A dell'E. C. 1006. La città di Venezia fu in quest'anno fieramente
percossa dalla peste, sommi danni arrecandole. Già l'ebbe preceduta un
eccessivo freddo (_Gio. Nicolò Doglioni Istoria Veneta ec._).
A. dell'E. C. 1007. Nell'anno seguente il contagio pestilenziale desolò
parecchie altre città d'Italia, e in ispezieltà Bologna e Modena; e
grande ne fu il numero de' morti (_Cherubino Ghirardazzi Istoria di
Bologna lib. II_.).
A. dell'E. C. 1012. La peste affliggeva Venezia. Mantenute libere le
comunicazioni con quella capitale, il contagio fu introdotto in Zara.
Nel castello di questa piazza seguì il primo sviluppo. Uccise parecchie
persone del castello, ne furono abbruciati tutti i quartieri infetti; e
neppur questa volta penetrò in città (_Sim. Gliubavaz op. cit._).
A. dell'E. C. 1013. Nuova riproduzione della peste fu in quest'anno
per varie città d'Italia. Quelli, che n'erano colpiti, morivano quasi
improvvisamente. Un ardente fuoco interno divorava loro le viscere,
ed una diarrea straordinaria li traeva in brevi istanti al sepolcro.
(_Papon, op. cit._).
A. dell'E. C. 1016-17. Nell'anno 1016 la pestilenza fu quasi generale
in Europa; ma devastò principalmente l'Italia, in cui, volendosi dar
fede al Platina, il numero degli estinti superò quello de' superstiti.
Nota il Kirchero che alla peste era congiunta la fame, e che continuò
ad infierire anco nell'anno 1017 (_Platin. in Vita Benedicti VIII._).
A. dell'E. C. 1022. Da qualche tempo divenuta la peste quasi permanente
in Italia, si riaccese quest'anno con istraordinario furore. Devastò
contemporaneamente Costantinopoli, e diversi altri paesi d'Europa.
L'indole sua era per sì fatto modo maligna, che colpiva le persone a
guisa di fulmine, e le uccideva in poche ore (_Kircher. Papon. loc.
cit._).
A. dell'E. C. 1031. L'apparizione di comete, tempeste sterminatrici,
inondazioni, e fame precedettero ed accompagnarono la pestilenza di
quest'anno (_Lebenswaldt. Papon. opp. cit._).
A. dell'E. C. 1054. Nel mille cinquantaquattro v'ebbe peste in Germania
(_Kircher._).
A. dell'E. C. 1057. Peste in Macedonia, secondo lo stesso autore.
A. dell'E. C. 1065. Avvenne pure in quest'anno una pestilenza pressochè
generale in Europa, accompagnata da carestia e fame atrocissima
(_Gratiol. Vincenzo Franzato ecc._).
A. dell'E. C. 1085. In quest'anno v'ebbe peste in Ungheria e in
Dalmazia, e la città di Zara ne fu presa; pur il contagio, che faceva
molto danno in Ungheria, nella Dalmazia non si estese gran fatto. La
sollecita cessazione di questa calamità in Dalmazia fu attribuita
all'intercessione dei Santi Grisogono, e Giovanni Orsini, vescovo
di Traù, che viveva a quel tempo (_Queste notizie sono tratte da un
antico manoscritto originale esistente nell'archivio de' monaci di s.
Grisogono di Zara. Capsula IV. N. XIII. Obsignata L. 6._).
A. dell'E. C. 1093-94. Regnò la peste a questi anni in parecchi luoghi
dell'Italia, della Francia, e della Germania; in mentrechè dura fame
affliggeva la Germania e la Francia, strabocchevoli inondazioni
l'Inghilterra, e sterminatrici epizoozie in Italia, e altrove,
accrescevano le miserie, e la desolazione di quelle popolazioni
(_Briet. Annal. Mund. ad h. a. Lebenswaldt._).
A. dell'E. C. 1098. Nella Germania scaricò il morbo pestilenziale
in quest'anno tutto il suo furore, facendovi orribili strazj. V'ebbe
pur anche l'epizoozia. A vizio dell'aria, secondo le opinioni di que'
tempi, si attribuì la grande mortalità dell'una e dell'altra spezie
d'animali (_Georg. Agricol. lib. de Peste_).
Nell'anno stesso 1098 l'esercito de' Cristiani delle Crociate,
trovatosi stretto d'assedio in Antiochia, venne quasi consunto dalla
fame e dalla peste (_Max. Tyr. de Bello sacro lib. III. C. II. Spond.
etc._).