Per disinfettare le stanze e gli appartamenti delle case colle
emanazioni vaporose e gazose del cloro[64] converrà procedere nella
maniera seguente.
Si prendano di sal comune (sal marino, o muriato di soda) quattro(4)
parti; p. es. quattro oncie;
Protossido di manganese (ossido di manganese, o manganese di commerico)
due(2) parti; p. es. due oncie:
Polverizzate e mescolate bene insieme dette sostanze, si pone il
miscuglio in un tegame di terra cotta vetriata; o meglio in un
catinello, od altro vaso a larga apertura, di porcellana o di vetro:
Vi si affonde quattro (4) parti: p. es. quattro oncie d'acqua:
Si agita la materia solida con un cucchiajo di porcellana o di vetro
fino ad operarne l'estinzione:
Si colloca il vaso su di una focaja, od altro recipiente di terra
cotta, pieno per due terzi di cenere o di arena calda, entro alla quale
si profonderà un poco.
Chiuse allora le porte, le finestre, ed ogni altra apertura della
stanza quanto più completamente si può, vi si trasporterà l'apparecchio
nel mezzo di essa; e si verserà sopra il miscuglio;
Acido solforico concentrato (olio di vitriolo) a 66 gradi, quattro(4)
parti; p. es. quattr'oncie.
Non si farà il versamento dell'acido se non quando il sale sarà
divenuto un po' caldo.
Se il luogo da spurgarsi è vasto, allora in vece di un solo apparecchio
nel mezzo, se ne collocheranno due, tre, quattro, o più sopra diversi
punti. Sarà meglio moltiplicare le capsule fumigatorie, anzi che
accrescere in un solo vaso la quantità delle materie destinate alla
fumigazione.
Allorchè il versamento dell'acido verrà fatto in una sol volta, come
si pratica negli espurghi generali, e come fu indicato di sopra,
l'operatore avrà cura di tener all'atto del versamento rivolta la
testa in modo che dai vapori che si sollevano non abbia a risentirne
offesa; mentre il cloro ha un odor soffocante, agisce sulle fauci e
sulla mucosa polmonare con molta forza, ed ispirato nel momento del suo
più rapido e copioso sviluppo, potrebbe eccitar molta tosse, ed altri
sconcerti.
Appena fatto il versamento si sortirà dalla stanza, chiudendo dietro
se le porte d'ingresso; le quali non si apriranno se non dopo 10, o 12
ore.
Le stesse fumigazioni collo stesso metodo dovranno esser ripetute per
tre o quattro giorni di seguito; in ispecieltà se molti saranno gli
oggetti e le masserizie da disinfettarsi: molto estesa la superficie;
e se, avendo servito la stanza di abitazione a persone infette di
contagio, si avrà lo scopo di disinfettarne di essa le pareti ed il
pavimento.
Fra una fumigazione e l'altra converrà lasciar scorrere alcune ore; p.
es. 10, 12, nel corso delle quali si avrà cura di tener aperte porte e
finestre onde dar libero accesso all'aria e alla luce.
Volendo rendere il suffumigio più forte, converrà dopo qualche ora
rinnovare l'arena o la cenere sostituendovene di più calda, oppure
riporre il vaso che la contiene sopra un fornello pieno di fuoco;
mentre il calorico accelera la separazione del gas e la rende più
completa.
Essendo copioso il cloro che con questo metodo si svolge, s'intende
da se che non potrebbero le persone trattenersi in quelle stanze ove
si fa il suffumigio senza restarne più o meno incomodate. Quindi sarà
usato soltanto nei luoghi disabitati. E dappoichè detto gas attacca non
solo i miasmi fino ai siti più ascosi snaturandoli o distruggendoli,
ma infiamma altresì i metalli e li ossida, altera i colori e li
distrugge, illanguidisce, sotto alcune condizioni, i caratteri e li
cancella, ed annichila radicalmente il principio odorifero; così dalle
stanze nelle quali dovrà esser praticato il suffumigio Guytoniano,
così detto, perchè condotto secondo il metodo scoperto e additato da
Guyton-Morveau, dovranno non solo esser rimosse le persone, o sane
o malate; ma altresì tutti gli oggetti d'oro, d'argento, di ottone,
d'acciajo, tutte le stoffe di seta, di lino, o di lana tinte in bei
e delicati colori, e tutto quello che può esser dall'azione del cloro
danneggiato.
Laddove si volesse che lo sviluppo del cloro non fosse così sollecito
ed energico, basterà diminuire il calore, sia scemando il fuoco del
fornello, sia trasportando la capsula fumigatoria sopra un altro vaso
di arena meno calda, o collocandola sul pavimento.
Si potrà ancora praticare lo stesso spurgo col cloro, trasportando
i sopraccennati vasi fumigatorii da una parte all'altra
dell'appartamento, su i varii punti che si credono i più infetti, colà
dove si reputa maggiore il bisogno.
Si potrà usarlo altresì secondo il metodo di Chaussier, versando
l'acido solforico sul sale a poco a poco in vece che in una sol volta,
in modo che evaporate le prime goccie di acido, si fanno cader le
seconde, e dietro l'evaporazione delle seconde, le terze, portando
l'apparecchio sui varii punti a proprio talento.
Questo metodo si potrà praticare colle debite cautele anche ne' locali
dove vi sono degli ammalati che non possono essere trasportati; colà
dove per l'angustia delle case, per mancanza di altri locali sani
abitabili da sostituirvi, pel rigore della stagione, o per altre
ragioni, le stanze e gli appartamenti infetti non possono venir
sgombrati dagli ordinarii loro abitatori. Dissi con le debite cautele;
mentre laddove soggiornano malati e quelli che li assistono, importa
che discreta ed appena sensibile sia la quantità di cloro che si versa
nell'atmosfera.
Appunto per ciò, viene suggerita un'altra maniera di espurgo o processo
disinfettante, il quale consiste nel mettere sopra un piatto quattro
oncie di cloruro di calce, o di sodio, disciolto in egual quantità di
acqua; la qual soluzione si espone nella stanza, e se la ripete tanto
in quella che in tutte le altre dell'appartamento, in maggiore o minor
numero secondo l'ampiezza de' locali.
In oltre; riportando quanto dice nel proposito il celebre Medico e
Chimico D.r Taddei; «qualora si voglia procurare una lentissima ma
continua emanazione di cloro gazoso nelle stanze ove giacciono i
malati, senza portar nocumento nè ad essi, nè a chi li assiste, si
terranno dei vasi aperti pieni di cloruro, o clorito di calce in uno
o più punti della stanza medesima. E allorchè coll'andar del tempo
l'emanazione diventerà sì modica e sì debole da non poterne apprezzar
la presenza col mezzo dell'olfatto, si verserà di tanto in tanto su
quel cloruro, o clorito, già fatto stracco, poche goccie d'acqua
acidulata o con l'acido idroclorico, o col solforico: regolandosi
sempre a tenore, non tanto della capacità della stanza quant'anche
della sensibilità degli ammalati e dei sani che in quell'ambiente
respirano».
L'evoluzione del cloro che si ottien dai cloruri, essendo sempre
lenta e debole, è chiaro, che tal maniera di disinfettazione non
sarà da risguardarsi nei casi di maggior importanza se non come un
mezzo suppletorio o ausiliario, anzi che come principale ed ovunque
preferibile.
Le dette sostanze dopo che avranno servito alla disinfettazione degli
appartamenti, si dovran gittare nelle latrine, dove esse continueranno
ad agire come disinfettanti.
Per ottenere il cloro, si può anche valersi di un altro metodo, di
quello cioè che si pratica nelle Farmacie, ch'è il seguente;