morti. — Luttuosissime

ed orrende scene. — La ferocia

del male non cedeva a nessun rimedio

o preservativo. Incominciò a diminuire

nel novembre 1636. Improvviso

ed acutissimo freddo avvenuto circa

la metà di febbrajo 1637 la spense

del tutto; sicchè in marzo la città fu

affatto libera. Non però la campagna

nè i paesi circonvicini, specialmente

la diocesi di Utrecht e Monforte, dove

continuò a inferocire per tutto l'anno

1637_ » 444 _e_ 445

_Due o tre giorni avanti il novilunio ed

il plenilunio la malattia si esacerbava

costantemente, e si accresceva il

numero degli appestati. In tal ricorrenza

di tempo l'invasione del morbo

era fiera e violenta, e la morte succedeva

nello spazio di poche ore_ » 445

_Come la malattia incominciasse e finisse

alcune volte senza febbre. In alcuni

casi cominciava con febbre; in altri la

febbre sopravveniva, e si manifestava

con leggieri brividi_ » 445 _e_ 446

_Osservazioni sulla durata della malattia,

sulla facilità con cui la peste si

univa alle altre malattie così dette

intercorrenti; sopra alcune cause che

maggiormente predisponevano ad essere

colti da essa_ » 446

_Sintomi che accompagnavano quella pestilenza_ » 446 _a_ 448

_Segni di buon pronostico_ » 448

_Segni gravi_ » 448 _e seg._

Nota. _Tra i segni gravi minaccianti funesto

fine si legga nel testo, pag. 448

lin. 25, _urine torbide_, invece di _urine_._

_Segni mortali_ » 450 _e_ 451

_Governo dietetico e curativo_ » 452

_Come siasi regolato il Diemerbroek durante

quella pestilenza, e come abbia

potuto preservarsi_ » 452 _a_ 455

_Negli stessi anni 1636-37 vi ebbe pur fiera

peste nel Brandeburghese, dove per

la grande quantità de' morti restando

insepolti di assai cadaveri, narra lo

storico, esserne andati molti consumati

dalle fiere_ » 456

_Peste agli stessi anni a Francfort sul

Reno e nelle Provincie Renane, dove

contemporaneamente infierendo crudissima

fame, è incerto se più dalla fame

o dalla peste sieno periti quegl'infelici

abitanti_ » _ivi_

_Contemporaneamente fiera e desolatrice

pestilenza a Londra_ » _ivi_

_Nell'anno 1638 la Livonia è stata fortemente

travagliata da morbi fierissimi.

È però incerto se fosser quelli vera

peste, od altra malattia epidemica,

prodotta dall'estrema fame, cagionata

da un'immensa quantità di vermi che

distrussero le biade_ » _ivi_

_Nel 1640 peste a Marsiglia ed in varj

luoghi della Provenza_ » 456 _e seg._

_Nel 1644 la peste ha travagliato fieramente

la città di Vienna. Nel

successivo anno 1645 si propagò in più luoghi

confinanti coll'Austria, fra' quali

in alcuni della Stiria, dove fece orrendi

guasti. In tale occasione si pubblicò

il rinomato Regolamento sulla peste._

Constitutio edictalis Ferdinandi III. » 457

_A Valenza in Spagna venne portata la

peste da Algeri nel 1647 con un bastimento

carico di cuoj ed altre pelli.

Da principio il contagio serpeggiò occulto,

ma poi si diffuse in tutta la

città e nella Provincia in modo che

fu ridotta ad uno stato di compassionevole

disertamento. L'anno seguente

s'insinuò verso l'occidente, ed invase

da prima Elche nello stesso regno di

Valenza. Quindi si propagò ad Orihuela,

Alicante, Mesquinenzia, Cartagena,

a Siviglia, a Cadice. Da Cadice

passò colla flotta Spagnuola nell'Indie

orientali. Dalla parte d'Oriente si

propagò a Tortosa, a Girona, a Barcellona,

ed in tutta quasi la gran Provincia

di Catalogna, dove unitamente alla

guerra fece particolarmente grandissima

strage. Si conserva ancora viva fra

quelle popolazioni la memoria di sì

fiera calamità, che importò alla Spagna

la perdita di oltre dugento mila

persone, parte vittima del pestilenziale

flagello, e parte della carestia e della

fame che lo susseguitarono_ » 458 _e_ 459

_Nell'anno 1649 vi fu peste di nuovo e

crudelissima ad Aix, ad Arles, a

Marsiglia, ed in quasi tutta la Provenza.

Essa fece molte stragi specialmente

a Marsiglia. Anche in questa

circostanza di peste si segnalò l'eroica

pietà dei PP. Cappuccini, i quali

con generoso ardimento si diedero in

buon numero all'assistenza spirituale

degli appestati, rimasti essi poi quasi

tutti vittima della cristiana loro carità_ » _ivi_

_Altri casi in cui i PP. Cappuccini diedero

nobilissime prove dell'eroica loro

cristiana carità in tempi di peste._

(Nota 29) » 459

_Nello stesso anno 1649 la Dalmazia, e

specialmente le città di Sebenico e di

Zara furono travagliate da un contagio

il più devastatore di quanti hanno

afflitto quella Provincia. Continuò a

Zara fino al febbrajo del successivo

anno 1650. Sì a Zara che a Sebenico

furono commesse molte ruberie e sevizie

dai soldati nel tempo dei così detti espurghi_ » 459 _e_ 460

_A due milioni circa di ducati si calcola

il valore degli effetti rubati in tal occasione

dalla milizia nella sola Sebenico,

dove andarono estinte più di

6000 persone nella città, non compresi

i soldati, de' quali perirono più di 800.

De' Morlacchi morti per lo più alla

campagna non si sa il numero, non

essendone stato tenuto registro. La città

non si è mai più ripopolata. Si

scorgono ancora molte case disabitate,

ed intere contrade deserte. Casimiro

Venanzio testimonio oculare ci

lasciò manoscritta memoria di questa

pestilenza ove tutti i nomi degli estinti

vi son registrati_ » 461 _a_ 463

_Dalla Spagna citeriore il contagio venne

trasportato nella Sardegna l'anno

1650. Ivi si propagò rapidamente, e

per lo spazio di cinque interi anni fece

orrendo scempio di quegli abitanti.

Quell'isola fu così malconcia, che non

si ristorò mai più dalle sue rovine. Vi

restano anche oggidì monumenti di sì

grave infortunio_ » 463

_Nell'anno 1651 peste nell'Alsazia, nella

Svezia, nella Polonia, ed in una parte

del territorio Prussiano. Secondo il

Boyer, nel 1654 la peste desolò Arras

grande città de' Paesi Bassi nella Contea

di Artois_ » 463

_Negli anni 1654-55 vi fu peste in Russia

e nella Danimarca. Il contagio si manifestò

a Copenaghen nel 1654, e vi

uccise nove mila persone. Ve lo portarono

certi vascelli Olandesi, che ritornavano

da Riga con carico di biade,

canape e lino, rifugiatisi nel porto di

Copenaghen per isfuggire la flotta Inglese_ » 464

_Dettagli storici sopra detta pestilenza. — La

malattia si annunciava con violento

parossismo febbrile conseguitato da dolore

eccessivo alle parti dorsali e alla

testa, che talora estendevasi anche alla

gamba sinistra. In seguito esantemi,

buboni, idatidi sopra le piante dei piedi,

delirio furioso, suicidio. Gli alessifarmaci,

così detti, e soprattutto l'elisire

antipestilenziale di Ticon Brahe,

furono i soli rimedj dai quali si abbia

ottenuto qualche buon effetto_ » 464 _e_ 465

_Nella Russia poi, secondo il Lebenswaldt,

sono morte circa cento mila persone

da questa pestilenza_ » 465

_Nello stesso anno 1655 vi fu pur peste

a Vienna_ » _ivi_

_Nell'anno 1656, dalla Sardegna la

peste fu portata a Napoli; e di là

serpeggiando attaccò i paesi della spiaggia

degli stati del Papa, penetrò a Roma,

a Genova, ed in altre parti d'Italia,

e vi fece immense stragi_ » 465

_La peste di Napoli del 1656 fu una delle

più terribili che abbia mai afflitto l'Italia.

In meno di sei mesi desolò le provincie

di quel Regno, e ridusse Napoli

in un vasto cimitero, avendo ucciso

duecento ottanta mila di quegli

abitanti, e secondo il Giannone quattrocento

mila_ » 465 _e_ 466

_Descrizione di questa peste di Napoli

data dallo storico Giannone (Storia

civile del Regno di Napoli)_ » 466 _a_ 480

_Quello che vi ha di più notevole nella

storia di questo contagio si è, la parte

che nella introduzione e diffusione di

esso ebbe lo stesso Vice Re di Napoli

conte di Castrillo, cui più di

ogni altro interessar doveva di tenerlo

lontano. Fu portato a Napoli col

mezzo di un vascello carico di soldatesche

procedente dalla Sardegna infetta,

a cui fu data libera pratica malgrado

i sussistenti rigorosissimi bandi

che lo proibivano; e v'ha ragione di

credere ciò sia avvenuto per secreto

ordine dello stesso Vice Re. Il contagio

si sparse tosto in varii quartieri della

città_ » 467 _e seg._

_I medici, nel principio del morbo i

perniciosi effetti ascrivevano, chi a febbri

maligne, chi ad apoplessie, ed altri

ad altri mali. Uno fra essi che pur

vide il vero, e che per più accurata

osservazione fatta dichiarò il morbo

essere pestilenziale, fu d'ordine dello

stesso Vice Re posto in carcere, dove

ammalatosi gli fu per somma grazia

concesso di andar a morire a casa sua,

e ciò perchè al conte Castrillo sommamente

rincresceva che insorgesse

fama in Napoli esservi la peste, dovendo

Egli spedire soccorso di soldatesche

per la guerra dello stato di

Milano, travagliato dalle armi del Re

di Francia_ » 467

_Gli altri medici fatti accorti da tale lezione

e spaventati, non osarono più

denunziare esservi la peste a Napoli,

ma continuarono ad occultare la qualità

del male, il quale intanto esteso

per tutti i quartieri della città mieteva

ogni giorno più centinaja di vittime.

Per le forti rimostranze del Cardinale

Filomarino Arcivescovo di Napoli quel

Vice Re fu costretto a far unire di

nuovo i più rinomati medici de' suoi

tempi, perchè dessero parere; ma questi,

sia per ignoranza, sia per adulazione,

e più probabilmente per paura,

non ardirono dichiarare il morbo

per pestilenziale, e si limitarono a suggerire

alcuni mezzi profilatici. Altro

che frasche, dice lo storico. — Orribili

e spaventose divennero le stragi. Fino

ad otto o dieci mila al giorno salì il

numero de' morti. Vi fu un giorno che

arrivò a quindici mila. Come descrivere

gli orrori e l'eccidio di quelle spaventevoli

giornate!_ » 468 _a_ 474

_Il Vice Re e le Deputazioni s'affaticarono

a dar quel migliore riparo che

per loro si potesse, ma era troppo tardi.

Tutte le misure furono inutili. Le stragi

continuarono con un furore appena

credibile; fino a che verso la metà di

agosto un'impetuosa ed abbondante

pioggia temperò alquanto la furia del

male, il quale poco appresso cessò.

Nessuno più s'è ammalato. Quelli ch'erano

tocchi guarivano_ » 476 _e seg._

_Peste di Roma dello stesso anno 1656_ » 481 _a_ 485

_Al primo annuncio della peste in Napoli

severe precauzioni di Sanità erano state

adottate dalle Autorità Pontificie

per impedire l'introduzion del contagio

negli stati della Chiesa. Ciò nullostante

il contagio penetrò prima a

Rieti nel Ducato di Spoleto, poi si

propagò a Nettuno piccola città della

campagna Romana, finalmente a Civitavecchia,

ed il dì 8 giugno si è

sviluppato nella stessa Roma_ » 481

_Sintomi della malattia. La malattia si

mostrava con un calore ai precordii

sì violento che i malati mandavano

spaventevoli grida, come se ad

essi venissero strappate le viscere; indi

succedeva il vomito, ardente febbre e

continua, delirio furioso, a cui seguiva

grande prostrazione di forze, convulsioni,

sete inestinguibile, lingua bianco-cinericcia,

e poi nera, urine torbide

e sanguigne, atroce dolor di testa. Dietro

le quali cose i carbonchi ed i buboni

non tardavano a comparire, come

pur le petecchie nere, segnali di vicina

morte. Alcuni cadevano morti improvvisamente,

e senza alcun segno manifesto

di contagio_ » _ivi_

_Si usava bruciare e scarificare i carbonchi,

che si medicavano poi con unguento

egiziaco. Sopra i buboni

applicavansi gli emollienti, le ventose, ed

anco i vescicatori. Il Padre Kirchero,

il quale a quel tempo trovavasi a Roma,

assicura, che niuno segnato dai

cauteri o fontanelle fu invaso dalla peste,

tranne alcuni di vita epicurea_ » 482

_L'emissione del sangue era assolutamente

seguita dalla morte, e al più s'impiegavano

le ventose scarificate. Si usavano

i clisteri purganti o alessifarmaci;

e siccome la prostrazion delle forze era

estrema, giovavansi i malati con brodi,

renduti più eccitanti dalla pimpinella,

dallo scordio, dalla scabbiosa, semi

di cedro e simili con alcune goccie di

acido solforico. Si somministrava parimenti

l'acqua teriacale, i sudoriferi,

ed il vino. Tornavano nocivi i medicamenti

troppo riscaldanti. La decozione

d'orzo acidulata con aceto era la bibita

ordinaria_ » 482 _e_ 483

_In quella circostanza si stabilirono in

Roma non pochi spedali e Lazzeretti;

si fecero espurghi, erettevi all'uopo alcune

macchine; la città fu divisa in

quartieri, e ad ogni quartiere fu assegnato

il respettivo commissario, i suoi

medici, chirurghi, confessori ecc. Molte

provvide discipline vennero del pari

ordinate sopra oggetti annonarii, ed altri

di eguale necessità, senza guardar a

spesa e senz'altri particolari riguardi_ » 482 _e_ 483

_Il Pontefice Alessandro VII e molti cardinali

non si partirono mai da Roma

durante il contagio. Il celebre cardinal

Gastaldi, eletto commissario generale

di Sanità, si distinse per la saviezza,

vigilanza e mantenimento delle discipline

e precauzioni contro la propagazione

del male. A queste ed al suo

saggio rigore contro indistintamente ogni

sorte di persone dee principalmente la

città di Roma la salvezza di un gran

numero di cittadini. Infatti per merito

di un buon governo non sono perite a

Roma in quella circostanza che 14,500

persone, mentre Napoli ne perdette

dallo stesso contagio dugento ottanta

mila (checchè ne dica il Giannone)

e Genova pressochè settanta mila_ » 484

_In marzo 1657 diminuì, e nell'agosto

dello stesso anno cessò affatto_ » _ivi_

_Nello stesso tempo, che infieriva la peste,

un'epizoozia crudele faceva perire

nella campagna di Roma la maggior

parte de' bovi e delle pecore. Lo

stesso cardinal Gastaldi ci lasciò la

Storia di questa peste nel voluminoso

suo libro_ de Avertenda et profliganda

Peste » 484 e 485

_Anche a Genova, come s'è detto, si diffuse

il contagio nello stesso anno 1656;

ed ivi come a Napoli, avuto riguardo

al minor numero della popolazione,

offrì miserando spettacolo di desolazione

e di stragi, che per la confusione

e lo spavento che regnavano

a que' tempi diventava ogni giorno più

triste e più devastatore; anche a Genova,

come in altri luoghi, in sulle prime

invalse l'opinione che quel morbo

fosse mal comune. Ma accresciutasi

a dismisura la mortalità fra quella popolazione,

ogni dubbio si cambiò in

certezza_ » 485

_Descrizione della detta pestilenza di Genova

del 1656_ » 485 _a_ 491

_Sintomi da cui era accompagnata_ » 485 _e_ 486

_Apertura de' cadaveri. Cosa si è trovato_ » 486 _e_ 487

_Quali rimedii siensi usati internamente

ed esternamente_ » 487

_Quando la peste era nel più forte, tutte

le altre malattie sia febbrili o no, casualmente

accadute, acquistavano la natura

e i segni di vera peste, ossia,

come dicevasi, si convertivano in peste,

anco in quelli, che tenevansi chiusi

nelle proprie case con ogni sorta di

riguardo, e per quanto sapevasi, senza

alcuna esterna comunicazione. Ciò però

non accadeva nel principio, e nell'ultimo

stadio della pestilenza. In sul

fine, come suol avvenire in ogni corso

di pestilenza, si svilupparono delle malattie

comuni, di altra indole. Questo

è il segno, come altrove s'è detto, più

sicuro che l'epidemia pestilenziale sia

giunta al suo termine_ » 487

_Moltissime ruberie, spogli, orrendi assassinii

accaduti in Genova nel tempo

che durò il contagio_ » _ivi_

_La Repubblica di Genova chiamò dalla

Francia alcuni PP. Cappuccini in soccorso

degli infermi. Vi giunsero quattro

di essi, fra quali il celebre P. Maurizio

da Tolone. — Eroica loro carità_ » 488

_Il detto Padre Maurizio da Tolone introdusse

in Genova con grande utilità

il suo metodo de' profumi per ispurgare

le robe e le case infette. Essi sono di

tre sorte; 1.º per ispurgare le case

ed altre suppellettili grosse; 2.º per

ispurgare i Lazzeretti, le sepolture, ed

altro che hanno bisogno di un purgamento

più efficace; 3.º profumo soave

per liberar le case dal puzzo_ » 488 _e_ 489

_Composizione delle dette tre specie di

profumo_ » 489 _e seg._

_La peste a Genova cessò a poco a poco

da se, come se fosse stanca di stragi_ » 487

_Anco in questa peste si usarono gli olj.

Internamente l'olio di scorpione, esternamente

quello del Mattioli, ma non

si rileva se fossero riesciti utili_ » _ivi_

_Nello stesso anno 1657 vi ebbe peste nel

Ducato di Brema nella Bassa Sassonia.

Da Brema venne portata a Brunswick

residenza del principe di questo

nome da alcuni Brunswicesi fuggiti da

Brema. Vi durò sei mesi_ » 491

_Sintomi da cui era particolarizzato detto

contagio_ » 491 _e_ 492

_Nel 1659 vi fu peste nella Svezia, e

particolarmente nella città e fortezza di

Hollen sulla costa meridionale dell'isola

di Aland nella Finlandia_ » 492

_Nell'anno 1660 peste in parecchi luoghi

della Germania, la quale attaccava più

particolarmente gli uomini, e soprattutto

i robusti, poco danno recando alle donne,

e meno ancora ai fanciulli_ » _ivi_

_Nel 1662 fiera peste regnò a Costantinopoli,

e vi fece grandissima strage;

nel 1664 desolò l'isola di Candia_ » 493

_Gli storici ricordano esservi stata in questo

stesso anno 1664 peste a Tolone

ed a Cuers, picciola città della Francia

nel dip. del Varo_ » 493

_Agli anni 1665-66 si è sparsa fierissima

peste in Londra, una delle più celebri

della Storia, già descritta dall'Hodges

e dal Sydenham testimonii

oculari. Per essa morirono in Londra

in meno di un anno 90,306 persone_ » _ivi_

_Descrizione della detta peste di Londra_ » 493 _a_ 496

_Malattie che l'hanno preceduta, e

susseguitata_ » 494

_Rapidità con cui si propagò_ » _ivi_

_Sintomi che l'accompagnavano_ » 494 _e seg._

_Cura usata dal Sydenham in detta pestilenza_ » 495 _e seg._

_Fu praticato la cavata di sangue ripetuta,

ma sempre moderatamente_.

_Altri autori che raccomandarono la cavata

di sangue nella peste_ » 496

_Negli stessi anni 1665-66, ed in pari tempo

che a Londra, la peste fece orrendo

strazio nell'Olanda. Nella sola città

di Amsterdam morirono 24,143 persone.

Secondo alcuni autori il morbo

continuò in Olanda con qualche intervallo

anche ne' successivi anni, a tale

che nel 1669 spopolò la città di Leyden_ » 497

_Nel 1670 si manifestò la peste nella

Lapponia portatavi da Riga per alcune

balle di canape. Le donne impiegate

alla filatura ne furono attaccate, ma

il freddo di quel paese estinse ben

presto la malattia_ » 497

_Nel 1676 fierissima peste travagliò di sì

fatta maniera l'isola di Malta, che

ne rimase quasi affatto deserta, non

essendovi restate superstiti che sole dieci

mila persone. Anche in questo caso i

gravi dispareri dei medici sulla natura

del male furono causa della fatale

irreparabile propagazion del contagio_ » 497 _e seg._

_Negli anni 1678-79 il contagio pestilenziale

ritoccò di nuovo le terre della

Dalmazia portatovi dalla vicina Turchia

col mezzo di alcuni arnesi rubati

dai Morlacchi della Villa Culla,

che fu poi per ordine del Provveditor

generale incendiata. Si propagò in altri

villaggi delli territorii di Scardona e di

Zara, poscia in Zara stessa col mezzo

di robe infette introdottevi clandestinamente,

e vi fece gravissimi danni. Cessò

nel febbrajo 1679_ » 498

_In detto anno 1679, imperando nell'Austria

Leopoldo I, la città di Vienna

fu travagliata da atrocissima peste,

che fece immense stragi, sì fra la

popolazione della città, e sì nei sobborghi

aggiacenti, specialmente nel Leopoldstadt

e nel Mariahülf. Nello spazio

di sei mesi sono perite a Vienna

oltre 70,000 persone, e nel corso intero

della stessa pestilenza più di

76,000. Pur gravi danni recò il morbo

nei villaggi dei dintorni di quella capitale,

e specialmente a Ulrichskirchen,

Neustift, Neubau, e Neustadt. A merito

dei saggi provvedimenti e delle caute

discipline, che d'ordine dell'Imperatore

sono state usate in quella circostanza,

si è potuto por argine alla ferocia

del contagio, e molti paesi vicini

sono stati preservati_ » 498 _e_ 499

_Nello stesso anno 1679 la peste afflisse

pur anche la Sassonia, e travagliò

l'alta e bassa Slesia_ » 500

_Da Vienna si dilatò il contagio nella

Stiria e nella Carintia. Si manifestò

in un sobborgo di Gratz nel dicembre

1679. Nel gennajo successivo 1680 si

sparse in molte famiglie del sobborgo

stesso e nella città. Nei successivi mesi

s'accrebbe ognor più, e s'apprese a

più di 400 famiglie. Imperversò per tutto

l'anno 1680, e terminò circa le calende

di marzo 1681 dopo aver ucciso

nella città e sobborghi di Gratz 2340

persone; guarite 816_ » 500

_Dall'altra parte, il contagio dall'Austria

si estese nell'Ungheria e nella

Boemia, e vi recò gravi rovine. Nell'Ungheria

nel 1679 fra le altre fu

travagliata particolarmente la città di

Posen. In Boemia, a quegli anni, più

che altrove fece orrendo strazio, a tale

che in un solo trimestre, cioè maggio,

giugno e luglio del 1680, estinse

a Praga 31,040 persone_ » _ivi_

_Anche a Gorizia nel Friuli Austriaco

si dilatò il contagio portatovi, come si

crede, da Vienna. Incominciò nell'agosto

1682, e v'infierì con somma violenza.

Giuseppe Candido allora medico

di Gorizia ci lasciò in una sua lettera

un'esatta descrizione di quel contagio_ » 501 _e_ 502

_Sintomi dai quali era accompagnato_ » 502

_Rispetto alla cura lo stesso medico Candido

dice. «Il cavar sangue dalla vena

fu osservato nocivo, così si tralasciò.

Li vescicanti sono stati di gran

sollievo, applicati dopo qualche evacuazione

per la via dei clisteri»_ » _ivi_

_Nel 1683 ripullulò il contagio a Gratz

ed in altri luoghi della Stiria, ma fu

in breve estinto con pochi danni per

gli ottimi provvedimenti che ne impedirono

la dilatazione_ » 502

_Fierissima peste desolatrice imperversò a

Costantinopoli negli anni 1685 e 86. È

indicato essere stato assai grande il

numero delle vittime rimaste sotto il

flagello in quella popolatissima città:

questo numero però non è conosciuto_ » 503

_Nel 1690 vi fu peste di nuovo nella Dalmazia,

introdotta colà per l'arrivo di

una famiglia fuggita dalla vicina Bossina

infetta. Fu preso da prima Ostroviza

nel contado di Zara, poi venne

portata in Zara stessa. Ma per la vigilanza

dei Rettori detta città e per

le buone discipline e segregazioni fatte

opportunemente, venne in breve estinta.

Così però non fu nella città di Sebenico,

ove fece molti danni_ » 503 _e_ 504

_Nel 1691 fu attaccata dal contagio Ragusi;

continuò circa sei mesi, e vi recò

gravi rovine_ » 504

_Nel medesimo anno 1691 la peste devastò

la Puglia_ » _ivi_

_Nel 1692 vi fu peste nella Sciampagna

in Francia, ma non si conoscono di

essa particolarità degne di speciale

menzione_ » _ivi_

Della peste e della pubblica amministrazione sanitaria · 第 124 / 135 题