Anno dell'E. C. 1201. Peste quest'anno in Grecia (_Papon. l. c._).
Anno dell'E. C. 1202. In Siria ben fiero s'appiccò il contagio
all'esercito di Balduino (_Briet. Annal. Mund. Kircher. etc._).
Fierissima peste desolò pur in quest'anno la città di Zara in
Dalmazia[8].
A. dell'E. C. 1217. Mentre le armate de' Galli nell'isola di Cipro
allestivano la spedizione contro la Siria, insinuatasi fra la truppa la
peste, andò a perire gran numero di soldati (_Kircher. op. cit._).
A. dell'E. C. 1218. L'esercito Cristiano delle Crociate fu colpito in
quest'anno dalla peste sotto Damiata in Egitto, mentre teneva quella
piazza stretta d'assedio. Questa peste si disse preceduta dalla fame, e
favorita ne' suoi effetti dal fetore de' cadaveri insepolti (_Vitriac.
Histor. Orient. lib. 3. Joan. Tarcagnot. part. II. lib. 14._).
A. dell'E. C. 1225. Riprodottasi più volte la peste nella città di
Bologna, spense la maggior parte degli abitanti di quella celebre ed
illustre città (_Cherubino Ghirardazzi Istoria della città di Bologna
lib. 5._).
A. dell'E. C. 1227. Ricordano gli storici che sì Bologna e sì Roma
furono in quest'anno devastate dalla peste. Egli sembra però che sia
stata la medesima peste, che invalse nel 1225, la quale o continuò o si
è riprodotta (_Ghirard. Storia di Bologna lib. 5. Gratiol._).
A. dell'E. C. 1231. Insolito e spaventevole straripamento del Tevere
avendo per grande spazio allagata la campagna, accrebbe le miserie e le
devastazioni del contagio, che in questo stesso anno si riaccese nella
città di Roma (_Tarcagnot. P. II. lib. 14. Spondan. Platina in Vita
Gregorii IX._).
A. dell'E. C. 1233. Continuava la peste le sue devastazioni in Roma,
ove di dieci infetti uno appena si salvava dalla violenza del morbo,
allorchè in quest'anno 1233 penetrò il contagio anco nella città di
Zara, ed uccise parecchi di quegli abitanti. Terminò però in breve
con pochi danni. In tal occasione i Zaratini si vestirono di sacco di
penitenza, e venne instituita la scuola de' Verberanti (_Tanzlinger
Archidiac. Jadrensis in suis Memoriis etc._).
A. dell'E. C. 1234. Incrudelivan quest'anno freddi straordinarj ed
eccessivi tanto in Italia che in Inghilterra. In Italia il Po restò
gelato per qualche tempo. A ciò successe la carestia: e appresso
si sviluppò la peste nella parte occidentale d'Italia, e nell'Isole
Britanniche. _(Sigon. Regn. Ital. lib. 17. Spondan. eod. an. Bernardin.
Corio, Storia di Milano_). Alcuni altri autori sono d'avviso non essere
stato questo, che un morbo epidemico (_Adam. Bibl. Loim._).
A. dell'E. C. 1242-43. In Grecia, in Italia, in Francia v'ebbe
a quest'anno peste sì micidiale ed atroce, che volendosi prestar
fede ad alcuni storici, appena la decima parte delle popolazioni ne
sopravvisse. Essa invase pur l'esercito di s. Luigi, re di Francia,
mentre inseguiva l'armata di Enrico III, re d'Inghilterra, suo cognato.
Pur questa pestilenza venne preceduta da stagione ardentissima e da
straordinaria siccità (_Lebenswaldt. Papon. opp. cit._).
A. dell'E. C. 1254. Nel Milanese si è riaccesa la peste, e secondo
che ne vien riferito dagli storici, essa vi avea poste radici così
profonde, che durò alcuni anni; nè arte umana valse a disradicarla più
sollecitamente (_Gratiol. Catalog. Pest._). Qualche storico accenna
che non fusse vera peste, ma bensì un morbo ad essa somigliante (_El.
Cavriol. Chron. Brixien._).
A. dell'E. C. 1270. All'armata dello stesso s. Luigi s'apprese
nuovamente la peste nel tempo della spedizione da esso intrapresa
contro l'Affrica, e non altrimenti avvenne alle falangi, donde
assediava la città di Tunisi, facendovi molte stragi. Vi fu preso lo
stesso re s. Luigi, che ne morì il dì 25. d'Agosto di quest'anno 1270.
(_P. Kircher. Lebenswaldt Briet. Papon. Adami_).
A. dell'E. C. 1285. Peste nel Belgio e in Italia (_Kircher. l. cit._).
A. dell'E. C. 1288. In quest'anno riprese la peste novelle forze,
desolando, e distruggendo gran parte d'Italia sotto il pontificato di
Nicolò IV. Questo pontefice si tenne chiuso nel suo palagio, durante
il tempo della pestilenza, senza ommettere però le cure, ch'ei doveva
al governo de' suoi popoli. Si nota che, servendo egli alle opinioni
invalse a que' tempi, faceva accendere continuamente gran fuochi ne'
cortili del suo palagio e negli appartamenti (_Kircher. Papon. opp.
cit._).