A. dell'E. C. 709. Peste violenta e di straordinaria perniciosa indole
desolò in quest'anno la città di Brescia e' suoi contorni. Essa fu per
tal modo funesta, che non ci aveva più alcuno, che prestar si volesse
all'ufficio di seppellire i cadaveri, a tale che i morti giacevano
insepolti d'in sulle strade, e per le case; il perchè venne ogni
famiglia incaricata di tumulare i suoi, ed, in mancanza di famigliari,
gli abitanti della stessa contrada eran tenuti di dar mano a questo
estremo ufficio (El. Cavriol. Chronic. Brixiens.).
A. dell'E. C. 717. Ritrovandosi Costantinopoli assediata da' Saraceni,
la peste e la fame hanno sì fieramente travagliato quella città, che vi
perirono da trecento mila persone. Contemporaneamente alcune provincie
dell'Oriente vennero desolate dallo stesso flagello (_Paul. Diacon.
lib. 6. cap. 47. Spond. Gratiol. Briet. Lebenswaldt ec._).
A. dell'E. C. 729. In quest'anno peste nella Siria e nella Grecia
(_Lebenswaldt_).
A. dell'E. C. 745-46-47. Terremoti spaventevoli precedettero quella
memoranda pestilenza, che si spiegò sotto Leone Isaurico, e che durò
più anni. Nella Calabria, nella Sicilia, nelle isole della Grecia,
e a Costantinopoli specialmente imperversò il contagio con maggiore
violenza, e vi fece di orribili stragi. Quasi non bastava la terra per
accogliere i cadaveri: sì grande ne fu il numero. Nell'anno 746 la
peste spiegò il massimo suo furore. Tale calamità continuò parecchi
anni ad affliggere Costantinopoli ed alcune provincie d'Oriente.
Dava qualche tregua il contagio, ma, dappoichè estinto non era,
riaccendevasi di tratto in tratto con maggiore veemenza. Ciò fu nel
751, e specialmente nel 760.
A. dell'E. C. 760. Secondo il _Kirchero_ in quest'anno la peste invase
quasi tutta la terra.
A. dell'E. C. 774. Pavia, l'antica capitale del regno de' Longobardi,
venne afflitta in quest'anno da crudelissima fame, a cui ben presto
tenne dietro la peste. La cagione dell'una e dell'altra fu forse
l'assedio strettissimo, in cui tennela Carlo Magno per otto mesi
continui, cioè dall'Ottobre 773 al Maggio 774. Questa circostanza fece
credere a qualche autore che il morbo non fosse vera pestilenza, ma
bensì una malattia tifica prodotta dallo scarso e cattivo alimento.
In questo stesso anno arrendutasi Pavia al vincitore, terminò il Regno
de' Longobardi in Italia (_Spondan. hoc an. Tarchagnot. Hist. Mund.
Part. II. lib. 9._).
A. dell'E. C. 775. Rigermogliando di quando in quando il pestifero
seme, specialmente in Costantinopoli, avvenne che quest'anno lo stesso
imperatore Costantino Copronimo ne andasse infetto nel tempo della
spedizione da esso intrapresa contro i Bulgari; che ne morì il giorno
14 Settembre 775. (_Kircher. Briet. Lebenswaldt. Gratiol. Papon. opp.
cit._)